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       2016  -  PROROGATE LE DETRAZIONI DEL 65% E 50%


     

    2015  -  PROROGATE LE DETRAZIONI DEL 65% E 50%, CON INCREMENTO DELLA RITENUTA

     

     

    Con la pubblicazione della Legge di Stabilità vengono prorogate disposizioni incentivanti il settore edilizio: i contribuenti che intendono beneficiare delle detrazioni (incrementate rispetto alla misura ordinaria) del 50% per il recupero del patrimonio edilizio ovvero del 65% per le spese di riqualificazione energetica degli edifici o per l’adozione di misure antisismiche avranno tempo fino al prossimo 31 dicembre 2015 per sostenere le spese.

     

    Si ricorda alla Gentile clientela che possono fruire della detrazione Irpef del 50% i possessori o i detentori di immobili residenziali, principalmente per gli interventi di manutenzione straordinaria, di restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia realizzati tanto sulle singole unità immobiliari quanto su parti comuni di edifici residenziali, nonché sulle relative pertinenze.

    La detrazione Irpef/Ires del 65%, invece, non prevede alcuna eccezione né di tipo oggettivo (unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, non solamente immobili abitativi) né di tipo soggettivo (qualsiasi privato o titolare di reddito di impresa può fruirne).

     

    La proroga della detrazione Irpef del 50% e il "bonus arredi"

    La detrazione Irpef del 50%, nel limite di spesa di € 96.000 per singola unità immobiliare residenziale (e relative pertinenze), finalizzata ad incentivare il recupero del patrimonio edilizio, è stata prorogata alle spese sostenute entro il prossimo 31 dicembre 2015, confermando quindi le misure applicate nel corso del 2014.

    Fino al 31 dicembre 2015 è stata confermato anche il bonus arredi: per l’acquisto di arredi fissi, mobili e grandi elettrodomestici (rientranti nella categoria A+ ovvero A per i forni) destinati all’immobile abitativo già oggetto di intervento di recupero edilizio, nel limite di spesa di € 10.000 (aggiuntivo rispetto al limite di € 96.000 per l’intervento di recupero) è fruibile una detrazione Irpef del 50% del costo sostenuto.

     

    La Legge di Stabilità introduce una limitazione all’importo delle spese agevolabili: le spese per l’acquisto di arredi fissi, mobili e grandi elettrodomestici detraibili non possono essere superiori alle spese sostenute per l’intervento di recupero edilizio cui si riferiscono.

     

    Il comma 48, modificando l’articolo 16-bis Tuir, estende da sei mesi a diciotto mesi il periodo di tempo entro il quale le imprese di costruzione o ristrutturazione (ovvero le cooperative edilizie) devono vendere o assegnare l’immobile oggetto di interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia (riguardanti l’intero fabbricato) per beneficiare della detrazione per ristrutturazione edilizia.

     

    La proroga delle detrazioni Irpef/Ires del 65%

    La detrazione Irpef/Ires del 65% per le spese di riqualificazione energetica degli edifici è stata prorogata fino alle spese sostenute entro il prossimo 31 dicembre 2015, quindi estendendo il trattamento applicato nel corso del 2014. Entro il medesimo termine devono essere posti in essere anche gli interventi sulle parti comuni condominiali (in precedenza il termine era differenziato).

    La detrazione del 65% interessa sia i soggetti privati sia i titolari di reddito di impresa, non essendo previste esclusioni oggettive per quanto riguarda la tipologia di immobile (siano essi abitativi, commerciali o industriali) oggetto di intervento.

    La detrazione del 65% per cento è estesa per le spese sostenute, dal 1 gennaio 2015 fino al 31 dicembre 2015, per le spese di acquisto e posa in opera delle schermature solari (fino ad 60.000 euro) e per l'acquisto e la posa in opera degli impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, nel limite massimo di detrazione di 30.000 euro.

    Anche per gli interventi in funzione antisismica effettuati fino al 31 dicembre 2015 la detrazione è fissata al 65%.

     

    Tabella riepilogativa

    Intervento

    Agevolazione

    Scadenza

    Ristrutturazione edilizia

    Detrazione Irpef del 50% in 10 rate annuali di pari importo con soglia massima di spesa di € 96.000

    31 dicembre 2015

    Bonus arredi

    Detrazione Irpef del 50% in 10 rate annuali di pari importo con soglia massima di spesa di € 10.000

    31 dicembre 2015

    (spesa non limitata all’importo dell’intervento)

    Riqualificazione energetica

    Detrazione Irpef/Ires del 65% in 10 rate annuali di pari importo

    31 dicembre 2015

    (compresi interventi su parti comuni condominiali)

    Adozione misure antisismiche

    Detrazione Irpef/Ires del 65% in 10 rate annuali di pari importo

    31 dicembre 2015

     

    Ritenute bonifici

    Come ben noto, le spese sostenute per il recupero del patrimonio edilizio e per il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici devono essere pagate tramite bonifico, al quale da qualche tempo a questa parte (per la precisione la disposizione era contenuta nel D.L. n.78/10 con decorrenza dal 1 luglio 2010) viene applicata una ritenuta che inizialmente era fissata al 10%, ma che dal 6 luglio 2011 è stata ridotta al 4% ad opera del D.L. n.98/11.

    Sul punto interviene ulteriormente la nuova Legge di Stabilità: il comma 657 innalza dalla precedente misura del 4%, alla nuova dell’8%, l'aliquota della ritenuta operata da banche o da Poste italiane Spa, sugli accrediti dei pagamenti, a mezzo bonifici, disposti dai contribuenti per beneficiare di oneri deducibili o in relazione ai quali spettano detrazioni fiscali.

    Non variano le modalità applicative. L’obbligo di effettuazione della ritenuta non compete al soggetto che deve effettuare il pagamento (come avviene ordinariamente) ma alla banca che riceve l’accredito della somma: il soggetto disponente il bonifico bancario/postale dovrà pertanto procedere al pagamento delle fatture per l’importo lordo totale delle stesse (non vi è alcun obbligo di indicazione della ritenuta sulla fattura stessa).

     

     

     

     

     

     

    TUTTO SULLE LE  RISTRUTTURAZIONI

     

    INTRODUZIONE

    La detrazione fiscale sulle ristrutturazioni edilizie non ha più scadenza. Infatti, dal 1° gennaio 2012 è stata resa permanente dal decreto legge n. 201/2011 e inserita tra gli oneri detraibili dall’Irpef.

     

    Negli ultimi anni la normativa che disciplina la materia è stata più volte modificata.

     

    Le novità più recenti sono state introdotte:

     dal decreto legge n. 83/2012, che ha elevato, per le spese effettuate dal 26 giugno 2012 al 30 giugno 2013, la misura della detrazione (50%, invece di quella ordinaria del 36%) e l’importo massimo di spesa ammessa al beneficio (96.000 euro per unità immobiliare, invece che 48.000 euro)

    dal decreto legge n. 63/2013, che ha esteso questi maggiori benefici alle spese effettuate entro il 31 dicembre 2013.

    Oltre alla proroga al 31 dicembre 2013, il decreto n. 63/2013 ha introdotto altre due importanti novità:

    1. una detrazione del 65% delle spese effettuate dal 4 agosto 2013 (data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto) al 31 dicembre 2013 per interventi di adozione di misure antisismiche su costruzioni che si trovano in zone sismiche ad alta pericolosità, se adibite ad abitazione principale o ad attività produttive

     

    2. un’ulteriore detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione. Per questi acquisti sono detraibili le spese documentate e sostenute dal 6 giugno 2013 (data di entrata in vigore del decreto) al 31 dicembre 2013. La detrazione va calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro e ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

     

    Tra le altre novità si segnalano:

    l’abolizione dell’obbligo di invio della comunicazione di inizio lavori al Centro operativo di Pescara

    la riduzione della percentuale (dal 10 al 4%) della ritenuta d’acconto sui bonifici che banche e Poste hanno l’obbligo di operare

    l’eliminazione dell’obbligo di indicare il costo della manodopera, in maniera distinta, nella fattura emessa dall’impresa che esegue i lavori

    la facoltà riconosciuta al venditore, nel caso in cui l’unità immobiliare sulla quale sono stati eseguiti i lavori sia ceduta prima che sia trascorso l’intero periodo di godimento della detrazione, di scegliere se continuare a usufruire delle detrazioni non ancora utilizzate o trasferire il diritto all’acquirente (persona fisica) dell’immobile

    l’obbligo per tutti i contribuenti di ripartire l’importo detraibile in 10 quote annuali; dal 2012 non è più prevista per i contribuenti di 75 e 80 anni la possibilità di ripartire la detrazione, rispettivamente, in 5 o 3 quote annuali

    l’estensione dell’agevolazione agli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza.

    La presente guida intende fornire le indicazioni utili per richiedere correttamente il beneficio fiscale, illustrando modalità e adempimenti.

