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    OMAGGI E CESSIONE GRATUITA DI BENI:

     

     

    AGGIORNAMENTO DAL 13/12/2014:

     

     

    Il decreto sulle semplificazioni fiscali è intervenuto sulla disciplina IVA degli omaggi, uniformando ai fini della detrazione il limite già previsto per l'IVA, pari a 25,82 euro, a quello stabilito ai fini delle imposte sui redditi, pari a 50 euro.

     

    Il decreto legislativo avente ad oggetto la semplificazione degli adempimenti, in attuazione della delega fiscale, è intervenuto sulla disciplina IVA dei “piccoli omaggi”. In particolare, è stato uniformato (ai fini della detrazione) il limite previsto dall’art. 19-bis1, comma 1, lettera h) - in precedenza pari a 25,82 euro - ora elevato (come per le imposte sui redditi) a 50 euro. La misura è stata accompagnata dal contestuale innalzamento della soglia di non imposizione dei piccoli omaggi.

     

    A seguito del testo novellato dell’art. 19-bis1 citato, “non è ammessa in detrazione l’imposta relativa alle spese di rappresentanza, come definite ai fini delle imposte sui redditi, tranne quelle sostenute per l’acquisto di beni di costo unitario non superiore ad euro cinquanta”.

     

    La disposizione definisce le spese di rappresentanza rinviando alle disposizioni in materia di imposte sul reddito. A tal proposito si considerano spese di rappresentanza anche ai fini dell’IVA quelle definite tali dal D.M. 19 novembre 2008, emanato in attuazione dell’art. 108, comma 2, TUIR

     

    A decorrere dal 13 dicembre 2014 (data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 175/2014), è stato invece innalzato (da 25,82) a 50 euro il costo unitario del bene regalato per il quale è ammessa la detrazione dell’IVA a credito relativa all’acquisto dei beni costituenti spese di rappresentanza, così come definite ai fini delle imposte dirette

     

     

    La gestione fiscale (redditi e Iva) degli omaggi richiede attenzione su due elementi:

    • la provenienza dei beni oggetto dell’omaggio: possono essere beni acquisiti appositamente a tal fine o trattarsi di beni oggetto della attività di impresa del soggetto che cede l’omaggio;

    • la tipologia di destinatario dell’omaggio (cliente, fornitore o dipendente).

    Omaggi a soggetti terzi di beni che rientrano nell’attività d’impresa

     

    In taluni casi, ad essere destinati ad omaggio sono proprio i beni che costituiscono il "prodotto" dell’azienda erogante piuttosto che i beni che l’azienda commercializza. Qui, la precisa individuazione della documentazione relativa al bene omaggiato è tutt’altro che agevole e, quasi sempre, la successiva destinazione ad omaggio del bene richiede una rettifica delle scelte (in termini di classificazione contabile) originariamente operate.

     

    Il bene acquistato (o i costi relativi alla realizzazione dello stesso), infatti, quasi sempre vengono in un primo momento gestiti come costi inerenti all’attività aziendale:

    • dal punto di vista reddituale, invece, tali beni acquistati o prodotti per la commercializzazione e successivamente destinati ad omaggio costituiscono spesa di rappresentanza, con la conseguenza che andrà cambiata la classificazione contabile degli stessi e andranno rispettate le regole già esposte per la deduzione dei costi (le medesime previste nel caso di omaggio di beni che non rientrano nell’attività di impresa);

    • dal punto di vista Iva, la cessione gratuita deve essere assoggettata ad imposta sulla base del prezzo di acquisto o, in mancanza, del prezzo di costo dei beni, determinato nel momento in cui si effettua la cessione gratuita.

