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    DVR - Documento Unico di Valutazione dei Rischi

     

    Il 31 maggio scade la proroga della validità dell’autocertificazione di valutazione dei rischi, come indicato dal Ministero del Lavoro nella nota ufficiale del 31 gennaio 2013. Dal 1° giugno, perciò, tutte le aziende, indipendentemente dal numero di lavoratori occupati, non potranno più autocertificare l’avvenuta valutazione dei rischi, ma dovranno essere in possesso del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).

    Come definito dall’art. 2 comma 1 lettera A del D.Lgs 81/2008, si ricorda l'obbligatorietà di nominare le figure previste (RSPP, RLS, addetto primo soccorso, addetto antincendio, eventuale medico competente), di effettuare la formazione di legge per le figure aziendali e l’eventuale sorveglianza sanitaria, nonchè gli adeguamenti eventualmente necessari nei luoghi di lavoro, ecc. Ricordiamo che, con l’entrata in vigore del D.Lgs 81, già dal 2008, sono considerati lavoratori anche i soci, i lavoratori a progetto, i lavoratori stagionali, gli stagisti, i coadiuvanti, o coloro i quali effettuano formazione anche a titolo di apprendistato o gratuito presso la sede dell’azienda.

    Le conseguenze per chi non si adegua  possono essere anche molto pesanti: infatti, l’omessa (o incompleta) valutazione dei rischi comporta per il Datore di Lavoro sanzioni penali (è previsto l’arresto da 3 a 8 mesi) o amministrative (ammenda che varia da 1.000 a 6.400 euro). Il nuovo adempimento è obbligatorio per chiunque abbia almeno un dipendente e si applica anche nei confronti dei collaboratori e dei liberi professionisti.

    Il DVR dovrà essere elaborato dal datore di lavoro in collaborazione con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, insieme al medico competente (ove previsto) e previa consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

    Per chi non si fosse ancora adeguato a questa scadenza, ne ripercorriamo brevemente le tappe. Secondo il D.Lgs 81/2008, l’autocertificazione – permessa in sostituzione del documento di valutazione dei rischi per le attività con un massimo di 10 lavoratori – avrebbe dovuto decadere in data 30 giugno 2013. Il 31 gennaio scorso il Ministero del Lavoro, sollecitato dalle richieste di chiarimento interpretativo pervenute da più parti, e in ragione della confusione generata dal sovrapporsi delle diverse date e scadenze, è intervenuto con la nota ministeriale n. 2583. Nel documento si fornisce un’interpretazione che di fatto "accorcia" di un mese la validità dell’autocertificazione, obbligando pertanto i datori di lavoro (quindi anche coloro che occupano meno di 10 lavoratori) ad elaborare il DVR non più entro il 30 giugno 2013, ma entro il 31 maggio 2013, che rappresenta dunque l’ultimo giorno di validità dell’autocertificazione.

    Il regime sanzionatorio infatti, in caso di omissione o parziale adempimento, è piuttosto pesante di seguito

    un breve riepilogo dell'ARTICOLO VIOLATO OGGETTO DELLA SANZIONE

    Art 28 c. 1 lettera a) Mancanza di una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l'attività lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa;

     - arresto da quattro a otto mesi o ammenda da 5.000 a 15.000 euro

     

    Art 28 c. 1 lettera b) Mancanza della indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi

    di protezione individuali adottati, a seguito della valutazione di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a);

     - arresto da quattro a otto mesi o ammenda da 5.000 a 15.000 euro

     

    Art 28 c. 1 lettera c) Mancanza del programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza;

     - ammenda da 3.000 a 9.000 euro

     

    Art 28 c. 1 lettera d) Mancanza della individuazione delle procedure per l'attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli dell'organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati

    unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri;

     - arresto da quattro a otto mesi o ammenda da 5.000 a 15.000 euro

     

    Art 28 c. 1 lettera e) Mancanza della indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e

    protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio;

     - ammenda da 3.000 a 9.000 euro

     

    Art 28 c. 1 lettera f) Mancanza della individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi

    specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e  addestramento.

     - arresto da quattro a otto mesi o ammenda da 5.000 a 15.000 euro

     

    Il D.L.vo 81/08 (ex Legge 626) impone ad ogni datore di lavoro l’istituzione del Sistema di Prevenzione e Protezione Aziendale atto a prevenire gli infortuni nei luoghi di lavoro e più in generale a tutelare la salute

    dei lavoratori.

    Tale sistema prevede, tra i vari obblighi:

     

    La valutazione dei rischi aziendali legati alla tipologia di attività svolta nella struttura lavorativa;

     

    La nomina delle figure obbligatorie previste dalla normativa, ovvero:

    o Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione;

    o Il Rappresentante tra i Lavoratori per la Sicurezza;

    o Il Medico Competente;

    o Il Preposto;

    o L’Addetto al servizio di Antincendio;

    o L’Addetto al servizio di Primo Soccorso.

     

    L’individuazione e l’utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuali e Collettivi di cui dotare i

    Lavoratori e la struttura lavorativa;

     

    L’adozione di tutte le procedure e le misure atte a garantire la sicurezza dei Lavoratori e a

    prevenire gli infortuni;

     

    La formazione, l’informazione e l’aggiornamento dei Lavoratori e delle figure obbligatorie;

     

    La verifica periodica delle attrezzature e degli impianti utilizzati nella struttura e nelle fasi

    lavorative;

     

    La verifica periodica dei dispositivi di protezione;

     

    La redazione, infine ma non meno importante, di un Documento di Valutazione dei Rischi che riepiloghi come il Datore di Lavoro ha provveduto ad espletare tutti gli adempimenti sopra elencati;

    Per quanto riguarda i criteri di formazione, informazione ed aggiornamento dei Lavoratori e delle figure obbligatorie, l’Accordo Stato Regioni del gennaio 2012 ha stabilito criteri ben definiti sulle modalità e sui contenuti di tutti i percorsi formativi, che possono essere tenuti solo da agenzie di formazione accreditate dalle Regioni.

    Ogni percorso formativo è calibrato in base al ruolo ricoperto in azienda ed in base al tipo di attività lavorativa svolta.

    Per quanto concerne, invece, tutti gli altri adempimenti obbligatori, va da sé che il Datore di Lavoro difficilmente sarà in grado di ottemperare in maniera autonoma a tutti gli adempimenti, che appaiono semplici nell’insieme ma che sono di fatto complessi nell’applicazione pratica.

    C’è da aggiungere, inoltre, che la regolarizzazione dell’Impresa non si limita solo nel realizzare il Sistema di

    Prevenzione e Protezione Aziendale, ma si estende anche nella manutenzione dello stesso Sistema nel tempo.

     

     

     

    PROCEDURE STANDARDIZZATE

     

    PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI

     

    ai sensi dell’art. 29 D.Lgs. 81/2008

     

     

     

    INDICE

     

    I) Procedura standardizzata per la valutazione dei rischi ai sensi dell’articolo 6,

    comma 8, lettera f) e dell’art. 29, comma 5 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.