     

    LA DETRAZIONE IRPEF PER LE SPESE DI RISTRUTTURAZIONE

     

    È possibile detrarre dall’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) una parte degli oneri sostenuti per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali situati nel territorio dello Stato.

    A seguito delle più recenti novità, introdotte dal decreto legge n. 83 del 2012 e dal decreto legge n. 63/2013, i contribuenti possono usufruire delle seguenti detrazioni:

     per il periodo d’imposta 2012, la misura della detrazione è pari

    − al 36% delle somme spese (bonifici effettuati) fino al 25 giugno 2012, per un ammontare massimo di spesa di 48.000 euro per ciascuna unità immobiliare

    − al 50% delle spese sostenute dal 26 giugno 2012 al termine del periodo d’imposta, con un limite massimo di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare, tenendo conto delle spese effettuate fino al 25 giugno 2012

     

    Il contribuente che fino al 25 giugno ha già sostenuto spese per 48.000 euro e che, per interventi sullo stesso immobile, ha speso altri 96.000 euro nel periodo dal 26 giugno al 31 dicembre 2012, può decidere di avvalersi della detrazione del 50% delle spese sostenute dal 26 giugno in poi, invece della detrazione del 36% delle spese effettuate fino al 25 giugno (circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 13/E del 9 maggio 2013)

     per il periodo d’imposta 2013, la detrazione è pari al 50% delle spese sostenute, con un limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare e tenendo conto, in caso di mera prosecuzione dei lavori, delle spese sostenute negli anni precedenti

     dal 1° gennaio 2014, la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e con il limite di 48.000 euro per unità immobiliare.

     

    L’ammontare complessivo della spesa va suddiviso fra tutti i soggetti che l’hanno sostenuta e che hanno diritto alla detrazione.

     

    Se gli interventi realizzati in ciascun anno consistono nella prosecuzione di lavori iniziati in anni precedenti, per determinare il limite massimo delle spese detraibili si deve tenere conto di quelle sostenute nei medesimi anni: si avrà diritto all’agevolazione solo se la spesa per la quale si è già fruito della relativa detrazione non ha superato il limite complessivo previsto.

     

    Quando gli interventi di ristrutturazione sono realizzati su immobili residenziali adibiti promiscuamente all’esercizio di un’attività commerciale, dell’arte o della professione, la detrazione spetta nella misura ridotta del 50%.

     

    L’agevolazione può essere richiesta per le spese sostenute nell’anno, secondo il criterio di cassa.

    Per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio, il beneficio compete con riferimento all’anno di effettuazione del bonifico da parte dell’amministrazione del condominio. In tale ipotesi, la detrazione spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile, a condizione che quest’ultima sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.

    Ciascun contribuente ha diritto a detrarre annualmente la quota spettante nei limiti dell’Irpef dovuta per l’anno in questione. Non è ammesso il rimborso di somme eccedenti l’imposta.

     

    ESEMPIO

    Se la quota annua detraibile è di 1.200 euro e l’Irpef (trattenuta dal sostituto d’imposta, o comunque da pagare con la dichiarazione dei redditi) nell’anno in questione ammonta a 1.000 euro, la parte residua della quota annua detraibile (200 euro) non può essere recuperata in alcun modo.

    L’importo eccedente, infatti, non può essere richiesto a rimborso, né può essere conteggiato in diminuzione dell’imposta dovuta per l’anno successivo.

     

    La ripartizione della detrazione

    La detrazione deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.

     

    Per le spese effettuate entro il 31 dicembre 2011, i contribuenti di età non inferiore a 75 e 80 anni possono ripartire la detrazione, rispettivamente, in cinque o tre rate annuali di pari importo.

     

    È necessario, però, essere proprietari o titolari di altro diritto reale sull’unità abitativa oggetto di intervento. Non può beneficiare di tale ripartizione, per esempio, l’inquilino.

     

    Questa diversa modalità di ripartizione non è più prevista dal 1° gennaio 2012.

     

    Chi può fruire della detrazione

    Possono usufruire della detrazione sulle spese di ristrutturazione tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato.

     

    L’agevolazione spetta non solo ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese:

    proprietari o nudi proprietari

    titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)

    locatari o comodatari

    soci di cooperative divise e indivise

    imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce

    soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

    Ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento, purché sostenga le spese e siano a lui intestati bonifici e fatture.

    In questo caso, ferme restando le altre condizioni, la detrazione spetta anche se le abilitazioni comunali sono intestate al proprietario dell’immobile e non al familiare che usufruisce della detrazione.

    Sono definiti familiari, ai sensi dell’art. 5 del Testo unico delle imposte sui redditi, il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado.

    Se è stato stipulato un contratto preliminare di vendita (compromesso), l’acquirente dell’immobile ha diritto all’agevolazione se:

    è stato immesso nel possesso dell’immobile

    esegue gli interventi a proprio carico

    è stato registrato il compromesso.

    Può richiedere la detrazione anche chi esegue in proprio i lavori sull’immobile, limitatamente alle spese di acquisto dei materiali utilizzati.

     

    Per quali lavori spettano le agevolazioni

    I lavori sulle unità immobiliari residenziali e sugli edifici residenziali per i quali spetta l’agevolazione fiscale sono:

    A. quelli elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia).

    In particolare, la detrazione riguarda le spese sostenute per interventi di manutenzione straordinaria, per le opere di restauro e risanamento conservativo, per i lavori di ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze.

     

    B. Quelli indicati alle lett. a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 (manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia), effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali.

    Gli interventi di manutenzione ordinaria (vedi l’apposito paragrafo) sono dunque ammessi all’agevolazione solo se riguardano parti comuni di edifici residenziali.

     

    C. Gli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se detti lavori non rientrano nelle categorie indicate nelle precedenti lettere A e B e a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza.

    La detrazione delle spese sostenute per questi interventi è stata introdotta dal decreto legge n. 201/2011.

     

    D. Gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune.

     

    E. I lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi a oggetto ascensori e montacarichi (per esempio, la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione).

     

    F. Gli interventi per la realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap gravi, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104/1992.

    La detrazione compete unicamente per le spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili, mentre non spetta per le spese sostenute in relazione al semplice acquisto di strumenti, anche se diretti a favorire la comunicazione e la mobilità interna ed esterna.

    Pertanto, a titolo di esempio, non rientrano nell’agevolazione i telefoni a viva voce, gli schermi a tocco, i computer, le tastiere espanse. Tali beni, tuttavia, sono inquadrabili nella categoria dei sussidi tecnici e informatici per i quali, a determinate condizioni, è prevista la detrazione Irpef del 19%.

     

    G. Gli interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte a evitare gli infortuni domestici.

    Con riferimento alla sicurezza domestica, non dà diritto alla detrazione il semplice acquisto, anche a fini sostitutivi, di apparecchiature o elettrodomestici dotati di meccanismi di sicurezza, in quanto tale fattispecie non integra un intervento sugli immobili (per esempio, non spetta alcuna detrazione per l’acquisto di una cucina a spegnimento automatico che sostituisca una tradizionale cucina a gas).

     

    L’agevolazione compete, invece, anche per la semplice riparazione di impianti insicuri realizzati su immobili (per esempio, la sostituzione del tubo del gas o la riparazione di una presa mal funzionante).

     

    Tra le opere agevolabili rientrano:

    l’installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti

    il montaggio di vetri anti-infortunio

    l’installazione del corrimano

     

    H. Interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi.

    Per "atti illeciti" si intendono quelli penalmente illeciti (per esempio, furto, aggressione, sequestro di persona e ogni altro reato la cui realizzazione comporti la lesione di diritti giuridicamente protetti).

    In questi casi, la detrazione è applicabile unicamente alle spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili. Non rientra nell’agevolazione, per esempio, il contratto stipulato con un istituto di vigilanza.

     

    A titolo esemplificativo, rientrano tra queste misure:

    rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici

    apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione

    porte blindate o rinforzate

    apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini

    installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti

    apposizione di saracinesche

    tapparelle metalliche con bloccaggi

    vetri antisfondamento

    casseforti a muro

    fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati

    apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline.

     

    I. Gli interventi finalizzati alla cablatura degli edifici, al contenimento dell’inquinamento acustico, al conseguimento di risparmi energetici, all’adozione di misure di sicurezza statica e antisismica degli edifici, all’esecuzione di opere interne.

    Alla realizzazione di interventi finalizzati al risparmio energetico è equiparata a tutti gli effetti la realizzazione di impianti a fonti rinnovabili. Pertanto, rientra tra i lavori agevolabili l’installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, in quanto basato sull’impiego della fonte solare e, quindi, sull’impiego di fonti rinnovabili di energia (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 22/E del 2 aprile 2013).

    Per usufruire della detrazione è comunque necessario che l’impianto sia installato per far fronte ai bisogni energetici dell’abitazione (cioè per usi domestici, di illuminazione, alimentazione di apparecchi elettrici, eccetera) e, quindi, che lo stesso sia posto direttamente al servizio dell’abitazione.

