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    Aggravio nella procedura di liquidazione del credito da 730  nel  2014

     

    Per effetto delle previsioni contenute nel disegno di legge di Stabilità per il 2014, sarà l'Agenzia delle Entrate a prendersi in carico tutte le dichiarazioni modello 730 dalle quali emerga un credito superiore all'importo di 4.000 euro, ad effettuare i controlli preventivi e documentali sulla spettanza delle detrazioni per carichi di famiglia e a provvedere al rimborso delle somme spettanti.

     

    In caso di dichiarazione a credito, fino alla presentazione del modello 730/2013, sui redditi 2012, la procedura prevedeva che dopo la trasmissione, da parte direttamente del sostituto d’imposta o per il tramite di un CAF, era il sostituto d’imposta a provvedere direttamente in busta paga, generalmente nel mese di luglio per i dipendenti, ad effettuare il rimborso del credito emergente dalla dichiarazione.
    A seguito dell’emanazione dell’art. 18, commi da 1 a 4, della legge di Stabilità, al fine di contrastare l’erogazione di indebiti rimborsi dell’imposta sul reddito delle persone fisiche da parte dei sostituti d’imposta nell’ambito dell’assistenza fiscale di cui al D.Lgs. n. 241/1997 (c.d. "Visto pesante"), nonché di quelli di cui all’art. 51-bis, D.L. n. 69/2013 (riguardante l’ampliamento della possibilità di utilizzare il modello 730 anche ai contribuenti senza sostituto d’imposta), sarà invece compito dell’Agenzia delle Entrate prendersi in carico di tutte le dichiarazioni modello 730 dalle quali emerge un credito superiore all’importo di 4.000 euro, effettuare i controlli preventivi e documentali sulla spettanza delle detrazioni per carichi di famiglia, entro 6 mesi dalla scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione o dalla data di trasmissione, ove successiva, e provvedere al rimborso delle somme spettanti.
    Per quanto riguarda la soglia di 4.000 euro si deve intendere che tale credito possa scaturire anche, eventualmente, dal riporto di crediti scaturenti da dichiarazioni di annualità antecedenti. Inoltre, l’intero importo del credito (e non solo la soglia eccedente tale limite) sarà oggetto di rimborso da parte dell’Agenzia delle Entrate.
    Uno dei punti di maggior disappunto nei confronti della nuova norma riguarda la diluizione delle tempistiche che la stessa comporta: il modello 730 è stato da sempre scelto, in alternativa a UNICO, in quanto consentiva al contribuente di "monetizzare" un eventuale credito con tempistiche decisamente più rapide di quelle del modello UNICO. La legge di Stabilità, con l’introduzione dei controlli disposti, prevede un limite temporale di 6 mesi per l’Agenzia per effettuare i controlli: meglio sarebbe stato molto probabilmente definire il limite entro cui effettuare il rimborso.
    Così, a decorrere dalle dichiarazioni presentate il prossimo anno 2014, generalmente entro il 30 giugno, sui redditi generati nell’anno in corso (2013), l’Agenzia effettuerà i necessari controlli prima di potere liquidare le somme spettanti.

     

     

     

    SCADENZE  E  CODICI 

     

    Tipologia contribuente

    Imposta

    Codice Tributo

    Persone fisiche

    Irpef saldo

    4001

    Irpef acconto prima rata

    4033

    Irpef acconto seconda rata o acconto in unica soluzione

    4034

    Addizionale regionale

    3801

    Addizionale comunale

    3844

    Addizionale comunale acconto

    3843

    Società di capitali

    Ires saldo

    2003

    Ires acconto prima rata

    2001

    Ires acconto seconda rata o acconto in unica soluzione

    2002

    Tutti i contribuenti, se obbligati

    Iva annuale saldo

    6099

    Irap saldo

    3800

    Irap acconto prima rata

    3812

    Irap acconto seconda rata o acconto in unica soluzione

    3813

    Interessi pagamento dilazionato. Importi rateizzabili. Sezione Erario

    1668

    Soggetti obbligati al versamento dei contributi INPS

    IVS Artigiani – contributo a saldo/acconto in unica soluzione

    AP

    IVS Artigiani – contributo a saldo/acconto rateizzato

    APR

    IVS Commercianti – contributo a saldo/acconto in unica soluzione

    CP

    IVS Commercianti – contributo a saldo/acconto rateizzato

    CPR

    Professionisti iscritti alla gestione separata - contributo a saldo/acconto

    PXX

    Professionisti iscritti alla gestione separata - contributi rateizzati

    PXXR

     

    Si riporta di seguito la tabelle per la rateazione delle imposte nel 2013.