     

    Per documentare l’operazione (la rivalsa dell’Iva non è obbligatoria e ragioni di "eleganza" la sconsigliano) l’impresa può, alternativamente, scegliere di:

    1. emettere una fattura con applicazione dell’Iva, senza addebitare la stessa al cliente/fornitore omaggiato, annotando in modo esplicito nel documento che trattasi di "omaggio senza rivalsa dell’Iva ai sensi dell’art.18, comma 3 del DPR n.633/72";

    2. emettere un'autofattura in un unico esemplare, specificando che trattasi di autofattura per omaggi (per provare l’inerenza del costo con l’attività di impresa è consigliabile anche l’emissione del DDT);

    3. tenere il registro degli omaggi, sul quale annotare l’ammontare complessivo delle cessioni gratuite effettuate in ciascun giorno.

     

    Omaggi a dipendenti di beni da parte dell’impresa

    Nel caso in cui i destinatari degli omaggi siano i dipendenti dell’impresa, dal punto di vista delle imposte dirette, il costo di acquisto di tali beni va classificato nella voce "spese per prestazioni di lavoro dipendente" e non nelle spese di rappresentanza; pertanto, tali costi saranno interamente deducibili dalla base imponibile al fine delle imposte dirette, a prescindere dal fatto che il bene sia o meno oggetto di produzione e/o commercio da parte dell’impresa.

    Ai fini Iva, invece, occorre svolgere alcune considerazioni:

    • nel caso di cessione gratuita a dipendenti di beni che non rientrano nell’attività propria dell’impresa, l’imposta per tali beni è indetraibile e la loro cessione gratuita è esclusa dal campo di applicazione dell’Iva;

    • l’acquisto e la successiva cessione gratuita di beni la cui produzione o il cui commercio rientra nell'attività propria dell'impresa segue il medesimo trattamento già commentato relativamente agli omaggi effettuati nei confronti di soggetti terzi (clienti, fornitori, ecc.). Quindi, l’acquisto dei beni dà sempre origine alla detraibilità dell’imposta in quanto l’impresa non conosce a tale momento la destinazione futura del bene. La successiva cessione gratuita del bene andrà assoggettata ad Iva mediante l’emissione di una fattura con esercizio o meno della rivalsa, oppure, in alternativa, l’emissione di autofattura.

     

    N.B. Si ricorda che le erogazioni liberali in natura (sotto forma di beni o servizi o di buoni rappresentativi degli stessi) concesse ai singoli dipendenti costituiscono reddito di lavoro dipendente per questi ultimi se di importo superiore ad € 258,23 nello stesso periodo d’imposta (se di importo complessivo inferiore ad € 258,23 sono esenti da tassazione). Pertanto, il superamento per il singolo dipendente della franchigia di € 258,23 comporterà la ripresa a tassazione di tutti i benefits (compresi omaggi) erogati da parte del datore di lavoro.

    • Cena aziendale

    Nella pratica spesso accade che l’impresa organizzi il buffet o la cena di natale per lo scambio degli auguri.

    Al fine di determinare il trattamento reddituale ed Iva di tale fattispecie va considerato che si tratta di una prestazione gratuita di servizi (somministrazione di alimenti e bevande) e non di una cessione gratuita di beni.

    L’Agenzia delle Entrate, in proposito, ha chiarito che le spese per feste e ricevimenti organizzati in occasione di ricorrenze aziendali o festività religiose o nazionali sono da considerare:

    • spese di rappresentanza se all’evento sono presenti oltre ai dipendenti anche soggetti terzi rispetto all’impresa. In tale caso il costo è deducibile nel limite del 75% della spesa sostenuta nel rispetto della soglia calcolata applicando ai ricavi della gestione caratteristica le percentuali già citate (1,3%-0,5%-0,1%). L’imposta sul valore aggiunto è indetraibile.

    • liberalità a favore dei dipendenti (e non spese di rappresentanza) se all’evento sono presenti esclusivamente dipendenti dell’impresa. In tale caso il costo è deducibile nel limite del 75% della spesa sostenuta e nell’ulteriore limite del 5 per mille dell’ammontare delle spese per prestazioni di lavoro dipendente risultante dalla dichiarazione dei redditi. L’imposta sul valore aggiunto è indetraibile in quanto relativa ad un costo per i dipendenti che non possiede il requisito dell’inerenza con l’esercizio dell’impresa.