     

    Gli interventi per l’adozione di misure antisismiche e per l’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica devono essere realizzati sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici. Se riguardano i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari.

    Sono agevolate, inoltre, le spese necessarie per la redazione della documentazione obbligatoria atta a comprovare la sicurezza statica del patrimonio edilizio, nonché per la realizzazione degli interventi necessari al rilascio della suddetta documentazione.

     

    Misure antisismiche in zone ad alta pericolosità Fino al 31 dicembre 2013, per gli interventi antisismici, le cui procedure di autorizzazione sono state attivate a partire dal 4 agosto 2013 (data di entrata in vigore della legge n. 90/2013), spetta una detrazione del 65%.

     

    L’agevolazione può essere richiesta:

     se l’intervento è effettuato su costruzioni adibite ad abitazione principale o ad attività produttive

     se gli immobili si trovano in zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2), i cui criteri di identificazione sono stati fissati con l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003.

    Per costruzioni adibite ad attività produttive, si intendono le unita immobiliari in cui si svolgono attività agricole, professionali, produttive di beni e servizi, commerciali o non commerciali.

     

    La detrazione, da calcolare su un importo complessivo massimo di 96.000 euro per unità immobiliare (e da ripartire in dieci quote annuali di pari importo), può essere fruita da soggetti passivi Irpef e Ires, sempre che:

     le spese siano rimaste a loro carico

     possiedano o detengano l’immobile in base a un titolo idoneo (diritto di proprietà o altro diritto reale, contratto di locazione, o altro diritto personale di godimento).

     

    Altre spese ammesse all’agevolazione

    Oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, ai fini della detrazione è possibile considerare anche:

    le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse

    le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento

    le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del DM 37/2008 - ex legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge 1083/71)

    le spese per l’acquisto dei materiali

    il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti

    le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi

    l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori

    gli oneri di urbanizzazione

    gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi nonché agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998).

    Non possono invece ritenersi comprese tra quelle oggetto della detrazione le spese di trasloco e custodia dei mobili per il periodo necessario all’effettuazione degli interventi di recupero edilizio.

     

    Manutenzione ordinaria

    Gli interventi di manutenzione ordinaria sono ammessi all’agevolazione solo quando riguardano le parti comuni. La detrazione spetta ad ogni condomino in base alla quota millesimale.

     

    Le parti comuni interessate sono quelle indicate dall’articolo 1117, numeri 1, 2 e 3 del Codice civile.

     

    Tra queste: il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni d’ingresso, i vestiboli, i portici, i cortili, tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune, i locali per la portineria e per l’alloggio del portiere, gli ascensori, i pozzi, le cisterne, le fognature, eccetera.

     

    Gli stessi interventi, eseguiti sulle proprietà private o sulle loro pertinenze (garage, cantine, soffitte), non danno diritto ad alcuna agevolazione.

    Sono esempi di interventi di manutenzione ordinaria: le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici, quelle necessarie a integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti, la sostituzione di pavimenti, infissi e serramenti, la tinteggiatura di pareti, soffitti, infissi interni ed esterni, il rifacimento di intonaci interni, l’impermeabilizzazione di tetti e terrazze, la verniciatura delle porte dei garage.

     

    Se queste opere fanno parte di un intervento più vasto, come la demolizione di tramezzature, la realizzazione di nuove mura divisorie e lo spostamento dei servizi, l’insieme delle stesse è comunque ammesso al beneficio delle detrazioni fiscali.

     

    Manutenzione straordinaria

    Sono considerati interventi di manutenzione straordinaria le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e per realizzare ed integrare i servizi igienico/sanitari e tecnologici, sempre che non vadano a modificare i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino mutamenti delle destinazioni d’uso.

     

    Esempi di manutenzione straordinaria:

    • installazione di ascensori e scale di sicurezza

    • realizzazione e miglioramento dei servizi igienici

    • sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso

    • rifacimento di scale e rampe

    • interventi finalizzati al risparmio energetico

    • recinzione dell’area privata

    • costruzione di scale interne.

     

    Restauro e risanamento conservativo

    Sono compresi in questa tipologia gli interventi finalizzati a conservare l’immobile e assicurarne la funzionalità per mezzo di un insieme di opere che, rispettandone gli elementi tipologici, formali e strutturali, ne consentono destinazioni d’uso con esso compatibili.

     

    Esempi di interventi di restauro e risanamento conservativo:

    • interventi mirati all’eliminazione e alla prevenzione di situazioni di degrado

    • adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti

    • apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali.

     

    Ristrutturazione edilizia

    Tra gli interventi di ristrutturazione edilizia sono compresi quelli rivolti a trasformare un fabbricato mediante un insieme di opere che possono portare a un fabbricato del tutto o in parte diverso dal precedente.

     

    Esempi di ristrutturazione edilizia:

    • demolizione e fedele ricostruzione dell’immobile

    • modifica della facciata

    • realizzazione di una mansarda o di un balcone

    • trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda

    • apertura di nuove porte e finestre

    • costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti.

     

    Riguardo agli interventi di ristrutturazione edilizia ammessi al beneficio della detrazione fiscale, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito, tra l’altro, che:

    per la demolizione e ricostruzione con ampliamento, la detrazione non spetta in quanto l’intervento si considera, nel suo complesso, una "nuova costruzione"

    se la ristrutturazione avviene senza demolire l’edificio esistente e con ampliamento dello stesso, la detrazione spetta solo per le spese riguardanti la parte esistente in quanto l’ampliamento configura, comunque, una "nuova costruzione".

     

    Questi stessi criteri si applicano anche agli interventi di ampliamento previsti in attuazione del cosiddetto Piano Casa (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 4/E del 4 gennaio 2011).

     

    Acquisto box: quando spetta l’agevolazione

    Oltre che per gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse e posti auto, possono usufruire della detrazione d’imposta anche gli acquirenti di box o posti auto pertinenziali già realizzati.

    La detrazione per l’acquisto del box spetta limitatamente alle spese sostenute per la sua realizzazione e sempre che le stesse siano dimostrate da apposita attestazione rilasciata dal venditore.

    Condizione essenziale per usufruire dell’agevolazione è, comunque, la sussistenza del vincolo pertinenziale tra l’abitazione e il box.

     

    Casi particolari

    Nel caso in cui l’atto definitivo di acquisto sia stipulato successivamente al versamento di eventuali acconti, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, in relazione ai pagamenti effettuati con bonifico bancario o postale, la detrazione d’imposta spetta solo se è stato regolarmente registrato un compromesso di vendita dal quale risulti la sussistenza del vincolo pertinenziale tra l’edificio abitativo e il box.

     

    Se manca un preliminare di acquisto registrato, eventuali pagamenti effettuati con bonifico prima dell’atto notarile non sono ammessi in detrazione. In questo caso, infatti, al momento del pagamento non è ancora riscontrabile l’effettiva sussistenza del vincolo pertinenziale richiesto dalla norma.

     

    Tale condizione può essere considerata comunque realizzata nell’ipotesi particolare in cui il bonifico viene effettuato nello stesso giorno in cui si stipula l’atto, ma in un orario antecedente a quello della stipula stessa (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 7/E del 13 gennaio 2011).

    Per gli acquisti contemporanei di casa e box con unico atto notarile, indicante il vincolo di pertinenza del box con la casa, l’acquirente può usufruire della detrazione sulle spese di realizzazione del medesimo, se specificamente documentate.

     

    Cosa deve fare chi ristruttura per fruire della detrazione

    Gli adempimenti previsti per richiedere la detrazione sulle spese di ristrutturazione sono stati, negli ultimi anni, semplificati e ridotti.

    In particolare, dal 14 maggio 2011 è stato soppresso l’obbligo dell’invio della comunicazione di inizio lavori al Centro operativo di Pescara dell’Agenzia delle Entrate e quello di indicare il costo della manodopera, in maniera distinta, nella fattura emessa dall’impresa che esegue i lavori.

     

    E’ sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.

    Inoltre, occorre conservare ed esibire, a richiesta degli uffici, i documenti indicati nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011.

     

    In particolare, oltre ai documenti indicati più avanti (comunicazione all’Asl, fatture e ricevute comprovanti le spese sostenute, ricevute dei bonifici di pagamento), il contribuente deve essere in possesso di:

    domanda di accatastamento (se l’immobile non è ancora censito)

    ricevute di pagamento dell’imposta comunale (Ici-Imu), se dovuta

    delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori (per gli interventi su parti comuni di edifici residenziali) e tabella millesimale di ripartizione delle spese

    dichiarazione di consenso del possessore dell’immobile all’esecuzione dei lavori, per gli interventi effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi

    abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessioni, autorizzazioni, eccetera) o, se la normativa non prevede alcun titolo abilitativo, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili.