     

    II) Modulistica per la redazione del documento di valutazione dei rischi aziendale

     

    SIGLE:

     - RSPP - Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

     - RLS - Rappresentante tra i Lavoratori per la Sicurezza

     - SPP - Servizio di Prevenzione e Protezione

     - ASPP - Addetti al Servizio di Pronto Soccorso

     - SPP - Servizio di Pronto Soccorso

     - RLST - Rappresentante Lavoratori per la Sicurezza Territoriale

     - s.m.i. - Successive modifiche ed integrazioni

     

     

    SCHEMA DELLA PROCEDURA STANDARDIZZATA

     

    Azioni

    Moduli*

    (disponibili e gestibili anche in formato elettronico)

    Istruzioni e supporti informativi

    PASSO N. 1

    Descrizione dell’azienda, del ciclo lavorativo/attività e delle mansioni

    Descrizione generale dell’azienda

    MODULO N. 1.1

    Paragrafo 4.1

     

     

    Descrizione delle lavorazioni aziendali e identificazione delle mansioni

    MODULO N. 1.2

    Paragrafo 4.1

    PASSO N. 2

    Individuazione dei pericoli presenti in azienda

    Individuazione dei pericoli presenti in azienda

    MODULO N. 2

    Paragrafo 4.2

    PASSO N. 3

    Valutazione dei rischi associati ai pericoli individuati e identificazione delle misure di prevenzione e protezione attuate

     Identificazione delle mansioni ricoperte dalle persone esposte e degli ambienti di lavoro interessati in relazione ai pericoli individuati.

    MODULO N.3

    (colonne dalla n.1 alla n.3)

    Paragrafo 4.3

       

    Individuazione di strumenti informativi di supporto per l’effettuazione della valutazione dei rischi (registro infortuni, profili di rischio, banche dati su fattori di rischio indici infortunistici, liste di controllo, ecc.).

    MODULO N.3 (colonna n.4)

    Paragrafo 4.3

       

    Effettuazione della valutazione dei rischi per tutti i pericoli individuati:

    - in presenza di indicazioni legislative specifiche sulle modalità valutative, mediante criteri che prevedano anche prove, misurazioni e parametri di confronto tecnici;

    - in assenza di indicazioni legislative specifiche sulle modalità di valutazione, mediante criteri basati sull’esperienza e conoscenza dell’azienda e, ove disponibili, sui dati desumibili da registro infortuni, indici infortunistici, dinamiche infortunistiche, profili di rischio, liste di controllo, norme tecniche, istruzioni di uso e manutenzione, ecc.

     

    Paragrafo 4.3

       

     Individuazione delle adeguate misure di prevenzione e protezione

     

    Paragrafo 4.3

       

    Qualora si verifichi che non tutte le adeguate misure di prevenzione e protezione previste dalla legislazione sono state attuate, si dovrà provvedere con interventi immediati.

       
       

     Indicazione delle misure di prevenzione e protezione attuate

    MODULO N.3 (colonna 5)

     

    PASSO N. 4

    Definizione del programma di miglioramento

     Individuazione delle misure per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza

     Individuazione delle procedure per la attuazione delle misure

    MODULO N. 3

    (colonne dalla 6 alla 8)

    Paragrafo 4.4

     

    (*)  Altra eventuale documentazione da tenere a disposizione (a supporto della valutazione effettuata e, comunque, ove richiesto dalla normativa)

     

     

    Procedura Standardizzata per la valutazione dei rischi

    ai sensi dell’articolo 6, comma 8, lettera f) e dell’art. 29, comma 5 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.

     

    1. Scopo

    Scopo della presente procedura è di indicare il modello di riferimento sulla base del quale effettuare la valutazione dei rischi e il suo aggiornamento, al fine di individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione ed elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza.

     

    2. Campo di applicazione

     

    La presente procedura si applica alle imprese che occupano fino a 10 lavoratori (art. 29 comma 5, D.Lgs. 81/08 s.m.i.) ma può essere utilizzata anche dalle imprese fino a 50 lavoratori (art.29 comma 6 del D.Lgs. 81/08 s.m.i., con i limiti di cui al comma 7), come sintetizzato nel seguente schema riepilogativo:

     

     

     

                                         SI APPLICA A

                                Esclusioni

    Aziende fino a 10 lavoratori

    (art. 29 comma 5)

     La legislazione a tale riguardo prevede per le aziende fino a 10 lavoratori di assolvere all’obbligo di effettuare la valutazione dei rischi, sulla base delle procedure standardizzate qui descritte.

    Sono escluse da tale disposizione le aziende che per particolare condizione di rischio o dimensione sono chiamate ad effettuare la valutazione dei rischi, ai sensi dell’art.28:

     aziende di cui all’articolo 31, comma 6, lettere:

    a) aziende industriali a rischio

    rilevante di cui all’articolo 2 del

    decreto legislativo 17 agosto 1999,

    n. 334, e successive modificazioni;

    b) centrali termoelettriche;

    c) impianti ed installazioni nucleari di cui agli articoli 7, 28 e 33 del decreto legislativo17 marzo 1995, n. 230, e successive modificazioni;

    d) aziende per la fabbricazione ed il

    deposito separato di esplosivi, polveri

    e munizioni;

    SI PUO’ APPLICARE

    Esclusioni

    Aziende fino a 50 lavoratori

    (art.29 comma 6)

     La legislazione a tale riguardo concede alle aziende fino a 50 lavoratori di effettuare la valutazione dei rischi, sulla base delle procedure standardizzate qui descritte. Tali aziende, in caso di non utilizzo di tale opportunità, devono procedere alla redazione del documento di valutazione dei rischi, ai sensi dell’art.28.

    Sono escluse da tale disposizione le aziende che per particolare condizione di rischio o dimensione sono chiamate ad effettuare la valutazione dei rischi, ai sensi dell’art.28:

     aziende di cui all’articolo 31, comma 6, lettere a, b, c, d) (indicate sopra);

     aziende in cui si svolgono attività che espongono i lavoratori a rischi chimici, biologici, da atmosfere esplosive, cancerogeni, mutageni, connessi alla esposizione all’amianto (art.29 comma 7)

     

     

    3. Compiti e responsabilità

     

    Effettuare la valutazione sulla base della procedura standardizzata è responsabilità del datore di lavoro che coinvolgerà i soggetti riportati nello schema seguente, in conformità a quanto previsto dal Titolo I, Capo III del D.Lgs. 81/08 s.m.i. e in relazione all’attività e alla struttura dell’azienda.

     

     COMPITI

    RESPONSABILITÁ

    SOGGETTI COINVOLTI

    - Valutazione dei rischi

    - Indicazione delle misure di

    prevenzione e protezione

    - Programma d’attuazione

    - Elaborazione e aggiornamento del Documento

    Datore di lavoro

    - Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP): artt.31, 33 e 34 D.Lgs. 81/08 s.m.i.

    - Medico competente (ove previsto): artt.25 e 41 D.Lgs. 81/08 s.m.i.

    - Rappresentante Lavoratori per la Sicurezza(RLS)/ Rappresentante Lavoratori per la Sicurezza Territoriale (RLST): artt. 18, 28, 29 e 50, D.Lgs. 81/08 s.m.i.

    -Lavoratori: art. 15 comma 1 lett. r) D.Lgs. 81/08 s.m.i.

    - eventuali altre persone esterne all’azienda in possesso di specifiche conoscenze professionali (art. 31 comma 3 D.Lgs. 81/08 s.m.i.)

    Ove il datore le ritenga pertinenti potrà tener conto delle eventuali segnalazioni provenienti dai dirigenti, preposti e lavoratori

    Attuazione e Gestione del programma

    Datore di lavoro

    - Medico competente (ove previsto): artt.25 e 41 D.Lgs. 81/08 s.m.i.

    - RLS/RLST: artt. 18, 28, 29 e 50, D.Lgs. 81/08 s.m.i.