     

    NOTA: la parte sinistra della tabella (Senza Maggiorazione) si riferisce al piano di rateazione nel caso in cui la prima rata sia versata entro il 17 giugno 2013, la parte destra (Con Maggiorazione) si applica invece quando il pagamento della prima rata viene effettuato tra il 17 giugno ed il 16 luglio 2013, nel qual caso l'importo deve essere preventivamente maggiorato dello 0,40%.

     

    Contribuenti senza partita IVA:

     

    SENZA MAGGIORAZIONE

    CON MAGGIORAZIONE (*)

    RATA

    SCADENZA

    INTERESSI %

    SCADENZA

    INTERESSI %

    17 giugno

    0,00

    17 luglio

    0,00

    1° luglio

    0,14

    31 luglio

    0,14

    31 luglio

    0,47

    2 settembre

    0,47

    2 settembre

    0,80

    30 settembre

    0,80

    30 settembre

    1,13

    31 ottobre

    1,13

    31 ottobre

    1,46

    2 dicembre

    1,46

    2 dicembre

    1,79

    --

    --

    (*) L’importo da rateizzare deve essere preventivamente maggiorato dello 0,40 per cento.

     

    Contribuenti con partita IVA:

     

    SENZA MAGGIORAZIONE

    CON MAGGIORAZIONE (*)

    RATA

    SCADENZA

    INTERESSI %

    SCADENZA

    INTERESSI %

    17 giugno

    0,00

    17 luglio

    0,00

    16 luglio

    0,32

    20 agosto

    0,32

    20 agosto

    0,65

    16 settembre

    0,65

    16 settembre

    0,98

    16 ottobre

    0,98

    16 ottobre

    1,31

    18 novembre

    1,31

    18 novembre

    1,64

    --

    --

    (*) L’importo da rateizzare deve essere preventivamente maggiorato dello 0,40 per cento.

     

     

     

     

     

     

    IMPORTANTE:       Quanto sotto riportato è stato aggiornato a fine 2013 ma la continua modifica delle norme fa si che non sia mai aggiornato, pertanto alcuni valori o dati possono essere variati.

    Le presenti istruzioni sono valide per Mod 730 e unico PF anche se gli Esempi riguardano righi di Mod. 730.

     

    TUTTO QUELLO CHE SERVE PER  LA  COMPILAZIONE DEL MODELLO - UNICO PF o 730

     

    Tipologia di reddito

    Documento

    Reddito di lavoro dipendente e assimilato

    CUD

    Redditi di capitale

    Compensi di lavoro autonomo non derivanti da attività professionale

    Certificazione relativa ai redditi percepiti e alle ritenute subite

     

    Redditi diversi

    Certificazione relativa ai diversi redditi percepiti e alle ritenute subite

     

    Oneri e spese per i quali è richiesta una detrazione d’imposta

     

    in presenza di oneri e spese per le quali è richiesta la detrazione d’imposta, si deve effettuare:

    - una verifica documentale che consenta di controllare che l’entità della spesa riportata sul modello

    730 corrisponda a quanto riportato sulla ricevuta, fattura o altra documentazione in possesso del

    contribuente;

    - una verifica relativa alla corretta applicazione delle disposizioni che disciplinano gli oneri.

    Il controllo riguarda anche la documentazione di oneri detraibili indicati nel CUD e ripresi nella

    dichiarazione, purché tale documentazione non sia in possesso esclusivamente del sostituto

    d’imposta.

    Riguardo alla documentazione bisogna controllare:

    - che il pagamento sia stato effettuato nel corso del 2012, ad eccezione di spese sostenute in anni

    precedenti, per le quali è prevista la rateizzazione;

    - che il documento di spesa sia intestato al contribuente che espone in dichiarazione tale onere, ad

    eccezione di alcune tipologie di spese (spese sanitarie, spese per l’acquisto di veicoli per disabili,

    di cane guida per i non vedenti, dei premi di assicurazione, delle spese per frequenza di corsi di

    istruzione secondaria e universitaria, della retta per la frequenza degli asilo nido) per le quali si

    può usufruire della detrazione anche se la spesa è stata sostenuta nell’interesse delle persone

    fiscalmente a carico.

    Inoltre, è possibile beneficiare della detrazione d’imposta anche per i contributi versati per il riscatto

    del corso di laurea dei familiari fiscalmente a carico.

    Riguardo agli oneri sostenuti per i familiari che risultano a carico (che sono riportati nell’apposito

    quadro familiari a carico della dichiarazione anche con percentuale di detrazione pari a zero), il CAF

    non deve effettuare alcuna verifica sull’esistenza della qualità di familiare a carico, ma deve

    verificare i requisiti oggettivi di detti oneri (Circolare 20.04.2005 n. 15, risposta 1).