     

     

    Omaggi erogati dagli esercenti arti e professioni

    I professionisti e gli studi associati che acquistano beni per cederli a titolo di omaggio devono distinguere il trattamento fiscale in relazione al fatto che gli stessi vengano donati a clienti o a dipendenti. Nell’ambito del reddito di natura professionale, il trattamento degli omaggi risulta certamente più semplice, in quanto ci si trova sempre e comunque nella categoria di beni che non fanno parte dell’attività propria dell’impresa.

     

    OMAGGI A CLIENTI/FORNITORI

     

    OMAGGI A DIPENDENTI

     

     

     

    Il costo sostenuto all’atto dell’acquisto costituisce spesa di rappresentanza, indipendentemente dal valore unitario del bene, e la sua deducibilità è integrale fino al limite dell’1% dei compensi percepiti nel periodo di imposta (oltre tale limite l’importo degli acquisti per omaggi non risulta più deducibile). Gli omaggi di beni acquisiti appositamente a tal fine di valore imponibile inferiore ad € 25,82 (DAL 13/12/2014 50,00 EURO) scontano la piena detrazione dell’imposta, mentre quelli di valore superiore a € 25,82 (DAL 13/12/2014 50,00 EURO) sono caratterizzati dalla totale indetraibilità dell’Iva.


    Il costo di acquisto degli omaggi va classificato nella voce "spese per prestazioni di lavoro dipendente" e non nelle spese per omaggi; pertanto, tali costi sono interamente deducibili dalla base imponibile al fine delle imposte dirette. L’iva è indetraibile.

     

    N.B. Si evidenzia che nel caso di acquisto da parte del professionista di omaggio per il quale è stato esercitato il diritto alla detrazione dell’iva (è il caso degli omaggi a clienti/fornitori di importo inferiore a € 25,82)  (DAL 13/12/2014 50,00 EURO) la successiva cessione gratuita dovrebbe essere assoggettata ad Iva con emissione alternativa di fattura, autofattura ovvero con la tenuta del registro degli omaggi. Tale tesi deriva dall’interpretazione letterale dell’art.2, comma 2, n.4) del D.P.R. n.633/1972 ove viene enunciata l’esclusione da imposta per le cessioni gratuite di beni non oggetto "dell’attività propria dell’impresa". Aderendo a tale interpretazione è comunque possibile escludere da imposta la successiva cessione gratuita rinunciando alla detrazione all’atto dell’acquisto del bene.

     

    IN  SINTESI:

     

    Ricordiamo di seguito, in sintesi, la disciplina più ricorrente, e cioè quella riferita agli omaggi di beni la cui produzione o il cui commercio non rientra nell’attività tipica dell’impresa.

     

    SOGGETTI

    TIPOLOGIA

    IMPOSTE DIRETTE

    IVA

    Da soggetti Imprenditori a Clienti/Fornitori

    Beni di costo unitario inferiore o pari a €25,82 (DAL 13/12/2014 50,00 EURO)

    Spese per omaggi interamente deducibili

    Acquisto: Iva detraibile

    Cessione: Fuori campo art.2, co.2, n.4) DPR n.633/72

    Beni di costo unitario superiore €25,82  (DAL 13/12/2014 50,00 EURO) ma inferiore o pari a €50

    Spese per omaggi interamente deducibili

    Acquisto: Iva indetraibile

    Cessione: Fuori campo art.2, co.2, n.4) DPR n.633/72

    Beni di costo unitario superiore a €50

    Spesa rappresentanza deducibile nei limiti fissati dal D.M. 19/11/08 (art.108, co.2 Tuir)

    Da soggetti Imprenditori a Dipendenti

    Qualunque bene

    Spese per prestazioni di lavoro dipendente interamente deducibili

    Acquisto: Iva indetraibile

    Cessione: Fuori campo art.2, co.2 n.4) DPR n.633/72

    Da Professionisti a chiunque

    Beni di costo unitario inferiore o pari a €25,82 (DAL 13/12/2014 50,00 EURO)