    - Dirigenti: art.18, D.Lgs. 81/08 s.m.i.

    - Preposti: art.19, D.Lgs. 81/08 s.m.i.

    - Lavoratori: art.20, D.Lgs. 81/08 s.m.i.

    Verifica dell’attuazione del programma

    Datore di lavoro

    - Medico competente (ove previsto): artt.25 e 41 D.Lgs. 81/08 s.m.i.

    - RLS/RLST: artt. 18, 28, 29 e 50, D.Lgs. 81/08 s.m.i.

    - Dirigenti: art.18, D.Lgs. 81/08 s.m.i.

    - Preposti: art.19, D.Lgs. 81/08 s.m.i.

    - Lavoratori: art.20, D.Lgs. 81/08 s.m.i.

     

     

    4. Istruzioni operative

    Il Datore di lavoro in collaborazione con il RSPP (se diverso dal Datore di lavoro) e il Medico competente, ove previsto (art.41 D.Lgs. 81/08 s.m.i.), effettuerà la valutazione dei rischi aziendali e la compilazione del documento, previa consultazione del RLS/RLST, tenendo conto di tutte le informazioni in suo possesso ed eventualmente di quelle derivanti da segnalazioni dei lavoratori, secondo i passi di seguito riportati:

    1) descrizione dell’azienda, del ciclo lavorativo e delle mansioni

    2) identificazione dei pericoli presenti in azienda

    3) valutazione dei rischi associati ai pericoli identificati e individuazione delle misure di prevenzione e protezione attuate

    4) definizione del programma di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza

    La valutazione dei rischi, essendo un processo dinamico, deve essere riesaminata qualora intervengano cambiamenti significativi, ai fini della salute e sicurezza, nel processo produttivo, nell’organizzazione del lavoro, in relazione al grado di evoluzione della tecnica, oppure a seguito di incidenti, infortuni e risultanze della sorveglianza sanitaria.

    Si ricorda che i principi generali che devono guidare il Datore di lavoro nella scelta delle misure di riduzione e controllo dei rischi sono contenuti nel D.Lgs. 81/08 s.m.i. all’art. 15 e sono così sintetizzabili:

     l’eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, la loro riduzione alla fonte in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico;

     la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza (criterio di completezza della valutazione);

     il rispetto dei principi ergonomici nell’organizzazione del lavoro, nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature;

     la priorità delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale

     il controllo sanitario dei lavoratori (sorveglianza sanitaria);

     l’informazione, la formazione e l’addestramento adeguati per i lavoratori;

     la partecipazione e consultazione dei lavoratori e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;

     le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave e immediato;

     l’uso di segnali di avvertimento e di sicurezza (segnaletica di salute e sicurezza);

     la regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, impianti, con particolare riguardo ai dispositivi di sicurezza in conformità alla indicazione dei fabbricanti;

     la programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute sicurezza.

     

    4.1 - 1° Passo : Descrizione dell’azienda, del ciclo lavorativo/attività e delle mansioni

    DESCRIZIONE GENERALE DELL’AZIENDA

     

    Inserire nel MODULO 1.1 i seguenti dati identificativi dell’azienda:

    Dati aziendali

    - Ragione sociale

    - Attività economica

    - Codice ATECO 2007 (facoltativo)

    - Nominativo del Titolare/Legale Rappresentante

    - Indirizzo della sede legale

    - Indirizzo del sito/i produttivo/i (esclusi i cantieri temporanei e mobili – Titolo IV D.Lgs.81/08 s.m.i.)

     

    Sistema di prevenzione e protezione aziendale

    -Nominativo del Datore di lavoro (Indicare se il datore di lavoro svolge i compiti del SPP)

    -Nominativi del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi se diverso dal

    datore di lavoro

    -Nominativi ASPP (ove nominati)

    -Nominativi addetti al Servizio di Pronto Soccorso,

    -Nominativi addetti al Servizio di Antincendio ed Evacuazione

    -Nominativo del Medico Competente (ove nominato)

    -Nominativo del RLS/RLST

     

    Evidenziare le figure esterne al Servizio di prevenzione e protezione (dirigenti e/o preposti ove presenti), ai sensi dell’art.2 comma 1 lettere d) ed e), e allegare eventualmente l’organigramma aziendale nel quale sono indicati ruoli e mansioni specifiche.

     

    DESCRIZIONE DELLE LAVORAZIONI AZIENDALI ED IDENTIFICAZIONE DELLE MANSIONI

    Si potrà utilizzare il MODULO 1.2 inserendo le seguenti informazioni nei campi e nelle colonne corrispondenti:

    "Ciclo lavorativo/Attività"

    Indicazione di ciascun ciclo lavorativo/attività.

    Se in azienda sono presenti più cicli lavorativi, si potrà utilizzare un modulo per ogni ciclo

    lavorativo

     colonna 1 - "Fasi"

    Individuazione delle fasi che compongono il ciclo lavorativo

     colonna 2 - "Descrizione Fasi"

    Descrizione sintetica di ciascuna fase

     colonna 3 - "Area/Reparto /Luogo di lavoro"

    Indicazione dell’ambiente o degli ambienti, sia al chiuso che all’aperto, o del reparto in cui si svolge la

    fase

     colonna 4 - "Attrezzature di lavoro: macchine, apparecchi, utensili, ed impianti"

    Elencazione delle eventuali attrezzature utilizzate in ciascuna fase

     colonna 5- "Materie prime, semilavorati e sostanze impiegati e prodotti. Scarti di lavorazione"

    Elencazione di quelle relative a ciascuna fase

     colonna 6 - "Mansioni/postazioni" (1)

    Individuazione di quelle coinvolte in ciascuna fase

     

    1) Ad ogni "Mansione" deve essere possibile associare, anche attraverso documentazione esterna al DVR standardizzato disponibile presso la sede legale (p.es.: uno specifico allegato, Libro Unico del Lavoro, contratto di lavoro o altro), il nominativo dei lavoratori operanti in azienda anche al fine di poter ottemperare agli obblighi di legge relativi a: Valutazione dei rischi, anche connessi a "stato di gravidanza, differenza di genere, età, provenienza da altri paesi e specifica tipologia contrattuale" (art. 28, c. 1, del D.Lgs. 81/08); Informazione, Formazione ed Addestramento (artt. 36 e 37 del D.L.gs 81/08); Sorveglianza Sanitaria, qualora ne ricorra l’obbligo (art. 41 del D.L.gs 81/08); uso di specifiche attrezzature di lavoro (art. 71 del D.L.gs 81/08); uso dei Dispositivi di Protezione Individuali, eventualmente messi a disposizione dei lavoratori (art. 77 del D.L.gs 81/08).

     

    L’esame delle fasi che compongono il ciclo/attività deve essere completo, includendo anche quelle di manutenzione, ordinaria e straordinaria, riparazione, pulizia, arresto e riattivazione, cambio di lavorazioni, ecc.

    È importante evidenziare, ove presenti, situazioni lavorative quali ad esempio: lavoro notturno, lavoro in solitario in condizioni critiche (nella colonna Descrizione Fasi); attività effettuate all’interno di aziende in qualità di appaltatore, attività svolte in ambienti confinati, lavori in quota (nella colonna Ambiente/Reparto), ecc.

    È utile allegare al Modulo, ove presente, la planimetria degli ambienti di lavoro e dei locali di servizio con la disposizione delle attrezzature (lay-out).

     

    4.2 - 2° Passo: Individuazione dei pericoli presenti in azienda

    Dopo aver descritto l’attività aziendale, si devono individuare i pericoli presenti.