    Quando l’onere è sostenuto per i figli la detrazione spetta al genitore al quale è intestato il

    documento (Circolare 3.05.1996 n. 108, risposta 2.4.6).

    Quando il documento è intestato ai figli fiscalmente a carico la detrazione deve essere suddivisa tra

    i genitori in relazione al loro effettivo sostenimento. In questo caso sul documento di spesa

    dovranno essere indicate le percentuali di spettanza della detrazione, ove diversa dal 50%.

    L’importo delle spese da indicare nei diversi righi è comprensivo, quando presente, di IVA o del

    costo del bollo applicato.

    Con Risoluzione 18.11.2008 n. 444 è stato precisato che il contribuente che riceve una fattura o una

    ricevuta medica senza bollo può portare in detrazione le spese relative alla imposta di bollo solo se

    paga il tributo al posto del professionista, sia per inadempienza di quest’ultimo, provvedendo quindi

    a sanare un atto irregolare, sia per esplicito accordo tra le parti.

    Al di fuori di questa ipotesi, il contribuente non è legittimato ad includere l’importo corrispondente

    all’imposta di bollo nell’ammontare delle spese sostenute per le quali le norme del TUIR consentono

    la relativa detrazione.

    Ovviamente, se uno dei due coniugi è fiscalmente a carico dell’altro, quest’ultimo può sempre

    considerare l’intera spesa sostenuta, ai fini del calcolo della detrazione o della deduzione.

    Attenzione: la suddivisione, tra i genitori, della detrazione per figli a carico non ha alcuna influenza

    sulla suddivisione degli oneri.

     

    Tipologia onere

    Soggetto al quale spetta la detrazione

    Spese sanitarie

    Contribuente (per spese sostenute per se e per familiari a carico)

    Spese sanitarie per patologie esenti

    Contribuente (per spese relative a familiari non fiscalmente a carico,

    per la parte che non trova capienza nell’imposta da questi ultimi

    dovuta)

    Acquisto veicoli per disabili, cane

    guida per non vedenti

    Contribuente (per spese sostenute per se e per familiari a carico)

    Interessi passivi

    Contribuente (per i mutui stipulati dopo il 1993, anche per la quota

    del coniuge a carico se comproprietario e contitolare del mutuo)

    Interessi passivi

    Solo contribuente

    Assicurazioni

    Contribuente (per spese sostenute per se e per familiari a carico)

    Spese istruzione

    Contribuente (per spese sostenute per se e per familiari a carico)

    Spese funebri

    Contribuente (se la fattura è intestata ad uno solo degli eredi, gli altri

    eredi che hanno sostenuto la spesa possono attestare la

    percentuale di spesa a loro attribuita direttamente sulla fattura)

    Spese per addetti alla assistenza

    personale

     

    Contribuente per spese sostenute per se e per familiari anche non

    fiscalmente a carico

    Spese per attività sportive per ragazzi

    Contribuente per se (se di età compresa tra i 5 e 18 anni) e per i

    familiari fiscalmente a carico di età compresa tra 5 e 18 anni

    Altri oneri Spese per intermediazione immobiliare

    Solo contribuente

    Altri oneri

    Spese per canoni di locazione studenti

    universitari fuori sede

    Contribuente (per spese sostenute per se e per familiari a carico)

     

    Altri oneri

    Solo contribuente

    Altri oneri

    Contributi per riscatto laurea

    Contribuente per spese sostenute per familiari a carico

    Altri oneri

    Spese sostenute per il pagamento

    di rette per la frequenza di asili nido

    Contribuente anche se la documentazione è intestata al coniuge

     

    Spese sanitarie   Art. 15, comma 1, lettera c) del TUIR

    Le spese sanitarie sono detraibili se sostenute dal contribuente per se stesso o per i propri

    familiari a carico (Art. 15, comma 2, del TUIR).

    Le spese sanitarie per le quali compete la detrazione d’imposta nella misura del 19%,

    limitatamente all’ammontare che eccede complessivamente euro 129,11, sono quelle sostenute

    per:

    - prestazioni rese da un medico generico (comprese quelle di medicina omeopatica);

    - acquisto di medicinali (anche omeopatici);

    - prestazioni specialistiche;

    - analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni, terapie;

    - prestazioni chirurgiche;

    - ricoveri per degenze e ricoveri collegati a interventi chirurgici;

    - trapianto di organi;

    - cure termali (escluse le spese di viaggio e soggiorno);

    - acquisto o affitto di protesi sanitarie;

    - acquisto o affitto di attrezzature sanitarie.

    Se le spese sopraelencate sono state sostenute nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale la

    detrazione compete per l’importo del ticket pagato.