    Spese di rappresentanza deducibili nel limite dell’1% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta (art.54, co.5, DPR n.917/86)

    Acquisto: Iva detraibile

    Cessione: Fuori campo Iva art.2, co.2, n.4) DPR n.633/72

    Beni di costo unitario superiore a €25,82  (DAL 13/12/2014 50,00 EURO)  ma inferiore o pari a €50

    Acquisto: Iva indetraibile

    Cessione: Fuori campo Iva art.2, co.2, n.4) DPR n.633/72

    Beni di costo unitario superiore a €50

     

     

     

     

     

    ALTRE CESSIONI GRATUITE

     

    TIPOLOGIA

    IMPOSTE DIRETTE

    IVA

    Campioni gratuiti di modico valore appositamente contrassegnati

    (=deve riportare la dicitura “campione gratuito” stampata in modo indelebile)

    Spese commerciali o promozionali interamente deducibili

    Acquisto: Iva detraibile

    Cessione: Fuori campo art.2, co.3, lett.d) DPR n.633/72

    Beni ceduti, in base a impegni contrattuali, a titolo di sconto o abbuono

    Spese interamente deducibili

    Acquisto: Iva detraibile

    Cessione: Iva esclusa dalla base imponibile art.15, co.1, n.2) DPR n.633/72

    Da soggetti imprenditori a enti pubblici, associazioni riconosciute o fondazioni aventi esclusivamente finalità di assistenza, beneficenza, educazione, istruzione, studio o ricerca scientifica, nonché alle ONLUS,

    per beni diversi dalle derrate alimentari e dai prodotti farmaceutici

    La cessione non costituisce ricavo, il costo concorre alla formazione del limite di cui alle norme del Tuir in materia di erogazioni liberali

    Acquisto: Iva quando il bene originariamente acquistato viene ceduto in esenzione dall’Iva (ex art.10, n.12 – vedere quanto illustrato successivamente in merito alla cessione) non è consentita la detrazione dell’Iva assolta sull’acquisto ai sensi dell’art.19, co.2., dovendosi conseguentemente applicare il pro-rata per rettificare la detrazione operata;

    Cessione: se vengono rispettate le formalità previste dall’art.2, co.2 del DPR n.441/97 operazione esente da Iva ex art.10, n.12, DPR n.633/72, altrimenti soggetta ad Iva

     

     

    NOTE

     

    A decorrere dal 13 dicembre 2014 (data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 175/2014), è stato invece innalzato (da 25,82) a 50 euro il costo unitario del bene regalato per il quale è ammessa la detrazione dell’IVA a credito relativa all’acquisto dei beni costituenti spese di rappresentanza, così come definite ai fini delle imposte dirette

     

     

    Secondo quanto previsto dalla lett.h) dell’art.19-bis 1del DPR n.633/72, la deducibilità dell’Iva resta consentita anche nel caso di acquisto di alimenti e bevande di costo unitario inferiore a Euro 25,82 (C.M. n.54/E del 19.06.2002, risposta 16.6). (DAL 13/12/2014 50,00 EURO) l 

    Qualora il bene in omaggio sia costituito da un insieme di beni costituenti un’unica confezione regalo, si deve considerare il costo unitario nel suo complesso, anziché quello dei singoli componenti (C.M. n.13/05).

    Per cui se, ad esempio, la confezione contiene beni assortiti del costo unitario inferiore a Euro 25,82,  (DAL 13/12/2014 50,00 EURO) ma complessivamente con costo superiore a Euro 25,82  (DAL 13/12/2014 50,00 EURO)  l’Iva relativa all’acquisto sarà indetraibile, mentre il costo sarà deducibile nella misura di 1/3 in quote costanti in 5 anni.

    L’IVA sugli omaggi, per la quale non è stata esercitata la rivalsa, rappresenta per il cedente un costo indeducibile.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Webmaster - Luciano Cazzulo - 25/12/2005 - Aggiornamento 10/01/2014