    Questi sono legati alle caratteristiche degli ambienti di lavoro, delle attrezzature di lavoro, dei materiali; agli agenti fisici, chimici o biologici presenti; al ciclo lavorativo, a tutte le attività svolte (comprese quelle di manutenzione, ordinaria e straordinaria, riparazione, pulizia, arresto e riattivazione, cambio di lavorazioni, ecc.); a fattori correlati all’organizzazione del lavoro adottata; alla formazione, informazione e addestramento necessari e, in generale, a qualunque altro fattore potenzialmente dannoso per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Si tenga presente che il datore di lavoro è tenuto ad effettuare, ogni qualvolta sia possibile, le lavorazioni pericolose o insalubri in luoghi separati allo scopo di non esporvi senza necessità i lavoratori addetti ad altre lavorazioni (D.Lgs. 81/08 s.m.i., Allegato IV punto 2.1.4).

    Per individuare i pericoli si utilizzerà il MODULO 2, che dovrà essere barrato nelle caselle delle colonne 3 e 4.

    Il modulo contiene:

     colonna 1 - "Famiglia di pericoli";

     colonna 2 - "Pericoli";

     colonne 3 e 4 - Devono essere contrassegnate per indicare la presenza o l’assenza del pericolo in azienda, in coerenza con quanto descritto nel modulo 1.2;

     colonna 5 - "Riferimenti legislativi", con il richiamo al D.Lgs. 81/08 s.m.i. e ad altre principali fonti legislative di riferimento;

     colonna 6 - "Esempi di incidenti e di criticità" per ogni pericolo elencato.

    Ulteriori pericoli identificati dal datore di lavoro, non elencati in colonna 2, dovranno essere riportati nella riga "Altro", posta in calce alla tabella.

    Al fine di una più facile gestione del documento, qualora compilato su formato elettronico, si consiglia di riportare solo i pericoli presenti.

    Potranno essere utilizzati uno o più MODULO 2 in relazione al ciclo lavorativo/attività.

    In riferimento ai cantieri temporanei e mobili si specifica che non si applicano le disposizioni del Titolo II ma quelle contenute nel Titolo IV e relativi allegati del D.Lgs. 81/08 s.m.i..

     

    4.3 - 3° Passo: Valutazione dei rischi associati ai pericoli individuati e identificazione delle misure attuate

    Per ciascun pericolo individuato nel MODULO 2, si deve accertare che i requisiti previsti dalla legislazione vigente siano soddisfatti (se del caso, anche avvalendosi delle norme tecniche),

    verificando che siano attuate tutte le misure tecniche, organizzative, procedurali, DPI, di informazione, formazione e addestramento, di sorveglianza sanitaria (ove prevista) necessarie a garantire la salute e sicurezza dei lavoratori. Nella valutazione si terrà conto delle condizioni che possono determinare una specifica esposizione ai rischi, tra cui anche quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, nonché quelli connessi alle differenze di genere (considerando le problematiche al maschile e al femminile), all’età (considerando non solo i giovani lavoratori, ma le fasce di età avanzata, quali gli over 50), alla provenienza da altri Paesi e quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale (art. 28, c. 1, del D.Lgs. 81/08 s.m.i.).

    Qualora si verifichi che per alcuni pericoli non siano state attuate le misure previste dalla legislazione di cui sopra, necessarie a garantire la salute e sicurezza dei lavoratori, si dovrà provvedere con interventi immediati.

     

    Il MODULO 3 consente di documentare sinteticamente la valutazione dei rischi, l’individuazione delle misure di prevenzione e protezione attuate e il programma di miglioramento.

    Si può scegliere, secondo la modalità che si riterrà più adatta alle caratteristiche dell’azienda, se effettuare la valutazione del rischio e la conseguente compilazione del MODULO 3 a partire dall’Area/Reparto /Luogo di lavoro o dalle mansioni/postazioni o dai pericoli individuati.

     

    Il modulo è suddiviso in due sezioni: "Valutazione dei rischi e misure attuate" e "Programma di miglioramento".

     

    La prima sezione è composta dalle seguenti colonne:

     colonna 1 - "Area/reparto/luogo di lavoro"

     colonna 2 - "Mansione/Postazione"

     colonna 3 - "Pericoli che determinano rischi per la salute e sicurezza "

     colonna 4 - "Eventuali strumenti di supporto"

     colonna 5 - "Misure attuate"

     

    La seconda sezione è composta dalle seguenti colonne:

     colonna 6 - "Misure di miglioramento da adottare e tipologie di misure preventive/protettive"

     colonna 7 - "Incaricati della realizzazione"

     colonna 8 - "Data di attuazione delle misure di miglioramento"

     

    Il MODULO 3 deve riportare in modo coerente le aree/reparti/luoghi di lavoro (colonna 1), le corrispondenti mansioni/postazioni (colonna 2) individuati nel MODULO 1.2 ed i pericoli correlati (colonna 3) individuati nel MODULO 2. Per quanto riguarda le attrezzature di lavoro dovranno essere indicate le singole tipologie di attrezzature già identificate nel proprio ciclo lavorativo/attività.

    Ai fini di una più efficiente gestione delle misure di prevenzione e protezione di ciascun lavoratore, è possibile inserire (in colonna 2) una codifica specifica per ciascuna mansione identificata svolta in azienda dai lavoratori. Il codice potrà essere utile per collegare il nominativo dei lavoratori operanti in azienda alle mansioni svolte (vedi nota 1).

    La valutazione dei rischi sarà effettuata per tutti i pericoli individuati, utilizzando le metodiche ed i criteri ritenuti più adeguati alle situazioni lavorative aziendali, tenendo conto dei principi generali di tutela previsti dall’art. 15 del D.Lgs. 81/08 s.m.i.

    Laddove la legislazione fornisce indicazioni specifiche sulle modalità di valutazione (ad es. rischi fisici, chimici, biologici, incendio, videoterminali, movimentazione manuale dei carichi, stress lavoro-correlato ecc.) si adotteranno le modalità indicate dalla legislazione stessa, avvalendosi anche delle informazioni contenute in banche dati istituzionali nazionali ed internazionali.

    In assenza di indicazioni legislative specifiche sulle modalità di valutazione, si utilizzeranno criteri basati sull’esperienza e conoscenza delle effettive condizioni lavorative dell’azienda e, ove disponibili, su strumenti di supporto, su dati desumibili da registro infortuni, profili di rischio, indici infortunistici, dinamiche infortunistiche, liste di controllo, norme tecniche, istruzioni di uso e manutenzione, ecc.

    Sulla base dei risultati della valutazione dei rischi, verranno definite per tipo ed entità le misure di prevenzione e protezione adeguate.

    Gli strumenti informativi di supporto in generale, ove utilizzati nel processo valutativo, verranno indicati nel MODULO 3 (colonna 4).

    In relazione al pericolo specifico individuato (colonna 3) e ai relativi strumenti di supporto (colonna 4), le misure di prevenzione e protezione attuate (scelte, tra quelle tecniche, organizzative, procedurali, DPI, di informazione, formazione e addestramento, di sorveglianza sanitaria, ove prevista) verranno indicate in colonna 5.

     

    4.4 - 4° Passo: Definizione del programma di miglioramento

    Le misure ritenute opportune per il miglioramento della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori dovranno essere indicate nella colonna 6.