    L’Amministrazione Finanziaria, con Circolare 6.02.1997 n. 25, ha chiarito che ove risulti dubbio

    l’inquadramento di una spesa in una delle tipologie elencate nell’art 15, comma 1 lettera c) del

    TUIR, occorre fare riferimento ai provvedimenti del Ministero della sanità che contengono l’elenco

    delle specialità farmaceutiche, delle protesi e delle prestazioni specialistiche.

    Sono inoltre detraibili, nella stessa misura, le spese di assistenza specifica relative a:

    - assistenza infermieristica e riabilitativa (es: fisioterapia, kinesiterapia, laserterapia, ecc.);

    - prestazioni rese da personale in possesso della qualifica professionale di addetto

    all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato

    all’assistenza diretta della persona;

    - prestazioni rese da personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo;

    - prestazioni rese da personale con la qualifica di educatore professionale;

    - prestazioni rese da personale qualificato addetto ad attività di animazione e/o di terapia

    occupazionale.

    Le spese mediche intestate al genitore e sostenute per il figlio, che nel corso dell’anno ha

    percepito redditi superiori al limite previsto per essere considerato a carico, non danno diritto alla

    detrazione: né alla persona che ha sostenuto l’onere, né alla persona che ha beneficiato della

    prestazione (Circolare 14.06.2001 n. 55, risposta 1.2.4).

    Tra le spese sanitarie detraibili rientrano anche quelle relative ad una persona deceduta, se

    sostenute dagli eredi dopo il suo decesso, anche se non era un familiare a carico (Circolare

    1.06.1999 n.122, risposta 1.1.4).

    Sono detraibili, inoltre, le spese sanitarie sostenute nell'interesse di familiari affetti da patologie

    che danno diritto all'esenzione dal ticket sanitario, anche se non fiscalmente a carico (Circolare

    20.04.2005 n. 15, risposta 5). Tale beneficio spetta con riferimento alle sole spese correlate alle

    suddette patologie, limitatamente all'importo massimo annuo di euro 6.197,48 e per la sola parte

    di spesa che non trova capienza nell’IRPEF dovuta dal soggetto malato.

    Le spese mediche sostenute all’estero seguono lo stesso regime previsto per quelle sostenute in

    Italia; anche per queste spese è necessaria una documentazione dalla quale sia possibile

    ricavare le medesime indicazioni sopra riportate tenendo conto di quanto precisato con Circolare

    4.04.2008 n. 34, risposta 6.1.

    In questo ambito, come indicato dalla Circolare 1.06.1999 n. 122, risposta 1.1.10, non risultano

    però detraibili le spese relative al trasferimento ed al soggiorno all’estero (anche se dovuto a gravi

    motivi di salute).

    Se la documentazione è in lingua straniera è necessaria la traduzione, che può essere eseguita

    dallo stesso contribuente se trattasi di documentazione scritta in inglese, francese, tedesco e

    spagnolo. In caso contrario è necessaria una traduzione giurata.

    Sono esentati dalla traduzione i contribuenti residenti in Valle d’Aosta per la documentazione

    scritta in francese, quelli residenti a Bolzano se la documentazione è scritta in tedesco e quelli

    residenti nella Regione Friuli Venezia Giulia se la documentazione è redatta in sloveno e qualora il

    contribuente appartenga alla minoranza slovena.

    Per poter esercitare il diritto alla detrazione di spese sanitarie è necessario che le stesse siano

    state effettivamente sostenute e quindi rimaste a carico del contribuente. A tal fine si considerano

    tali anche le spese sanitarie:

    - rimborsate per effetto di premi di assicurazioni sanitarie versati dal contribuente;

    - rimborsate a fronte di assicurazioni sanitarie stipulate dal sostituto d’imposta o pagate dallo

    stesso con o senza trattenuta a carico del dipendente. L’indicazione dei premi pagati dal

    sostituto o dal dipendente per tali assicurazioni è segnalato nel CUD (es. al punto 133 del CUD 2013 o

    131 del CUD 2012).

    In queste ipotesi la detrazione delle spese viene comunque riconosciuta, anche a fronte di un

    rimborso assicurativo, in quanto i premi versati non hanno determinato alcun beneficio fiscale in

    termini di detrazione d’imposta o di deduzione dal reddito.

    A tale proposito è importante richiamare la Risoluzione 11.07.2008 n. 293, con la quale è stata

    prevista la deducibilità dei contributi versati dai pensionati a Casse di assistenza sanitaria istituite

    da appositi accordi collettivi, che prevedono la possibilità per gli ex lavoratori, che a tali Casse

    hanno aderito durante il rapporto di lavoro, di rimanervi iscritti anche dopo la cessazione del

    rapporto di lavoro, continuando a corrispondere in proprio il contributo previsto senza alcun onere

    a carico del datore di lavoro. Ai fini del riconoscimento della deducibilità dei contributi sono stati

    confermati i principi espressi nella Risoluzione 23.05.2003 n. 114.