     

    Comunicazione all’Azienda sanitaria locale

    Deve essere inviata all’Azienda sanitaria locale competente per territorio una comunicazione (con raccomandata A.R. o altre modalità stabilite dalla Regione) con le seguenti informazioni:

    generalità del committente dei lavori e ubicazione degli stessi

    natura dell’intervento da realizzare

    dati identificativi dell’impresa esecutrice dei lavori con esplicita assunzione di responsabilità, da parte della medesima, in ordine al rispetto degli obblighi posti dalla vigente normativa in materia di sicurezza sul lavoro e contribuzione

    data di inizio dell’intervento di recupero.

     

    La notifica preliminare - ai sensi dell'art. 99 D. LGS. 81/08 - è obbligatoria quando si verifica almeno una delle seguenti condizioni:

    1. nel cantiere si trovano a lavorare più imprese esecutrici anche non contemporaneamente;

    2. nei cantieri che, inizialmente non soggetti all’obbligo di comunicazione preliminare, ricadono nelle categorie di cui al numero 1 per effetto di varianti sopravvenute in corso d’opera;

    3. nei cantieri in cui opera un’unica impresa la cui entità presunta di lavoro non sia inferiore a duecento uomini-giorno;

     

    La comunicazione non deve essere effettuata in tutti i casi in cui i decreti legislativi relativi alle condizioni di sicurezza nei cantieri non prevedono l’obbligo della notifica preliminare all’Asl.

     

    Pagamento mediante bonifico

    Per fruire della detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale, da cui risultino:

    causale del versamento

    codice fiscale del soggetto che paga

    codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

     

    Le spese che non è possibile pagare con bonifico (per esempio, oneri di urbanizzazione, diritti pagati per concessioni, autorizzazioni e denunce di inizio lavori, ritenute fiscali sugli onorari dei professionisti, imposte di bollo) possono essere pagate con altre modalità.

     

    Quando vi sono più soggetti che sostengono la spesa, e tutti intendono fruire della detrazione, il bonifico deve riportare il numero di codice fiscale delle persone interessate al beneficio fiscale.

     

    Se il bonifico contiene l’indicazione del codice fiscale del solo soggetto che fino al 13 maggio 2011 era obbligato a presentare il modulo di comunicazione al Centro operativo di Pescara, gli altri aventi diritto, per ottenere la detrazione, devono riportare in un apposito spazio della dichiarazione dei redditi il codice fiscale indicato sul bonifico.

     

    Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali, oltre al codice fiscale del condominio è necessario indicare quello dell’amministratore o di altro condomino che effettua il pagamento.

     

    Ritenuta sui bonifici

    Al momento del pagamento del bonifico, banche e poste devono operare una ritenuta a titolo di acconto dell’imposta dovuta dall’impresa che effettua i lavori.

    Dal 6 luglio 2011 (data di entrata in vigore del decreto legge n. 98/2011) questa ritenuta è pari al 4%.

    Con la circolare n. 40 del 28 luglio 2010 l’Agenzia delle Entrate ha fornito le istruzioni operative in merito all’applicazione di questo adempimento.

    Con riferimento alle spese sostenute in favore dei Comuni, se il contribuente paga con bonifico, pur non essendo tenuto a tale forma di versamento, deve indicare nella motivazione del pagamento il Comune, come soggetto beneficiario e la causale del versamento (per esempio, oneri di urbanizzazione, Tosap, eccetera).

    In questo modo, la banca o Poste Spa non codificano il versamento come importo soggetto a ritenuta (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 3/E del 4 gennaio 2011).

     

    Altri adempimenti

    I contribuenti interessati devono conservare, oltre alla ricevuta del bonifico, le fatture o le ricevute fiscali relative alle spese effettuate per la realizzazione dei lavori di ristrutturazione.

    Questi documenti, che devono essere intestati alle persone che fruiscono della detrazione, potrebbero essere richiesti, infatti, dagli uffici finanziari che controllano le loro dichiarazioni dei redditi.

    Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali il contribuente, in luogo di tutta la documentazione prevista, può utilizzare una certificazione rilasciata dall’amministratore del condominio, in cui lo stesso attesti di avere adempiuto a tutti gli obblighi previsti e indichi la somma di cui il contribuente può tenere conto ai fini della detrazione.

     

    Come si può perdere la detrazione

    La detrazione non è riconosciuta, e l’importo eventualmente fruito viene recuperato dagli uffici, quando:

    non è stata effettuata la comunicazione preventiva all’Asl competente, se obbligatoria

    il pagamento non è stato eseguito tramite bonifico bancario o postale o è stato effettuato un bonifico che non riporti le indicazioni richieste (causale del versamento, codice fiscale del beneficiario della detrazione, numero di partita Iva o codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato)

    non sono esibite le fatture o le ricevute che dimostrano le spese effettuate

    non è esibita la ricevuta del bonifico o questa è intestata a persona diversa da quella che richiede la detrazione

    le opere edilizie eseguite non rispettano le norme urbanistiche ed edilizie comunali

    sono state violate le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e quelle relative agli obblighi contributivi. Per queste violazioni il contribuente non decade dal diritto all’agevolazione se è in possesso della dichiarazione di osservanza delle suddette disposizioni resa dalla ditta esecutrice dei lavori (ai sensi del Dpr 28 dicembre 2000, n. 445).

     

    Se cambia il possesso

    Se l’immobile sul quale è stato eseguito l’intervento di recupero edilizio è venduto prima che sia trascorso l’intero periodo per fruire dell’agevolazione, il diritto alla detrazione delle quote non utilizzate è trasferito, salvo diverso accordo delle parti, all’acquirente dell’unità immobiliare (se persona fisica).

    In sostanza, in caso di vendita e, più in generale, di trasferimento per atto tra vivi, il venditore ha la possibilità di scegliere se continuare a usufruire delle detrazioni non ancora utilizzate o trasferire il diritto all’acquirente (persona fisica) dell’immobile.

     

    Tuttavia, in assenza di specifiche indicazioni nell’atto di compravendita, il beneficio viene automaticamente trasferito all’acquirente dell’immobile.

    In caso di decesso dell’avente diritto, la fruizione del beneficio fiscale si trasmette, per intero, esclusivamente all’erede che conserva la detenzione materiale e diretta dell’immobile.

     

    Trasferimento dell’inquilino o del comodatario La cessazione dello stato di locazione o comodato non fa venire meno il diritto alla detrazione in capo all’inquilino o al comodatario che hanno eseguito gli interventi oggetto della detrazione, i quali continueranno quindi a fruirne fino alla conclusione del periodo di godimento.

     

    Cumulabilità con la detrazione Irpef per il risparmio energetico

    La detrazione per gli interventi di recupero edilizio non è cumulabile con l’agevolazione fiscale prevista per i medesimi interventi dalle disposizioni finalizzate al risparmio energetico.

    Pertanto, nel caso in cui gli interventi realizzati rientrino sia nelle agevolazioni previste per il risparmio energetico che in quelle previste per le ristrutturazioni edilizie, il contribuente potrà fruire, per le medesime spese, soltanto dell’uno o dell’altro beneficio fiscale, rispettando gli adempimenti specificamente previsti in relazione a ciascuna di esse.

     

    Detrazione per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici

    Il decreto legge n. 63/2013 ha introdotto una detrazione dall’Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione.

    Con la circolare n. 29/E del 18 settembre 2013 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito le regole per poter usufruire della detrazione.

     

    Quando si può avere

    Il principale presupposto per avere la detrazione è l’effettuazione di un intervento di recupero del patrimonio edilizio, sia su singole unità immobiliari residenziali, sia su parti comuni di edifici residenziali (per esempio, guardiole, appartamento del portiere, lavatoi).

    Le spese per tali interventi devono essere state sostenute a partire dal 26 giugno 2012.

    Quando si effettua un intervento sulle parti condominiali, i condomini hanno diritto alla detrazione, ciascuno per la propria quota, solo per i beni acquistati e destinati ad arredare le stesse. Il bonus non è concesso, invece, se acquistano beni per arredare il proprio immobile.

     

    Gli interventi edilizi che consentono di richiedere la detrazione sono quelli:

    di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia, effettuati sia sulle parti comuni di edificio residenziale sia sulle singole unità immobiliari residenziali

    di manutenzione ordinaria, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale

    necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se non rientranti nelle categorie precedenti e a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza

    di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro sei mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile.

     

    Per usufruire della detrazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, è inoltre indispensabile che la data di inizio lavori sia anteriore a quella in cui sono sostenute le spese.

    Non è necessario, invece, che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’abitazione.

    La data di avvio dei lavori può essere dimostrata da eventuali abilitazioni amministrative, dalla comunicazione preventiva all’Asl, quando la stessa è obbligatoria, da dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, per lavori per i quali non sono necessarie comunicazioni o titoli abitativi.