    Completano il modulo i dati relativi all’incaricato/i della realizzazione (che può essere lo stesso datore di lavoro), delle misure di miglioramento (colonna 7) e la data di attuazione delle stesse (colonna 8). Per programma di miglioramento si intende il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza (fra le quali ad esempio il controllo delle misure di sicurezza attuate per verificarne lo stato di efficienza e di funzionalità).

    Da un punto di vista metodologico, ai fini della gestione dei rischi, è utile suddividere le misure di prevenzione e protezione previste per il piano di miglioramento, tra quelle tecniche, procedurali, organizzative, dispositivi di protezione individuali, formazione, informazione e addestramento, sorveglianza sanitaria.

    Qualora il datore di lavoro lo ritenga opportuno ai fini di una migliore descrizione del processo di valutazione del rischio seguito e della gestione della attuazione delle misure di prevenzione e protezione, la modulistica indicata nei passi precedenti può essere ampliata con informazioni riportate in colonne aggiuntive.

     

    II

    MODULISTICA

    PER LA REDAZIONE DEL DOCUMENTO  DI  VALUTAZIONE DEI RISCHI

     

     

    Azienda .....................

    DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

     

    Realizzato secondo le procedure standardizzate

    ai sensi degli artt. 17, 28, 29 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i.

     

     

    Data (1) , ………….

     

    Firma

     

     

     

    Datore di lavoro: …………………………..

     

    RSPP ……………………………

     

    Medico Competente (ove nominato)………………………

    RLS/RLST …………………………..

    Documento di valutazione dei rischi elaborato sulla base delle

    istruzioni di compilazione previste dal D.M.

     

    (1) Il documento deve essere munito di "data certa" o attestata dalla sottoscrizione del documento, ai soli fini della prova della data, da parte del RSPP, RLS o RLST, e del medico competente, ove nominato. In assenza di MC o RLS o RLST, la data certa va documentata con PEC o altra forma prevista dalla legge.

     

     

    MODULO N. 1.1

     

    DESCRIZIONE GENERALE DELL’AZIENDA

    DATI AZIENDALI

     Ragione sociale……………………………………………………………………………

     Attività economica…………………………………………………………………………

     Codice ATECO (facoltativo)………………………………………………………………

     Nominativo del Titolare/Legale Rappresentante……………………….…………………

     Indirizzo della sede legale……………………………………………………………….

     Indirizzo del sito/i produttivo/i (esclusi i cantieri temporanei e mobili – Titolo IV D.Lgs.81/08) .……………………………………………………………………………………………

     

    SISTEMA DI PREVENZIONE E PROTEZIONE AZIENDALE

    Nominativo del Datore di Lavoro …………………………………………………………

    Indicare se svolge i compiti di SPP             Sì  [    ]                   No [    ]

     

     Nominativo del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi se diverso dal datore di lavoro..……………………………………………… interno   [   ]           esterno  [   ]

     

     Nominativi degli addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi, se presenti……………………………………………………………………………………

     

    Nominativi degli addetti al Servizio di Pronto Soccorso.....................................................

    ............................................................................................................................................

     

    Nominativi degli addetti al Servizio di Antincendio ed Evacuazione ...............................

    ...........................................................................................................................................

     

     Nominativo del Medico competente (ove nominato Vedi Nota (*))    …………………………………….

     

     Nominativo del RLS/RLST……………………………………………………………….

     

    Nota (*)

    Le aziende, nella persona del datore di lavoro o comunque nella persona del rappresentante legale, sono tenute alla nomina del medico competente aziendale nei casi previsti dal D. lgs. 81/08, quindi, la nomina, non è sempre obbligatoria.
    L’obbligatorietà scatta nel momento in cui i lavoratori siano esposti a rischi elevati quali, ad esempio, quello chimico, rumore, vibrazioni, movimentazione manuale carichi, esposizione ad amianto, piombo, agenti pericolosi.
    Rientrano nelle tipologie di lavoratori per le quali la nomina del medico aziendale è obbligatoria anche quelle dei video terminalisti ( con più di 20 ore a settimana davanti al monitor del computer) e lavori notturni.
    La presenza di uno o più rischi, non basta di per sé a far sì che l’Azienda sia obbligata a nominare il medico competente, dipende dal grado di rischio.
    Il grado di rischio sui luoghi di lavoro, dipende dal rapporto esistente fra esposizione al pericolo e il tempo di esposizione allo stesso.

     

    MODULO N. 1.2

     

    LAVORAZIONI AZIENDALI E MANSIONI

     

    Ciclo lavorativo/attività:________________________________

    1

    2

    3

    4

    5

    6

    Fasi del ciclo lavorativo/

    attività

    Descrizione Fasi

    Area/

    Reparto/Luogo di lavoro

     

    Attrezzature di lavoro – macchine, apparecchi, utensili, ed impianti (di produzione e servizio)

    Materie prime, semilavorati e sostanze impiegati e prodotti.

    Scarti di lavorazione

     

    Mansioni/

    Postazioni

     

               
               
               
               

     

     

     

    MODULO N. 2

     

     

    INDIVIDUAZIONE DEI PERICOLI PRESENTI IN AZIENDA

    1

    2

    3

    4

    5

    6

    Famiglia di pericoli

    Pericoli

    Pericoli presenti

    Pericoli non presenti

    Riferimenti legislativi

    Esempi di incidenti e di criticità

    Luoghi di lavoro:

    - al chiuso (anche in riferimento ai locali sotterranei art. 65)

    - all’aperto

    N.B.: Tenere conto dei lavoratori disabili art.63 comma2-3

    Stabilità e solidità delle strutture

    D.Lgs. 81/08 e s.m.i. (Allegato IV)

     Crollo di pareti o solai per cedimenti strutturali

     Crollo di strutture causate da urti da parte di mezzi aziendali

     

    Altezza, cubatura, superficie

     

     

    D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Allegato IV) e normativa locale vigente

     Mancata salubrità o ergonomicità legate ad insufficienti dimensioni degli ambienti

     

    Pavimenti, muri, soffitti, finestre e lucernari, banchine e rampe di carico

     

     

    D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Allegato IV)

     Cadute dall’alto

     Cadute in piano

     Cadute in profondità

     Urti

     

    Vie di circolazione interne ed esterne (utilizzate per : -raggiungere il posto di lavoro - fare manutenzione agli impianti)

     

     

    D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Allegato IV)

     Cadute dall’alto

     Cadute in piano

     Cadute in profondità

     Contatto con mezzi in movimento

     Caduta di materiali

     

    Vie e uscite di emergenza

     

     

    - D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Allegato IV) - DM 10/03/98 - Regole tecniche di prevenzione incendi applicabili - D. Lgs. 8/3/2006 n. 139, art. 15

     Vie di esodo non facilmente fruibili

     

    Porte e portoni

     

     

    - D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Allegato IV) - DM 10/03/98 - Regole tecniche di prevenzione incendi applicabili - D. Lgs.8/3/2006 n. 139, art. 15

     Urti, schiacciamento  Uscite non facilmente fruibili

     

    Scale

     

     

    - D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Allegato IV punto 1.7;Titolo IV capo II ; art.113)

    -DM 10/03/98

    - Regole tecniche di prevenzione incendi applicabili

    - D. Lgs. 8/3/2006 n. 139, art. 15

     Cadute;

     Difficoltà nell’esodo

     

    Posti di lavoro e di passaggio e luoghi di lavoro esterni

     

     

    - D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Allegato IV)

     Caduta, investimento da materiali e mezzi in movimento;

     esposizione ad agenti atmosferici

     