    Resta, invece, confermata la indeducibilità della quota dei contributi versati da parte degli ex

    lavoratori qualora il meccanismo di funzionamento del fondo preveda, in favore del pensionato, un

    versamento contributivo anche da parte dell’ex datore di lavoro e non sia possibile rinvenire un

    collegamento diretto tra il versamento stesso e la posizione di ogni singolo pensionato (ad

    esempio situazione del FASI - Risoluzione 28.05.2004 n. 78), con la conseguenza che le spese

    sanitarie sostenute, anche se rimborsate, in tutto o in parte, dal Fondo di appartenenza risultano

    detraibili/deducibili. In linea con tale orientamento è stato anche precisato che, qualora il FASI,

    per effetto dei contributi versati, rimborsi al dirigente in pensione anche le spese mediche

    sostenute dal familiare non a carico, dette spese sono detraibili/deducibili da parte dello stesso

    familiare che le ha sostenute (Circolare 23.04.2010 n. 21, risposta 4.8).

    Diversamente, qualora i contributi versati risultino deducibili, il pensionato non può fruire della

    detrazione di cui all’articolo 15, comma 1, lettera c), del TUIR, per la parte di spese che vengono

    rimborsate dal fondo di assistenza, fatto salvo quanto previsto nel caso in cui i contributi versati

    siano superiori ad euro 3.615, 20. In merito è opportuno riportare anche quanto precisato con la

    Circolare 19.06.2002 n. 54, risposta 7: “ … Pertanto qualora i contributi e i premi di assicurazione

    versati dal contribuente risultino detraibili dall’imposta o deducibili dal suo reddito complessivo,

    per le spese sanitarie sostenute e rimborsate per effetto di tali assicurazioni il contribuente non

    potrà beneficiare della detrazione stabilita dalla citata lettera c) dell’art. 15. La disposizione in

    esame subordina la possibilità di detrarre le spese sanitarie rimborsate alla circostanza che per i

    contributi e premi di assicurazione versati dal contribuente competa o meno la detraibilità o la

    deducibilità. Non appare pertanto rilevante la circostanza che il contribuente si sia o meno

    effettivamente avvalso per i contributi in parola delle agevolazioni fiscali spettanti”.

    Per completezza si segnala che la richiamata risoluzione n.114/2003 ha individuato, come rigo

    destinato ad accogliere il contributo versato dal pensionato alla cassa, quello che accoglie gli altri

    oneri deducibili che, fra gli altri, includono anche le “somme che non avrebbero dovuto concorrere

    a formare i redditi di lavoro dipendente e assimilati e che invece sono state assoggettate a

    tassazione”.

    Inoltre, con la Risoluzione 8.03.2007 n. 35, è stato precisato che le spese rimborsate dal “Fondo di

    Previdenza per il personale del Ministero delle Finanze” non sono detraibili in quanto le entrate

    che alimentano tale fondo derivano da trattenute sulle vincite al gioco del lotto, da donazioni e

    liberalità, e quindi poiché tali entrate (che rappresentano i premi assicurativi) non concorrono alla

    formazione del reddito degli iscritti, la fattispecie in esame non corrisponde a nessuna delle due

    predette ipotesi.

    Non si considerano invece rimaste a carico del contribuente:

    - le spese, nel caso dei danni arrecati alla persona da terzi, risarcite dal danneggiante o da

    altri per suo conto;

    - le spese rimborsate a fronte di contributi per assistenza sanitaria versati dal sostituto

    d’imposta o dallo stesso contribuente ad enti e casse aventi esclusivamente fine

    assistenziale in conformità a disposizioni di contratti o di accordi o di regolamenti aziendali

    che, fino ad un importo di euro 3.615,20, non hanno concorso a formare il reddito

    imponibile. I contributi sono riportati nel CUD (es. al punto 131 del CUD 2013 o 129 del CUD 2012). In

    questi casi è comunque ammessa in detrazione la differenza tra la spesa sostenuta e la

    quota rimborsata.

    Nelle ipotesi in cui i contributi versati risultino di ammontare superiore all’importo di euro

    3.615,20, è possibile portare in detrazione, oltre alla somma non rimborsata, anche una quota

    parte di quella rimborsata in misura proporzionale all’importo dei contributi versati in eccedenza

    rispetto al suddetto limite di euro 3.615,20. La presenza di tali contributi versati in misura

    eccedente è desumibile dalle annotazioni del CUD (es. 2013 o del CUD 2012 (codice AU)).