     

    Per quali acquisti

    La detrazione spetta per le spese sostenute dal 6 giugno al 31 dicembre 2013 per l’acquisto di:

    mobili nuovi (tra questi, letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione). E’ escluso l’acquisto di porte, pavimentazioni (per esempio, il parquet), tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo

    grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica. Per gli elettrodomestici che ne sono sprovvisti, l’acquisto è agevolato solo se per essi non è ancora previsto l’obbligo di etichetta energetica. Rientrano nei grandi elettrodomestici, per esempio: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

     

    Tra le spese da portare in detrazione si possono includere quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.

    L’acquisto di mobili o di grandi elettrodomestici è agevolabile anche se i beni sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio.

    Importo detraibile

    La detrazione spettante, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, deve essere calcolata sull’importo massimo di 10.000 euro (riferito, complessivamente, alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici).

    Questo limite riguarda la singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione.

    Il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto più volte al beneficio.

     

    Pagamento e documenti da conservare Come previsto per i lavori di ristrutturazione, per avere la detrazione sugli acquisti di mobili e di grandi elettrodomestici occorre effettuare i pagamenti con bonifici bancari o postali, sui quali va indicato:

    la causale del versamento (è quella attualmente utilizzata da banche e Poste Spa per i bonifici relativi ai lavori di ristrutturazione)

    il codice fiscale del beneficiario della detrazione

    il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

     

    Stesse modalità devono essere osservate per il pagamento delle spese di trasporto e di montaggio dei beni.

    E’ consentito effettuare il pagamento anche mediante carte di credito o carte di debito. In questo caso, la data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta da parte del titolare (indicata nella ricevuta di transazione) e non nel giorno di addebito sul conto corrente del titolare stesso.

    Non è consentito, invece, effettuare il pagamento mediante assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.

    Il contribuente deve conservare, inoltre:

    la documentazione attestante il pagamento (ricevuta del bonifico, ricevuta di avvenuta transazione, per i pagamenti con carta di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente)

    le fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.

     

    2. L’IVA SULLE RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE

     

    Agevolazione per lavori di manutenzione ordinaria e

    straordinaria

    Sulle prestazioni di servizi relativi a interventi di manutenzione, ordinaria e straordinaria, realizzati su immobili residenziali, è previsto un regime agevolato, che consiste nell’applicazione dell’Iva ridotta al 10%.

    Le cessioni di beni restano assoggettate all’aliquota Iva ridotta, invece, solo se la relativa fornitura è posta in essere nell’ambito del contratto di appalto. Tuttavia, qualora l’appaltatore fornisca beni di valore significativo, l’aliquota ridotta si applica ai predetti beni soltanto fino a concorrenza del valore della prestazione considerato al netto del valore dei beni stessi.

    Tale limite di valore deve essere individuato sottraendo dall’importo complessivo della prestazione, rappresentato dall’intero corrispettivo dovuto dal committente, soltanto il valore dei beni significativi.

     

    I beni significativi sono stati espressamente individuati dal decreto 29 dicembre 1999.

    Si tratta di:

    ascensori e montacarichi

    infissi esterni e interni

    caldaie

    video citofoni

    apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria

    sanitari e rubinetteria da bagni

    impianti di sicurezza.

    Su tali beni l’aliquota agevolata del 10% si applica solo fino alla concorrenza della differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni significativi.

     

    ESEMPIO

    Costo totale dell’intervento 10.000 euro, di cui:

    a) per prestazione lavorativa 4.000 euro

    b) costo dei beni significativi (per esempio, rubinetteria e sanitari) 6.000 euro.

    Su questi 6.000 euro di beni significativi, l’Iva al 10% si applica solo su 4.000 euro, cioè sulla differenza tra l’importo complessivo dell’intervento e quello dei beni significativi (10.000 - 6.000 = 4.000). Sul valore residuo (2.000 euro) l’Iva si applica nella misura ordinaria del 22%.

     

    Per destinazione abitativa privata si intende riferirsi alle abitazioni adibite a dimora di privati.

    Non si può applicare l’Iva agevolata al 10%:

    ai materiali o ai beni forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori

    ai materiali o ai beni acquistati direttamente dal committente

    alle prestazioni professionali, anche se effettuate nell’ambito degli interventi finalizzati al recupero edilizio

    alle prestazioni di servizi resi in esecuzione di subappalti alla ditta esecutrice dei lavori.

    In tal caso, la ditta subappaltatrice deve fatturare con l’aliquota Iva ordinaria del 22% (21% fino al 30 settembre 2013) alla ditta principale che, successivamente, fatturerà la prestazione al committente con l’Iva al 10%, se ricorrono i presupposti per farlo.

     

    Iva agevolata per lavori di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione

    Per tutti gli altri interventi di recupero edilizio è sempre prevista, senza alcuna data di scadenza, l’applicazione dell’aliquota Iva del 10%.

    Si tratta, in particolare:

    A. delle prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto o d’opera relativi alla realizzazione degli interventi di

    restauro

    risanamento conservativo

    ristrutturazione

    B. dell’acquisto di beni, con esclusione di materie prime e semilavorati, forniti per la realizzazione degli stessi interventi di restauro, risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, individuate dall’articolo 3, lettere c) e d) del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, approvato con Dpr 6 giugno 2001, n. 380.

    L’aliquota Iva del 10% si applica, inoltre, alle forniture dei cosiddetti beni finiti, vale a dire quei beni che, benché incorporati nella costruzione, conservano la propria individualità (per esempio, porte, infissi esterni, sanitari, caldaie, eccetera).

    L’agevolazione spetta sia quando l’acquisto è fatto direttamente dal committente dei lavori, sia quando ad acquistare i beni è la ditta o il prestatore d’opera che li esegue.

     

    3. LA DETRAZIONE PER GLI ACQUIRENTI E GLI ASSEGNATARI DI IMMOBILI RISTRUTTURATI

    È prevista una detrazione Irpef anche per gli acquisti di fabbricati, a uso abitativo, ristrutturati.

    In particolare, la detrazione si applica nel caso di interventi di ristrutturazione riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che provvedono, entro 6 mesi dalla data del termine dei lavori, alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile.

     

    ATTENZIONE

    Anche questa detrazione è stata elevata dal 36 al 50% quando le spese per l’acquisto dell’immobile sono sostenute nel periodo compreso tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2013 e spetta entro l’importo massimo di 96.000 euro.

    L’acquirente o l’assegnatario dell’immobile dovrà comunque calcolare la detrazione (del 36 o 50%), indipendentemente dal valore degli interventi eseguiti, su un importo forfetario, pari al 25% del prezzo di vendita o di assegnazione dell’abitazione.

     

    ESEMPIO

    Il 31 gennaio 2013 un contribuente acquista un’abitazione al prezzo di 200.000 euro.

    Il costo forfetario di ristrutturazione (25% di 200.000 euro) è di 50.000 euro. La detrazione (50% di 50.000 euro) sarà pari a 25.000 euro.

    La detrazione si applica quando sono stati effettuati interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia di cui alle lettere c) e d) del comma 1 dell’art. 3 del Dpr 380/2001.

     

    INTERVENTI DI RESTAURO E RISANAMENTO CONSERVATIVO

    sono quelli fatti per la conservazione dell’edificio e per assicurarne la funzionalità (per esempio, consolidamento, ripristino e rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, inserimento di elementi accessori e di impianti necessari)

     

    INTERVENTI DI RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

    sono quelli volti a trasformare un edificio mediante un insieme sistematico di opere che possono portare a un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente

     

    La detrazione deve essere sempre ripartita in 10 rate annuali di pari importo.

    Il limite massimo di spesa ammissibile (48.000 o 96.000 euro) deve essere riferito alla singola unità abitativa e non al numero di persone che partecipano alla spesa. Di conseguenza, questo importo va suddiviso tra tutti i soggetti aventi diritto alla detrazione.

     

    Condizioni richieste per fruire dell’agevolazione

    La detrazione Irpef si applica alle seguenti condizioni:

    l’acquisto o l’assegnazione dell’unità abitativa deve avvenire entro i termini sopra indicati

    l’immobile acquistato o assegnato deve far parte di un edificio sul quale sono stati eseguiti interventi di restauro e di risanamento conservativo o di ristrutturazione edilizia riguardanti l’intero edificio. L’agevolazione trova applicazione, pertanto, a condizione che gli interventi edilizi riguardino l’intero fabbricato (e non solo una parte di esso, anche se rilevante)

    il termine "immobile" deve essere inteso come singola unità immobiliare e l’agevolazione non è legata alla cessione o assegnazione delle altre unità immobiliari, costituenti l’intero fabbricato, così che ciascun acquirente può beneficiare della detrazione con il proprio acquisto o assegnazione.

     

    ATTENZIONE

    In caso di stipula del compromesso, per fruire della detrazione occorre che il rogito avvenga entro i termini previsti.

    Per fruire dell’agevolazione non è necessario effettuare i pagamenti mediante bonifico.