    Microclima

     

     

    - D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Allegato IV)

     Esposizione a condizioni microclimatiche non confortevoli  Assenza di impianto di riscaldamento

     Carenza di areazione naturale e/o forzata

     

    Illuminazione naturale e artificiale

     

     

    - D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Allegato IV) - DM 10/03/98 - Regole tecniche di prevenzione incendi applicabili - D. Lgs. 8/3/2006 n. 139, art. 15

     Carenza di illuminazione naturale

     Abbagliamento  Affaticamento visivo

     Urti

     Cadute

     Difficoltà nell’esodo

     

    Locali di riposo e refezione

     

     

    - D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Allegato IV) - Normativa locale vigente

     Scarse condizioni di igiene

     Inadeguata conservazione di cibi e bevande

     

    Spogliatoi e armadi per il vestiario

     

     

    - D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Allegato IV) - Normativa locale vigente

     Scarse condizioni di igiene

     Numero e capacità inadeguati

     Possibile contaminazione degli indumenti privati con quelli di lavoro

     

    Servizi igienico assistenziali

     

     

    - D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Allegato IV) - Normativa locale vigente

     Scarse condizioni di igiene;

     Numero e dimensioni inadeguati

     

    Dormitori

     

     

    - D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Allegato IV) - Normativa locale vigente - DM 10/03/98 - D. Lgs. 8/3/2006 n. 139, art. 15 - DPR 151/2011 All. I punto 66

     Scarsa difesa da agenti atmosferici

     Incendio

     

    Aziende agricole

     

     

    D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Allegato IV, punto 6)

     scarse condizioni di igiene;

     servizi idrici o igienici inadeguati

    Ambienti confinati o a sospetto rischio di inquinamento

    tubazioni, serbatoi, recipienti, silos. Pozzi neri, fogne, camini, fosse, gallerie, caldaie e simili. Scavi

     

     

    - D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Allegato IV punto 3, 4; Titolo XI ; artt. 66 e 121) - DM 10/03/98 - D. Lgs 8/3/2006 n. 139, art. 15 - DPR 177/2011

     Caduta in profondità

     Problematiche di primo soccorso e gestione dell’emergenza  Insufficienza di ossigeno

     Atmosfere irrespirabili

     Incendio ed esplosione

     Contatto con fluidi pericolosi

     Urto con elementi strutturali

     Seppellimento

    Lavori in quota

    Attrezzature per lavori in quota (ponteggi, scale portatili, trabattelli, cavalletti, piattaforme elevabili, ecc.)

     

     

    D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Titolo IV, capo II (ove applicabile); Art. 113; Allegato XX

     Caduta dall’alto

     Scivolamento  Caduta di materiali

    Impianti di servizio

    Impianti elettrici (circuiti di alimentazione degli apparecchi utilizzatori e delle prese a spina; cabine di trasformazione; gruppi elettrogeni, sistemi fotovoltaici, gruppi di continuità, ecc.;)

     

     

    - D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Tit III capo III) - DM 37/08 - D.Lgs 626/96 (Dir. BT) - DPR 462/01 - DM 13/07/2011 -DM 10/03/98 - Regole tecniche di prevenzione incendi applicabili - D. Lgs. 8/3/2006 n. 139, art. 15

     Incidenti di natura elettrica (folgorazione, incendio, innesco di esplosioni)

     

    Impianti radiotelevisivi, antenne, impianti elettronici (impianti di segnalazione, allarme, trasmissione dati, ecc. alimentati con valori di tensione fino a 50 V in corrente alternata e 120 V in corrente continua)

     

     

    - D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Tit. III capo III) - DM 37/08 - D.Lgs. 626/96 (Dir.BT)

     Incidenti di natura elettrica  Esposizione a campi elettromagnetici

     

    Impianti di riscaldamento, di climatizzazione, di condizionamento e di refrigerazione

     

     

    - D.lgs 81/08 s.m.i. (Tit. III capo I e III) - DM 37/08 - D.Lgs 17/10 - D.M. 01/12/1975 - DPR 412/93 - DM 17/03/03 - Dlgs 311/06 - D.Lgs. 93/00 - DM 329/04 - DPR 661/96 - DM 12/04/1996 - DM 28/04/2005 - DM 10/03/98 - RD 9/01/ 1927

     Incidenti di natura elettrica  Scoppio di apparecchiature in pressione

     Incendio

     Esplosione

     Emissione di inquinanti

     Esposizione ad agenti biologici

     Incidenti di natura meccanica (tagli schiacciamento, ecc)

     

    Impianti idrici e sanitari

     

     

    - D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Tit. III capo I) - DM 37/08 - D.Lgs 93/00

     Esposizione ad agenti biologici

     Scoppio di apparecchiature in pressione

     

    Impianti di distribuzione e utilizzazione di gas

     

     

    - D.Lg.s 81/08 s.m.i. (Tit. III capo I e III) - DM 37/08 - Legge n. 1083 del 1971 - D.Lgs. 93/00 - DM 329/04 - Regole tecniche di prevenzione incendi applicabili

     Incendio

     Esplosione

     Scoppio di apparecchiature in pressione

     Emissione di inquinanti

     

    Impianti di sollevamento (ascensori, montacarichi, scale mobili, piattaforme elevatrici, montascale)

     

     

    - D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Tit. III capo I e III) - DM 37/08 - DPR 162/99 - D.Lgs 17/10 - DM 15/09/2005

     Incidenti di natura meccanica (schiacciamento, caduta, ecc.)

     Incidenti di natura elettrica

    Attrezzature di lavoro - Impianti di produzione, apparecchi e macchinari fissi

    Apparecchi e impianti in pressione (es. reattori chimici, autoclavi, impianti e azionamenti ad aria compressa, compressori industriali, ecc., impianti di distribuzione dei carburanti)

     

     

    - D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Tit. III capo I) - D.Lgs. 17/2010 - D.Lgs. 93/2000 - DM 329/2004

     Scoppio di apparecchiature in pressione

     Emissione di inquinanti

     getto di fluidi e proiezione di oggetti

     

    Impianti e apparecchi termici fissi (forni per trattamenti termici, forni per carrozzerie, forni per panificazione, centrali termiche di processo, ecc.)

     

     

    -D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Tit. III capo I e III) - D.Lgs. 626/96 (Dir. BT) - D.Lgs. 17/2010 - D.Lgs. 93/00 -DM 329/04 - DM 12/04/1996 - DM 28/04/2005 - D. Lgs 8/3/2006 n. 139, art. 15

     Contatto con superfici calde

     Incidenti di natura elettrica  Incendio

     esplosione

     scoppio di apparecchiature in pressione

     emissione di inquinanti

     

    Macchine fisse per la lavorazione del metallo, del legno, della gomma o della plastica, della carta, della ceramica, ecc.; macchine tessili, alimentari, per la stampa, ecc. (esempi: Torni, Presse, Trapano a colonna, Macchine per il taglio o la saldatura, Mulini, Telai, Macchine rotative, Impastatrici, centrifughe, lavatrici industriali, ecc.) Impianti automatizzati per la produzione di articoli vari (ceramica, laterizi, materie plastiche, materiali metallici, vetro, carta, ecc.) Macchine e impianti per il confezionamento, l’imbottigliamento, ecc.

     

     

    - D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Tit III capo I e III; Tit. XI) - D.Lgs 17/2010

     Incidenti di natura meccanica (urti, tagli, trascinamento, perforazione, schiacciamenti, proiezione di materiale in lavorazione).