    Esempio:

    importo dei contributi versati       € 5.000

    spese mediche sostenute          € 10.000

    spese rimborsate                       € 8.000

    In questo caso le spese ammesse in detrazione sono pari a 4.216 euro. Infatti, con la Circolare

    1.06.1999 n. 122, risposta 1.1.2 e la Circolare 12.06.2002 n. 50, risposta 6.1, è stato precisato che

    oltre all’importo non rimborsato di 2.000 euro è ammessa in detrazione anche la quota delle

    spese rimborsate nella misura risultante dal rapporto tra l’eccedenza dei contributi versati rispetto

    al limite di 3.615,20 euro e l’importo complessivo dei contributi 1.384,80 euro (27,70%) e cioè

    2.216 euro (27,70% di 8.000 euro). Ovviamente in queste ipotesi la detrazione non viene

    riconosciuta, se non nei limiti sopra evidenziati, in quanto i contributi versati hanno già

    determinato un beneficio fiscale, essendo già stati esclusi dal reddito di lavoro dipendente dal

    datore di lavoro.

    Si segnala che, a seguito di quanto previsto dall’articolo 1, comma 64, della Finanziaria 2007, gli

    enti e le casse aventi esclusivamente fine assistenziale devono comunicare all’anagrafe tributaria

    gli elenchi dei soggetti ai quali sono state rimborsate le spese sanitarie per effetto dei contributi

    versati di cui all’articolo 51, comma 2, lettera a) del TUIR.

    Di seguito sono indicate le diverse tipologie di spese sanitarie detraibili e la documentazione che

    deve essere richiesta e visionata. Questi importi sono indicati nelle annotazioni del CUD (es. 2013 e

    del CUD 2012), con i rispettivi codici o alla voce “importo delle spese mediche inferiore alla

    franchigia”.

    Spese sanitarie indicate nel rigo E1    Art. 15, comma 1, lettera c, del TUIR

    Spese mediche generiche e acquisto di farmaci (anche omeopatici)

    Le spese mediche in argomento sono quelle inerenti prestazioni rese da un medico “generico”,

    oppure quelle rese da un medico specialista in branca diversa da quella correlata alla prestazione.

    Inoltre vi rientrano le spese per il rilascio di certificati medici per usi sportivi (sana e robusta

    costituzione), per la patente, ecc..

    Va infatti sottolineato che le spese mediche sono considerate tali a prescindere dal luogo o dal

    fine per il quale vengono effettuate (Circolare 3.05.1996 n. 108, risposta 2.4.2).

    Tale principio è da ritenere applicabile anche a seguito dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle

    entrate in materia di esenzione Iva, nella Circolare 28.01.2005 n. 4, dove sono stati recepiti gli

    orientamenti della Corte di Giustizia Europea. Pertanto, a titolo di esempio, le spese sostenute per

    perizie medico-legali sono comunque detraibili sebbene non più soggette all’esenzione da Iva.

    Le spese per l’acquisto di farmaci sono quelle relative a:

    - specialità medicinali

    - farmaci

    - medicinali omeopatici.

    I prodotti sopra descritti devono comunque essere acquistati presso le farmacie, che sono le sole

    autorizzate alla vendita dei medicinali (Circolare 10.06.2004 n. 24, risposta 3.3).

    Fanno eccezione a questa regola i farmaci da banco e quelli da automedicazione che, a seguito

    del D.L. 223/2006, possono essere commercializzati presso i supermercati e tutti gli altri esercizi

    commerciali (esclusi gli alimentari).

    Le spese sanitarie relative all’acquisto di medicinali, effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2008 ,

    sono detraibili (o deducibili) se la spesa risulta certificata da fattura o da scontrino fiscale

    (cosiddetto “scontrino parlante”) in cui risultino specificati la natura, la qualità e la quantità dei

    prodotti acquistati nonché il codice fiscale del destinatario (Circolare 21.04.2009 n. 18, risposta 4).

    In merito alle indicazioni richieste nei documenti di certificazione della spesa riguardante l’acquisto

    di medicinali, con la Risoluzione 5.07.2007 n. 156 è stato precisato che relativamente alla natura

    del prodotto acquistato si ritiene sufficiente l’indicazione generica nello scontrino fiscale di

    “farmaco” o “medicinale”, al fine di escludere la detraibilità di prodotti attinenti ad altre categorie

    merceologiche disponibili in farmacia e, per qualità, la denominazione del farmaco

    Con riferimento alla natura del prodotto le diciture “farmaco” o “medicinale” possono essere

    indicate anche attraverso sigle e terminologie chiaramente riferifibili ai farmaci, quali “OTC”,

    “SOP”, “Omeopatico”, e abbreviazioni come “med” e “f.co”; anche la dicitura “TICKET” soddisfa

    l’indicazione della natura del prodotto acquistato per il quale, tra l’altro, il contribuente non è più

    tenuto a conservare la fotocopia della ricetta rilasciata dal medico di base (Risoluzione 17.02.2010

    n. 10).