     

    4. LA DETRAZIONE IRPEF DEL 19% DEGLI INTERESSI PASSIVI SUI MUTUI

    In cosa consiste

    I contribuenti che intraprendono la ristrutturazione e/o la costruzione della loro casa di abitazione principale, possono detrarre dall’Irpef, nella misura del 19%, gli interessi passivi e i relativi oneri accessori pagati sui mutui ipotecari, per costruzione e ristrutturazione dell’unità immobiliare, stipulati con soggetti residenti nel territorio dello Stato o di uno Stato membro dell’Unione europea, ovvero con stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti.

     

    L’importo massimo sul quale va calcolata la detrazione del 19% è pari a 2.582,28 euro complessivi per ciascun anno d’imposta.

     

    Per costruzione e ristrutturazione si intendono tutti gli interventi realizzati in conformità al provvedimento comunale che autorizzi una nuova costruzione, compresi gli interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’art. 31, comma 1, lett. d), della legge 5 agosto 1978, n.457 (ora trasfuso nell’articolo 3 del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, approvato con Dpr 6 giugno 2001, n. 380).

    Per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente e/o i suoi familiari dimorano abitualmente.

    A tal fine rilevano le risultanze dei registri anagrafici o l’autocertificazione, con la quale il contribuente può attestare anche che dimora abitualmente in luogo diverso da quello indicato nei registri anagrafici.

     

    Condizioni richieste per ottenere la detrazione

    Per usufruire della detrazione in questione è necessario che siano rispettate le seguenti condizioni:

    il mutuo deve essere stipulato nei sei mesi antecedenti la data di inizio dei lavori di costruzione o nei diciotto mesi successivi

    l’immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro sei mesi dal termine dei lavori di costruzione

    il contratto di mutuo deve essere stipulato dal soggetto che avrà il possesso dell’unità immobiliare a titolo di proprietà o di altro diritto reale.

     

    La detrazione è limitata all’ammontare degli interessi passivi riguardanti l’importo del mutuo effettivamente utilizzato in ciascun anno per la costruzione dell’immobile.

     

    La detrazione è cumulabile con quella prevista per gli interessi passivi relativi ai mutui ipotecari contratti per l’acquisto dell’abitazione principale soltanto per tutto il periodo di durata dei lavori di costruzione dell’unità immobiliare, nonché per il periodo di sei mesi successivi al termine dei lavori stessi.

    Il diritto alla detrazione viene meno a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui l’immobile non è più utilizzato come abitazione principale.

     

    Non si tiene conto delle variazioni dipendenti da trasferimenti per motivi di lavoro.

     

    La mancata destinazione ad abitazione principale dell’unità immobiliare entro sei mesi dalla conclusione dei lavori di costruzione della stessa comporta la perdita del diritto alla detrazione.

    In tal caso, il termine per la rettifica della dichiarazione dei redditi da parte dell’Agenzia delle Entrate decorre dalla data di conclusione dei lavori di costruzione.

     

    La detrazione non spetta se i lavori di costruzione dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale non sono ultimati entro il termine stabilito dal provvedimento amministrativo che ha consentito la costruzione dell’immobile stesso (salva la possibilità di proroga). In tal caso, è da questa data che inizia a decorrere il termine per la rettifica della dichiarazione dei redditi.

     

    Il diritto alla detrazione non viene meno se per ritardi imputabili esclusivamente all’Amministrazione comunale, nel rilascio delle abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia, i lavori di costruzione non sono iniziati nei sei mesi antecedenti o nei diciotto mesi successivi alla data di stipula del contratto di mutuo o i termini previsti nel precedente periodo non sono rispettati.

     

     

     

     

    5. BONUS RISTRUTTURAZIONI DEL 50%  SUI MOBILI

     

    Norma Transitoria - Art. 16, comma 2, D.L. 63/2013   (PROROGATA ANCHE PER IL 2014)

     

    A chi usufruisce della detrazione per le ristrutturazioni edilizie è riconosciuta una detrazione d’imposta nella misura del 50% delle ulteriori spese documentate per l’acquisto di mobili per l’arredo dell’immobile in ristrutturazione.

     

    La detrazione è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a € 10.000,00.

     

    L’agevolazione spetta in favore dei contribuenti persone fisiche che alla data del 6 giugno 2013 abbiano in corso interventi di recupero edilizio su singole unità immobiliari residenziali per i quali è stato richiesta la detrazione del 50%.

    In attesa di un chiarimento ufficiale dell’Agenzia delle Entrate si ritiene infatti che, se alla data del 6 giugno 2013 l’intervento è già stato ultimato, la detrazione per l’acquisto di mobili non dovrebbe competere.

     

    La norma fa riferimento all’acquisto di mobili finalizzati all’arredo dell’immobile da ristrutturare.

    Dovrebbero pertanto essere esclusi dal beneficio tutti gli interventi non riconducibili a tale tipologia.

     

    Ad esempio la Circolare 35/E del 16 luglio 2009 aveva escluso dal beneficio gli interventi su parti comuni dell’edificio e la realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali.

     

    E’ ammesso alla detrazione l'acquisto di qualsiasi mobile. Non si possono però detrarre le spese per i complementi di arredo (lampadari, soprammobili, etc.) e per i mobili usati.

     

    La versione originale dell’art. 16 D.L. 63/2013 esclude dal beneficio elettrodomestici di classe energetica inferiore ad A+, gli apparecchi televisivi e i computer che erano stati invece ricompresi nel 2009.

     

    In sede conversione del D.L. il Senato ha esteso "ai grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni)" la detrazione IRPEF del 50% (fermo restando il limite complessivo dei 10.000,00 euro), sempre che siano finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione.

     

    Decorrenza: dalla data di conversione in legge senza efficacia retroattiva.

     

    Modalità di pagamento: i contribuenti devono eseguire i pagamenti mediante bonifici bancari o postali con le medesime modalità previste per i lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolabili (Comunicato Stampa Agenzia Entrate, 4 luglio 2013).

    Attenzione: questa condizione non è stata prevista dall’art. 16, comma 2 D.L. 63/2013.

     

     

     

    6. Detrazione IRPEF 50% per Impianti Fotovoltaici

     

    Detrazione IRPEF 50% per Impianti Fotovoltaici

     

    Con il parere espresso dall'Agenzia delle Entrate e pubblicato il 13 marzo 2013 è stato definitivamente chiarito che le spese sostenute per l'installazione di impianti fotovoltaici possono essere assoggettate alla detrazione del 36% (ora 50%) ai fini RPEF ad eccezione degli impianti che esercitino attività commerciale di cessione dell'energia come ad esempio gli impianti superiori a 20 Kwh ovvero quelli che non siano al servizio delle abitazioni. (vedi ris. N° 84/E del 2012)

     

    ........... si riporta il Parere dell'Agenzia delle Entrate  .......

     

    Tenuto conto dell'avviso del Ministero competente e della circostanza che la formulazione della lettera h) del comma 1 dell'articolo 16-bis del Tuir non limita la nozione di risparmio energetico a particolari tipologie d interventi, si ritiene che l'installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, in quanto basati sull'impiego della fonte solare e, quindi, sull'impiego delle fonti rinnovabili di energia, rientri nell'ambito della lettera h) in esame.

    Quanto precede conferma, altresì, l'applicabilità della detrazione in esame al caso di specie, già affermata dal Ministero delle finanze, in relazione all'analoga previsione contenuta nell'articolo 1 della legge n. 449 del 1997, con circolare n. 57 del 24 febbraio 1998, par. 3.4, mediante rinvio al decreto del Ministro dell'industria del 15 febbraio 1992, il cui articolo 1, comma 1, prevede, alla lettera e), gli "impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica".

     

     

     

     

    7. I PRINCIPALI TIPI DI INTERVENTI AMMESSI ALLA DETRAZIONE IRPEF

    Ecco un elenco esemplificativo di interventi ammissibili a fruire della detrazione Irpef. In ogni caso, deve essere verificata la conformità alle normative edilizie locali.