     Incidenti di natura elettrica  Innesco atmosfere esplosive

     Emissione di inquinanti

     Caduta dall’alto

     

    Impianti di sollevamento, trasporto e movimentazione materiali (gru, carri ponte, argani, elevatori a nastro, nastri trasportatori, sistemi a binario, robot manipolatori, ecc)

     

     

    - D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Tit III capo I e III) - D.Lgs 17/2010

     Incidenti di natura meccanica (urto, trascinamento, schiacciamento)  Caduta dall’alto

     Incidenti di natura elettrica

     

    Impianti di aspirazione trattamento e filtraggio aria (per polveri o vapori di lavorazione, fumi di saldatura, ecc.)

     

     

    - D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Tit. III capo I e III; Tit. XI; Allegato IV, punto 4) - D.Lgs. 626/96 (BT) - D.Lgs. 17/2010

     Esplosione

     Incendio

     Emissione di inquinanti

     

    Serbatoi di combustibile fuori terra a pressione atmosferica

     

     

    - DM 31/07/1934 - DM 19/03/1990- DM 12 /09/2003

     Sversamento di sostanze infiammabili e inquinanti

     Incendio

     Esplosione

     

    Serbatoi interrati (compresi quelli degli impianti di distribuzione stradale)

     

     

    - Legge 179/2002 art. 19 - D.lgs 132/1992 - DM n.280/1987, - DM 29/11/2002 - DM 31/07/ 1934

     Sversamento di sostanze infiammabili e inquinanti

     Incendio

     Esplosione

     

    Distributori di metano

     

     

    DM 24/05/2002 e smi

     Esplosione  Incendio

     

    Serbatoi di GPL Distributori di GPL

     

     

    - D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Tit. III capo I) - D.Lgs 93/00 - DM 329/04 - Legge n.10 del 26/02/2011 - DM 13/10/1994 - DM 14/05/2004 - DPR 24/10/2003 n. 340 e smi

     Esplosione

     Incendio

    Attrezzature di lavoro - Apparecchi e dispositivi elettrici o ad azionamento non manuale trasportabili, portatili. Apparecchi termici trasportabili Attrezzature in pressione trasportabili

    Apparecchiature informatiche e da ufficio (PC, stampante, fotocopiatrice, fax, ecc.) Apparecchiature audio o video (Televisori Apparecchiature stereofoniche, ecc.) Apparecchi e dispositivi vari di misura, controllo, comunicazione (registratori di cassa, sistemi per controllo accessi, ecc.)

     

     

    D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Tit. III capo III) - D.Lgs. 626/96 (BT)

     Incidenti di natura elettrica

     

    Utensili portatili, elettrici o a motore a scoppio (trapano, avvitatore, tagliasiepi elettrico, ecc.)

     

     

    - D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Tit III capo I e III) - D.Lgs. 626/96 (BT) - D.Lgs. 17/2010

     Incidenti di natura meccanica

     Incidenti di natura elettrica  Scarsa ergonomia dell’attrezzature di lavoro

     

    Apparecchi portatili per saldatura (saldatrice ad arco, saldatrice a stagno, saldatrice a cannello, ecc)

     

     

    - D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Tit. III capo I e III: Tit. XI) - D.Lgs. 626/96 (BT) - DM 10/03/98 - D. Lgs.8/3/2006 n. 139, art. 15 - Regole tecniche di p.i. applicabili

     Esposizione a fiamma o calore  Esposizione a fumi di saldatura  Incendio

     Incidenti di natura elettrica  Innesco esplosioni

     Scoppio di bombole in pressione

     

    Elettrodomestici (Frigoriferi, forni a microonde, aspirapolveri, ecc)

     

     

    - D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Tit. III capo I e III) - D.Lgs 626/96 (BT) - D.Lgs 17/2010

     Incidenti di natura elettrica  Incidenti di natura meccanica

     

    Apparecchi termici trasportabili (Termoventilatori, stufe a gas trasportabili, cucine a gas, ecc.)

     

     

    -D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Tit. III capo I e III) -D.Lgs. 626/96 (BT) -D.Lgs 17/2010 DPR 661/96

     Incidenti di natura elettrica  Formazione di atmosfere esplosive

     Scoppio di apparecchiature in pressione

     Emissione di inquinanti

     Incendio

     

    Organi di collegamento elettrico mobili ad uso domestico o industriale (Avvolgicavo, cordoni di prolunga, adattatori, ecc.)

     

     

    -D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Tit III capo III) -D.Lgs 626/96 (BT)

     Incidenti di natura elettrica  Incidenti di natura meccanica

     

    Apparecchi di illuminazione (Lampade da tavolo, lampade da pavimento, lampade portatili, ecc.)

     

     

    D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Tit III capo III) D.Lgs 626/96 (BT)

     Incidenti di natura elettrica

     

    Gruppi elettrogeni trasportabili

     

     

    - D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Tit. III capo I e III) - D.Lgs. 626/96 (BT) - D.Lgs .17/2010 - DM 13/07/2011

     Emissione di inquinanti

     Incidenti di natura elettrica  Incidenti di natura meccanica

     Incendio

     

    Attrezzature in pressione trasportabili (compressori, sterilizzatrici , bombole, fusti in pressione, recipienti criogenici, ecc.)

     

     

    - D.lgs 81/08 s.m.i. (Titolo III capo I e III) - D.Lgs 626/96 (BT) - D.Lgs 17/2010 - D.Lgs 93/2000 - D.Lgs 23/2002

     Scoppio di apparecchiature in pressione

     Incidenti di natura elettrica  Incidenti di natura meccanica

     Incendio

     

    Apparecchi elettromedicali (ecografi, elettrocardiografi, defibrillatori, elettrostimolatori, ecc.)

     

     

    - D.lgs 81/08 s.m.i. (Tit. III capo I e III) - D.Lgs 37/2010

     Incidenti di natura elettrica

     

    Apparecchi elettrici per uso estetico (apparecchi per massaggi meccanici, depilatori elettrici,lampade abbronzanti, elettrostimolatori, ecc.)

     

     

    - D.lgs 81/08 s.m.i. (Tit. III capo I e III) - DM 110/2011

     Incidenti di natura elettrica

    Attrezzature di lavoro - Altre attrezzature a motore

    Macchine da cantiere (escavatori, gru, trivelle, betoniere, dumper, autobetonpompa, rullo compressore,ecc.)

     

     

    - D.lgs 81/08 s.m.i. (Tit. III capo I e III) - D.Lgs 17/2010

     Ribaltamento  Incidenti di natura meccanica

     Emissione di inquinanti

     

    Macchine agricole (Trattrici, Macchine per la lavorazione del terreno, Macchine per la raccolta, ecc.)

     

     

    - D.lgs 81/08 s.m.i. (Tit. III capo I) - DM 19/11/2004 - D.Lgs 17/2010

     Ribaltamento  Incidenti di natura meccanica

     Emissione di inquinanti

     

    Carrelli industriali (Muletti, transpallett, ecc.)

     

     

    - D.lgs 81/08 s.m.i. (Tit. III capo I e III) - D.Lgs 626/96 (BT) - D.Lgs 17/2010

     Ribaltamento  Incidenti di natura meccanica

     Emissione di inquinanti

     Incidenti stradali

     

    Mezzi di trasporto materiali (Autocarri, furgoni, autotreni, autocisterne, ecc.)