    Relativamente alla qualità del farmaco occorre inoltre evidenziare che l’Agenzia delle Entrate,

    tenendo conto delle indicazioni del Garante della privacy (Provvedimento del 29.04.2009), con la

    Circolare 30 luglio 2009 n. 40 , ha precisato che lo scontrino non dovrà più riportare in modo

    specifico la denominazione commerciale dei medicinali acquistati in quanto, in luogo di questa, è

    necessario indicare il numero di autorizzazione all’immissione in commercio (AIC).

    Anche per i medicinali omeopatici è necessaria l’indicazione del numero identificativo della qualità

    del prodotto (Circolare 23.04.2010 n. 21, risposta 4.7).

    Riepilogando, per poter fruire della detrazione/deduzione gli scontrini fiscali devono contenere:

    - natura e quantità dei medicinali acquistati;

    - codice alfanumerico posto sulla confezione di ogni medicinale;

    - codice fiscale del destinatario.

    Anche per l’acquisto di medicinali preparati in farmacia (preparazioni galeniche) è necessario

    che la spesa sostenuta risulti certificata con documenti contenenti l’indicazione della natura

    (“farmaco” o “medicinale”), qualità (in questo caso preparazione galenica), quantità e codice

    fiscale del destinatario. Se per tali medicinali la farmacia incontra difficoltà nell’emettere scontrini

    fiscali parlanti è necessario ricorrere all’emissione della fattura (Risoluzione 12.08.09 n. 218).

    A seguito dell’introduzione dei nuovi, e più stringenti, obblighi concernenti la certificazione delle

    spese, non è possibile integrare le indicazioni da riportare sullo scontrino con altra

    documentazione, come ad esempio, la prescrizione medica, che, conseguentemente, non è più

    necessario conservare.

    Con la Risoluzione 22.10.2008 n. 396, in relazione ad un quesito riguardante la possibilità di portare

    in detrazione scontrini fiscali riportanti la dicitura “parafarmaco”, emessi in relazione all’acquisto di

    integratori alimentari, prodotti fitoterapici, colliri e pomate, l’Agenzia delle Entrate ha escluso,

    richiamando, limitatamente agli integratori alimentari, anche una precedente Risoluzione del

    20.06.2008 n. 256, la detraibilità o deducibilità della spesa.

    Le spese sostenute per l’acquisto di prodotti curativi naturali – che non sono medicinali – non

    danno invece diritto alla detrazione neppure se l’acquisto è avvenuto in farmacia. Precisazioni a

    riguardo sono state fornite con la Risoluzione 22.10.2008 n. 396, per i prodotti fitoterapici e per altri

    prodotti qualificati come parafarmaci.

    Analoghe considerazioni valgono per gli integratori alimentari che, ancorchè assunti a scopo

    terapeutico su prescrizione di un medico specialista in ragione della loro composizione, si

    qualificano come prodotti appartenenti all’area alimentare e, di conseguenza, non possono essere

    equiparati ai medicinali, né alle altre categorie di spese sanitarie per le quali è riconosciuta la

    deduzione o la detrazione d’imposta ai sensi degli artt. 10, comma 1, lett. b) e 15, comma 1, lett.

    c), del TUIR (Risoluzione 20.06.2008 n. 256).

    Documentazione

    Tipologia

    Documenti

    prescrizione medica (anche omeopatici)

    Farmaci acquistabili presso farmacie

    senza prescrizione medica cosiddetti

    “farmaci da banco” (anche omeopatici)

    Farmaci acquistabili presso

    supermercati ed altri esercizi

    commerciali senza prescrizione

    medica cosiddetti “farmaci da banco”

    (anche omeopatici)

    Fattura o scontrino fiscale (cosiddetto parlante) in cui devono

    essere specificati la natura, qualità (codice alfanumerico) e la

    quantità del prodotto acquistato nonché il codice fiscale del

    destinatario

     

    Prestazioni rese da medici generici

    (anche omeopati)

    Ricevuta fiscale o fattura rilasciata dal medico

    Certificati medici per usi sportivi,

    per la patente, per apertura e

    chiusura malattie o infortuni, per

    pratiche assicurative e legali

    Ricevuta fiscale o fattura rilasciata dal medico

     

    Prestazioni mediche specialistiche e analisi, indagini radioscopiche, ricerche e

    applicazioni, terapie

    Art. 15, comma 1, lettera c, del TUIR

    Le spese mediche specialistiche sono quelle rese da un medico specialista (in possesso del

    diploma di specializzazione rilasciato da un’università) nella particolare branca cui attiene la

    specializzazione (Circolare 23.04.1981 n. 14, parte seconda). Anche le spese per cure

    odontoiatriche sono detraibili se relative a prestazioni rese da un odontoiatra nell’ambito della

    propria specializzazione. Detraibili, anche senza prescrizione medica, le spese sostenute per le

    prestazioni rese da psicologi e psicoterapeuti per finalità terapeutiche (Circolare 18.05.2011 n. 20,

    risposta 6.15).