     

     

    INTERVENTI  SULLE  SINGOLE  UNITA'  ABITATIVE

     

    INTERVENTI

    MODALITA'

    Accorpamenti di

    locali o di altre unità

    immobiliari

    Spostamento di alcuni locali da una unità immobiliare ad altra o anche unione di

    due unità immobiliari con opere esterne

    Allargamento porte

    Con demolizioni di modesta entità, realizzazione di chiusure o aperture interne

    che non modifichino lo schema distributivo delle unità immobiliari e

    dell’edificio

    Allargamento porte e

    finestre esterne

    Con demolizioni di modeste proporzioni di muratura

    Allarme finestre

    esterne

    Installazione, sostituzione dell’impianto o riparazione con innovazioni

     

    Ampliamento con

    formazione di volumi

    tecnici

    Demolizione e/o costruzione (scale, vano ascensore, locale caldaia, ecc.) con

    opere interne ed esterne

    Apertura interna

     

    Apertura vano porta per unire due unità immobiliari o altri locali con opere

    interne o apertura sul pianerottolo interno

    Ascensore

     

    Nuova installazione o sostituzione di quello preesistente (esterno o interno) con

    altro avente caratteri essenziali diversi, oppure per adeguamento L. 13/89

    Balconi

    Rifacimento con altro avente caratteri diversi (materiali, finiture e colori) da

    quelli preesistenti e nuova costruzione

    Barriere

    architettoniche

    Eliminazione

    Box auto

    Nuova costruzione

    (Detraibile, purché reso pertinenziale di una unità immobiliare)

    Cablatura degli

    edifici

    Opere finalizzate alla cablatura degli edifici, a condizione che interconnettano

    tutte le unità immobiliari residenziali

    Caldaia

    Sostituzione o riparazione con innovazioni

    Caloriferi e

    condizionatori

    Sostituzione con altri anche di diverso tipo e riparazione o installazione di

    singoli elementi

    (Detraibile nelle singole unità immobiliari se si tratta di opere finalizzate al

    risparmio energetico)

    Installazione di macchinari esterni

    Cancelli esterni

    Nuova realizzazione o sostituzione con altri aventi caratteristiche

    diverse(materiali, dimensioni e colori) da quelle preesistenti

    Canna fumaria

    Nuova costruzione interna o esterna o rifacimento modificando i caratteri

    preesistenti

    Cantine

    Effettuazione di suddivisioni interne con demolizioni e ricostruzioni tavolati

    Opere esterne con modifiche delle caratteristiche delle pareti, porte e finestre

    Centrale idrica

    Riparazioni varie con modifiche distributive interne o esterne

    Nuova costruzione (volume tecnico) nell’ambito di un’operazione di

    manutenzione straordinaria, di un restauro o di una ristrutturazione

    Centrale termica

    Riparazioni varie interne ed esterne, conservando le caratteristiche (materiali,

    sagoma e colori) uguali a quelle preesistenti (opere murarie)

    Con modifiche distributive interne

    Con modifiche esterne (sagoma, materiali e colori nuova costruzione (volume

    tecnico) nell’ambito di un’operazione di manutenzione straordinaria, di un

    restauro o di una ristrutturazione

    Citofoni,

    videocitofoni e

    telecamere

    Sostituzione o nuova installazione con le opere murarie occorrenti

    Contenimento

    dell’inquinamento

    acustico

    Opere finalizzate al contenimento realizzate anche in assenza di opere edilizie

    propriamente dette

    (Detraibile, purché sia certificato il raggiungimento degli standard di legge)

    Cornicioni

    Nuova formazione o rifacimento con caratteristiche diverse da quelle

    preesistenti

    Davanzali finestre e

    balconi

    Nuova realizzazione o sostituzione di quelli preesistenti con altri aventi

    caratteristiche diverse (materiali, finiture e colori)

    Facciata

    Rifacimento, anche parziale, modificando materiali e/o colori (o anche solo i

    colori)

    Finestra

    Nuova apertura o modifica di quelle preesistenti

    Sostituzione con finestre di sagoma, materiale e colori diversi

    Fognatura

    Nuova costruzione o rifacimento con dimensioni e/o percorso diversi da quello

    preesistente, con opere interne o esterne (dal limite della proprietà fino alla

    fognatura pubblica)

    Garage

    Riparazioni varie e sostituzioni di parti con caratteristiche diverse da quelle

    preesistenti

    Nuova costruzione

    (Detraibile, se reso pertinenziale ad una unità immobiliare)

    Gradini scale

    Sostituzione gradini interni e esterni, modificando la forma, le dimensioni oi

    materiali preesistenti

    Grondaie

    Nuova installazione o sostituzione con modifiche della situazione preesistente

    Impianto di

    riscaldamento

    autonomo interno

    (purché conforme al

    DM 37/2008 - ex

    legge 46/90)

    Nuovo impianto, senza opere edilizie

    Nuovo impianto con opere edilizie esterne (canna fumaria e/o altre opere

    interne o esterne) per riscaldamento o ventilazione

    Riparazioni con ammodernamenti e/o innovazioni

    Impianto elettrico

    Sostituzione dell’impianto o integrazione per messa a norma

    Impianto idraulico

    Sostituzione o riparazione con innovazioni rispetto al preesistente

    Inferriata fissa

    Sostituzione con innovazioni rispetto alla situazione preesistente

    Nuova installazione con o senza opere esterne

    Infissi esterni

    Nuova installazione o sostituzione con altri aventi sagoma, materiali o colori

    diversi (solo se riguarda l’intera facciata)

    Interruttore

    differenziale

    Sostituzione o riparazione con innovazioni

    Intonaci esterni

    facciata

    Intonaci e tinteggiatura esterna con modifiche a materiali e/o colori

    Lastrico solare

    Rifacimento con materiali diversi rispetto a quelli preesistenti

    Locale caldaia

    Riparazioni murarie varie con modifiche rispetto alla situazione preesistente

    Nuova formazione (volume tecnico) o esecuzione di interventi esterni che

    modificano materiali-finiture-colori

    Lucernari

    Nuova formazione o sostituzione con altri aventi caratteri (sagoma e

    colori)diversi da quelli preesistenti

    Mansarda

    Modifiche interne ed esterne con opere edilizie, senza modificarne la

    destinazione d’uso

    Marciapiede

    Nuova realizzazione su suolo privato

    Messa a norma degli

    edifici

    Interventi di messa a norma degli edifici (Detraibile, purché compresa nelle

    categorie di cui all’art. 1 L. 449/97 e siano presentate le certificazioni di

    legge)

    Montacarichi

    Nuova installazione e sostituzione di quello preesistente con altro avente

    caratteristiche (materiali e colori) diverse da quelle preesistenti

    Muri di cinta

    Realizzazione e sostituzione con modificazioni rispetto alla situazione

    preesistente

    Muri esterni di

    contenimento

    Nuova costruzione, demolizione e ricostruzione in altra parte esterna o nello

    stesso luogo, ma modificando dimensioni, sagoma, materiali e colori

    Muri interni

    Nuova costruzione o demolizione e ricostruzione in altra parte interna

    Parapetti e balconi

    Rifacimento o sostituzione con altri aventi caratteri diversi da quelli

    preesistenti

    Parete esterna

    Rifacimento anche parziale modificando materiali e colori (o anche solo i colori)

    Parete interna

    Nuova costruzione, demolizione e ricostruzione in altra parte interna

    Pavimentazione

    esterna

    Nuova pavimentazione o sostituzione della preesistente modificando la

    superficie e i materiali

     

    Pensilina protezione

    autovetture

    Sostituzione di quella preesistente con altra avente caratteristiche (materiali e

    colori) diverse da quelle preesistenti

    Persiana

    Nuova installazione o sostituzione con altra avente sagoma, materiale e colori

    diversi

    Pianerottolo

    Riparazione struttura con dimensioni e materiali diversi da quelli preesistenti

    Piscina

    Rifacimento modificando caratteri preesistenti

    Porta blindata

    esterna

    Nuova installazione o sostituzione con altre aventi sagoma o colori diversi

    Porta blindata

    interna

    Nuova installazione

    Porta-finestra

    Nuova installazione o sostituzione con altra avente sagoma e colori diversi

    Trasformazione da finestra a porta finestra

    Porte esterne

    Nuova installazione o sostituzione con altre aventi sagome o colori diversi e

    viceversa

    Recinzioni

    Realizzazione di nuova recinzione o sostituzione di quella preesistente con altra

    avente caratteristiche diverse

    Ricostruzione

    Demolizione e fedele ricostruzione di edifici

    Risparmio energetico

    Opere finalizzate al risparmio energetico, realizzate anche in assenza di opere

    edilizie propriamente dette

    (Detraibile, purché sia certificato il raggiungimento degli standard di legge)

    Sanitari

    Sostituzione di impianti e apparecchiature

    Realizzazione di servizio igienico interno

    Saracinesca

    Nuova installazione di qualsiasi tipo o sostituzione di quella preesistente con

    innovazioni

    Scala esterna

    Nuova installazione, rifacimento e sostituzione con altra di caratteri (pendenza,

    posizione, dimensioni materiali e colori) diversi dai preesistenti

    Scala interna

    Nuova installazione, rifacimento e sostituzione con altra, modificando pendenza

    e posizione rispetto a quella preesistente

    Serramenti esterni

    Nuova installazione o sostituzione con altri aventi finiture e colori diversi dai

    precedenti

    Sicurezza statica

    Opere finalizzate alla sicurezza statica ed antisismica

    Solaio

    Sostituzione dei solai di copertura con materiali diversi dai preesistenti

    Sostituzione di solai interpiano senza modifica delle quote

    Adeguamento dell’altezza dei solai, nel rispetto delle volumetrie esistenti

    Soppalco

    Innovazioni rispetto alla struttura preesistente o nuova costruzione

    Sottotetto

    Riparazione modificando la posizione preesistente; sostituzione apparecchi

    sanitari, innovazioni con caratteristiche diverse da quelle preesistenti

    Modifiche interne ed esterne con varie opere edilizie senza modificarne la

    destinazione d’uso

    Formazione di una unità immobiliare abitabile nel sottotetto mediante

    l’esecuzione di opere edilizie varie

    (Detraibile purché già compreso nel volume)