     

     

    - D.lgs 30 aprile 1992, n. 285 - D.lgs. 35/2010,

     Ribaltamento  Incidenti di natura meccanica

     Sversamenti di inquinanti

     

    Mezzi trasporto persone (Autovetture, Pullman, Autoambulanze, ecc.)

     

     

    D.Lgs. 30 aprile 1992, n.285

     Incidenti stradali

    Attrezzature di lavoro - Utensili manuali

    Martello, pinza, taglierino, seghetti, cesoie, trapano manuale, piccone, ecc.

     

     

    D.lgs 81/08 s.m.i. (Titolo III capo I)

     Incidenti di natura meccanica

    Scariche atmosferiche

    Scariche atmosferiche

     

     

    - D.lgs. 81/08 s.m.i. (Tit. III capo III) - DM 37/08 - DPR 462/01

     Incidenti di natura elettrica (folgorazione)

     Innesco di incendi o di esplosioni

    Lavoro al videoterminale

    Lavoro al videoterminale

     

     

    D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Titolo VII ; Allegato XXXIV)

     Posture incongrue, movimenti ripetitivi.

     Ergonomia del posto di lavoro  Affaticamento visivo

    Agenti fisici

    Rumore

     

     

    D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Titolo VIII, Capo I ;Titolo VIII, Capo II)

     Ipoacusia

     Difficoltà di comunicazione  Stress psicofisico

     

    Vibrazioni

     

     

    D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Titolo VIII, Capo I ;Titolo VIII, Capo III)

     Sindrome di Raynaud

     Lombalgia

     

    Campi elettromagnetici

     

     

    D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Titolo VIII, Capo I; TitoloVIII, Capo IV)

     Assorbimento di energia e correnti di contatto

     

    Radiazioni ottiche artificiali

     

     

    D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Titolo VIII, Capo I; Titolo VIII, Capo V)

     Esposizione di occhi e cute a sorgenti di radiazioni ottiche di elevata potenza e concentrazione

     

    Microclima di ambienti severi infrasuoni, ultrasuoni, atmosfere iperbariche

     

     

    D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Titolo VIII, Capo I)

     Colpo di calore

     Congelamento  Cavitazione

     Embolia

    Radiazioni ionizzanti

    Raggi alfa, beta, gamma

     

     

    D.Lgs. 230/95

     Esposizione a radiazioni ionizzanti

    Sostanze pericolose

    Agenti chimici (comprese le polveri

     

     

    - D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Titolo IX, Capo I; Allegato IV punto 2) - RD 6/5/1940, n. 635 e s.m.i.

     Esposizione per contatto, ingestione o inalazione.

     Esplosione

     Incendio

     

    Agenti cancerogeni e mutageni

     

     

    D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Titolo IX, Capo II)

     Esposizione per contatto, ingestione o inalazione.

     

    Amianto

     

     

    D.Lgs. 81/08 (Titolo IX, Capo III)

     Inalazione di fibre

    Agenti biologici

    Virus, batteri, colture cellulari, microrganismi, endoparassiti

     

     

    D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Titolo X)

     Esposizione per contatto, ingestione o inalazione

    Atmosfere esplosive

    Presenza di atmosfera esplosive (a causa di sostanze infiammabili allo stato di gas, vapori, nebbie o polveri)

     

     

    D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Titolo XI; Allegato IV punto 4)

     Esplosione

    Incendio

    Presenza di sostanze (solide, liquide o gassose) combustibili, infiammabili e condizioni di innesco (fiamme libere, scintille, parti calde, ecc.)

     

     

    - D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Titolo I, Capo III, sez. VI ; Allegato IV punto 4) - D.M. 10 marzo 1998 - D. Lgs 8/3/2006 n. 139, art. 15 - Regole tecniche di p.i. applicabili - DPR 151/2011

     Incendio

     Esplosioni

    Altre emergenze

    Inondazioni, allagamenti, terremoti, ecc.

     

     

    D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Titolo I, Capo III, sez. VI)

     Cedimenti strutturali

    Fattori organizzativi

    Stress lavoro-correlato

     

     

    - D.Lgs. 81/08 s.m.i. (art. 28, comma1 -bis) - Accordo europeo 8 ottobre 2004 - Circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 18/11/2010

     Numerosi infortuni/assenze  Evidenti contrasti tra lavoratori

     disagio psico-fisico

     calo d’attenzione,

     Affaticamento  isolamento

    Condizioni di lavoro particolari

    Lavoro notturno, straordinari, lavori in solitario in condizioni critiche

     

     

    D.Lgs. 81/08 s.m.i. art. 15, comma 1, lettera a)

     Incidenti causati da affaticamento

     Difficoltà o mancanza di soccorso

     Mancanza di supervisione

    Pericoli connessi all’interazione con persone

    Attività svolte a contatto con il pubblico (attività ospedaliera, di sportello, di formazione, di assistenza, di intrattenimento, di rappresentanza e vendita, di vigilanza in genere, ecc.)

     

     

    D.Lgs. 81/08 s.m.i. art. 15, comma 1, lettera a)

     Aggressioni fisiche e verbali

    Pericoli connessi all’interazione con animali

    Attività svolte in allevamenti, maneggi, nei luoghi di intrattenimento e spettacolo, nei mattatoi, stabulari, ecc.

     

     

    D.Lgs. 81/08 s.m.i. art. 15, comma 1, lettera a)

     Aggressione, calci, morsi, punture, schiacciamento, ecc.

    Movimentazione manuale dei carichi

    Posture incongrue

     

     

    D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Titolo VI Allegato XXXIII)

     Prolungata assunzione di postura incongrua

     

    Movimenti ripetitivi

     

     

    D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Titolo VI; Allegato XXXIII)

     Elevata frequenza dei movimenti con tempi di recupero insufficienti

     

    Sollevamento e spostamento di carichi

     

     

    D.Lgs. 81/08 s.m.i. (Titolo VI; Allegato XXXIII)

     Sforzi eccessivi

     Torsioni del tronco

     Movimenti bruschi

     Posizioni instabili

    Lavori sotto tensione

    Pericoli connessi ai lavori sotto tensione (lavori elettrici con accesso alle parti attive di impianti o apparecchi elettrici)

     

     

    D.Lgs. 81/08 s.m.i. (art. 82)

     Folgorazione

    Lavori in prossimità di parti attive di impianti elettrici

    Pericoli connessi ai lavori in prossimità di parti attive di linee o impianti elettrici

     

     

    D.Lgs. 81/08 s.m.i. ( art. 83 e Allegato I)

     Folgorazione

    ALTRO

     

     

     

       

     

    MODULO N. 3

    VALUTAZIONE RISCHI, MISURE DI PREVENZIONE e PROTEZIONE ATTUATE, PROGRAMMA DI MIGLIORAMENTO

     

    Valutazione dei rischi e misure attuate

    Programma di miglioramento

     

    1

    2

    3

    4

    5

    6

    7

    8

    N.

    Area/Reparto /Luogo di lavoro

    Mansioni/ Postazioni (1)

    Pericoli che determinano rischi per la salute e sicurezza (2)

    Eventuali strumenti di supporto

    Misure attuate

    Misure di miglioramento da adottare Tipologie di Misure Prev./Prot.

    Incaricati della realizzazione

    Data di attuazione delle misure di miglioramento

    1

     

     

     

     

     

     

     

     

    2

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    1) Le mansioni possono essere identificate anche mediante codice.

    2) Se necessario inserire la fase del ciclo lavorativo/attività

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Webmaster - Luciano Cazzulo - 25/12/2005 - Aggiornamento 10/01/2016