    Strada asfaltata

    privata

    Per accesso alla proprietà

    Tegole

    Sostituzione con altre di materiale e/o forma diverse da quelle preesistenti

    Terrazzi

    Rifacimento completo con caratteristiche diverse da quelle preesistenti

    (dimensioni o piano)

    Tetto

    Sostituzione dell’intera copertura

    Modifica della pendenza delle falde con o senza aumento di volume

    Tinteggiatura esterna

    Rifacimento modificando materiali e/o colori

    Travi (tetto)

    Sostituzioni con modifiche

    Sostituzione totale per formazione nuovo tetto

    Veranda

    Innovazioni rispetto alla situazione precedente

    Nuova costruzione con demolizione del muro che dà sul balcone creando

    aumento di superficie lorda di pavimento

    Trasformazione di balcone in veranda

    Vespaio

    Rifacimento

    Zoccolo esterno

    facciata

    Sostituzione con altro avente caratteri essenziali diversi

     

     

     

     

    INTERVENTI SULLE PARTI CONDOMINIALI

     

    INTERVENTI

    MODALITA'

    Aerosabbiatura

    Su facciata

    Allargamento porte

    interne

    Con demolizioni di modesta entità

    Allarme (impianto)

    Riparazione senza innovazioni

    Riparazione con sostituzione di alcuni elementi

    Androne

    Rifacimento conservando caratteristiche uguali a quelle preesistenti

    Antenna

    Antenna comune in sostituzione delle antenne private

    Balconi

    Riparazioni parti murarie (frontalini, cielo), sostituzione di parapetti e ringhiere

    conservando caratteristiche (materiali, sagome e colori) uguali

    Box

    Riparazioni varie e sostituzione di parti anche strutturali conservando dimensioni

    uguali a quelle preesistenti

    Caldaia

    Riparazione senza innovazioni

    Riparazione con sostituzione di alcuni elementi

    Caloriferi e

    condizionatori

    Sostituzione con altri anche di diverso tipo e riparazione o installazione di singoli

    elementi

    Cancelli esterni

    Riparazione o sostituzione cancelli o portoni, conservando caratteristiche

    (sagoma e colori) uguali a quelle preesistenti

    Canna fumaria

    Riparazione o rifacimento, interno ed esterno conservando caratteristiche

    (materiali, sagoma e colori) uguali a quelle preesistenti

    Cantine

    Riparazione conservando caratteristiche (materiali e colori) uguali a quelle

    preesistenti

    Centrale idrica

    Riparazioni varie interne ed esterne, conservando caratteristiche (materiali,

    sagoma e colori) uguali a quelle preesistenti

    Centrale termica

    Riparazioni varie interne ed esterne, conservando caratteristiche (materiali,

    sagoma e colori) uguali a quelle preesistenti

    Cornicioni

    Rifacimento o sostituzione conservando i caratteri essenziali preesistenti

    (materiali, dimensioni)

    Davanzali finestre e

    balconi

    Riparazione o sostituzione conservando i caratteri essenziali preesistenti

    Facciata

    Piccola apertura per sfiatatoio gas, rifacimento, anche completo, con materiali

    e colori uguali a quelli preesistenti

    Finestra

    Sostituzione senza modifica della tipologia di infissi

    Fognatura

    Riparazione o sostituzione della canalizzazione fognaria, fino al limite della

    proprietà del fabbricato

    Garage

    Riparazioni varie e sostituzione di parti anche strutturali conservando dimensioni

    uguali a quelle preesistenti

    Gradini scale

    Sostituzione con gradini uguali a quelli preesistenti, interni e esterni

    Grondaie

    Riparazione o sostituzione senza modifiche della situazione preesistente

    Impianto di

    riscaldamento

    (purché conforme

    al DM 37/2008 - ex L.

    46/90)

    Riparazione dell’impianto senza innovazioni, riparazione con ammodernamenti

    e/o innovazioni

    Impianto elettrico

    Sostituzione dell’impianto o integrazione per messa a norma

    Impianto idraulico

    Riparazione senza innovazioni o sostituzioni

    Inferriata fissa

    Sostituzione di quelle preesistenti senza modificare la sagoma e/o i colori

    Infissi esterni

    Riparazione o sostituzione, conservando la sagoma, i materiali e i colori uguali a

    quelli preesistenti

    Infissi interni

    Sostituzione con altri infissi conservando le caratteristiche preesistenti

    Interruttore

    differenziale

    Riparazione senza innovazioni o riparazione con sostituzione di alcuni elementi

    Intonaci esterni

    facciata

    Intonaci e tinteggiatura esterna conservando materiali e colori uguali a quelli

    preesistenti

    Intonaci interni

    Intonaci e tinteggiatura interna senza limitazioni di materiale e colori

    Lastrico solare

    Rifacimento conservando materiali uguali a quelli preesistenti

    Locale caldaia

    Riparazioni murarie varie conservando le suddivisioni interne preesistenti

    Lucernari

    Sostituzione con altri aventi gli stessi caratteri (sagoma e colori) di quelli

    preesistenti

    Marciapiede su suolo

    privato

    Rifacimento come preesistente

    Montacarichi (interni

    ed esterni)

    Riparazione conservando caratteristiche uguali a quelle preesistenti

    Muri di cinta

    Riparazione conservando caratteristiche uguali a quelle preesistenti

    Muri esterni di

    contenimento

    Riparazione o rifacimento con materiali e sagoma uguali a quelli preesistenti

    Muri interni

    Riparazione o rifacimento conservando la stessa posizione, anche con materiali

    diversi

    Parapetti e balconi

    Riparazione o rinforzo della struttura conservando caratteri uguali a quelli

    preesistenti

    Parcheggi

    Riparazioni varie e sostituzione di parti anche strutturali conservando dimensioni

    uguali a quelle preesistenti

    Parete esterna

    Rifacimento, anche completo, con materiali e colori uguali a quelli preesistenti

    Parete interna

    Riparazione o rifacimento conservando la stessa posizione, anche con materiali

    diversi

    Pavimentazione

    esterna

    Rifacimento con dimensioni e materiali uguali a quelli preesistenti

    Pavimentazione

    interna

    Riparazioni senza innovazioni

    Pensilina protezione

    autovetture

    Rifacimento conservando sagoma e colori preesistenti

    Persiana

    Sostituzione conservando le caratteristiche preesistenti (sagoma e colori)

    Pianerottolo

    Riparazione struttura conservando dimensioni e materiali uguali a quelli

    preesistenti (interno ed esterno)

    Piscina

    Riparazione e rinforzo di strutture, conservando le caratteristiche (materiali,

    sagoma e colori) preesistenti

    Porta blindata

    esterna

    Sostituzione conservando sagome e colori preesistenti

    Porta-finestra

    Sostituzione con altra avente gli stessi caratteri essenziali

    Porte esterne

    Sostituzione conservando sagome e colori preesistenti

    Porte interne

    Riparazione, conservando materiali, colori, dimensioni

    Recinzioni

    Riparazione e sostituzione conservando caratteristiche (sagoma, materiali e

    colori) preesistenti

    Sanitari

    Riparazione apparecchi sanitari e opere edilizie varie (tubazioni, piastrelle,

    ecc.)

    Saracinesca

    Sostituzione con altra purché vengano conservati dimensioni e colori uguali a

    quelli preesistenti

    Scala esterna

    Riparazione conservando pendenza, posizione, sagoma, colori e materiali uguali

    ai preesistenti

    Scala interna

    Riparazione e sostituzione conservando pendenza sagoma e posizioni

    preesistenti

    Serramenti esterni

    Sostituzione con altri aventi le stesse caratteristiche

    Serramenti interni

    Riparazioni, conservando materiali caratteristiche e colori preesistenti

    Solaio

    Sostituzione dei solai di copertura con materiali uguali a quelli preesistenti

    Tegole

    Sostituzione con altre uguali a quelle preesistenti

    Terrazzi

    Riparazione delle pavimentazioni, rifacimento o sostituzione conservando le

    caratteristiche preesistenti (dimensioni e piano)

    Tetto

    Riparazione con sostituzione di parte della struttura e dei materiali di

    copertura, conservando le caratteristiche preesistenti

    Tinteggiatura esterna

    Rifacimento conservando materiali e colori preesistenti

    Tinteggiatura interna

    Rifacimento senza limitazioni per materiali e colori

    Tramezzi

    Sostituzione tramezzi interni, senza alterazione della tipologia dell’unità

    immobiliare

    Travi (tetto)

    Sostituzione con altre aventi materiali, dimensioni e posizione uguali a quelle

    preesistenti

    Veranda

    Rifacimento parziale conservando i caratteri essenziali

    Zoccolo esterno facciata

    Rifacimento conservando i caratteri essenziali

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Webmaster - Luciano Cazzulo - 25/12/2005 - Aggiornamento 10/01/2016