    Sono altresì da ricomprendere tra le spese specialistiche, se eseguite in centri autorizzati e sotto

    la responsabilità tecnica di uno specialista, i seguenti esami e terapie, quali ad esempio:

    - esami di laboratorio

    - controlli ordinari sulla salute della persona, ricerche e applicazioni

    - elettrocardiogrammi, ecocardiografia

    - elettroencefalogrammi

    - T.A.C. (tomografia assiale computerizzata)

    - risonanza magnetica nucleare

    - ecografie

    - indagini laser

    - ginnastica correttiva

    - ginnastica di riabilitazione degli arti e del corpo

    - chiroterapia

    - seduta di neuropsichiatria

    - dialisi

    - cobaltoterapia

    - iodio-terapia

    - anestesia epidurale, inseminazione artificiale, amniocentesi, villo centesi, altre analisi di

    diagnosi prenatale (Circolare 3.05.1996 n. 108, risposta 2.4.3).

    Rientrano (Circolare 16.11.2000 n. 207) nella categoria delle spese in esame quelle di assistenza

    specifica, intendendosi per tali i compensi erogati a personale paramedico abilitato (infermieri

    professionali), ovvero a personale autorizzato ad effettuare prestazioni sanitarie specialistiche (ad

    esempio: prelievi ai fini di analisi, applicazioni con apparecchiature elettromedicali, esercizio di

    attività riabilitativa).

    Diversamente da quanto indicato in precedenti circolari (Circolare 12.05.2000 n. 95, risposta 1.1.5,

    Circolare 18.05.2006 n. 17, risposta 1 e Circolare 1.07.2010 n. 39, risposta 3.2), l’Agenzia delle

    Entrate, con la Circolare 1.06.2012 n. 19, risposta 2.2, tenuto conto delle precisazioni fornite dal

    Ministero della Salute, ha precisato che possono essere ammese in detrazione le spese sostenute

    per le prestazioni sanitarie rese alla persona dalle figure professionali elencate nel D.M. 29 marzo

    2001, anche senza una specifica prescrizione medica. Ai fini della detrazione, dal documento di

    certificazione del corrispettivo rilasciato dal professionista sanitario devono risultare la relativa

    figura professionale e la descrizione della prestazione saniatria resa.

    Le prestazioni chiropratiche necessitano della prescrizione medica ai fini della relativa detraibilità

    ed inoltre è richiesto che le stesse siano eseguite in centri all’uopo autorizzati e sotto la

    responsabilità tecnica di uno specialista (Circolare 18.05.2006 n. 17, risposta 1).

    Tali indicazioni, in assenza dell’effettiva operatività del registro dei dottori in chiropratica (art. 2,

    comma 355, legge 24.12.2007 n. 244 – legge finanziaria per il 2008), sono state ribadite

    all’Agenzia delle Entrate con la Circolare 23.04.2010 n. 21, risposta 4.6.

    Sono inoltre da ascrivere alla categoria delle spese specialistiche quelle sostenute per la

    redazione di una perizia medico-legale (Circolare 12.05.2000 n. 95, risposta 1.1.4), oltre che,

    naturalmente, le eventuali spese mediche ad essa finalizzate, quali le spese sostenute per visite

    mediche, analisi, indagini radioscopiche, ecc..

    Rientrano nella tipologia delle spese in argomento anche quelle relative alle cure termali, con

    eccezione naturalmente delle spese relative al soggiorno termale, e le spese di assistenza

    specialistica di cui si è già detto in precedenza.

    Non sono detraibili dall’Irpef, invece, le spese sostenute per la conservazione delle cellule

    staminali del cordone ombelicale ad uso “autologo”, cioè per future esigenze personali; sono,

    invece, detraibili, laddove fossero per “uso dedicato” per il neonato o consanguinei con patologia e

    con approvazione scientifica e clinica (Risoluzione 12.06.2009 n. 155).

    Infine, non danno diritto alla detrazione le spese sostenute:

    - per l’acquisto e la realizzazione di una piscina, ancorché utilizzata per scopi terapeutici

    (idrokinesiterapia), considerato che l’agevolazione interessa il trattamento sanitario e non

    anche la realizzazione o l’acquisto delle strutture nelle quali il trattamento può essere svolto

    (Circolare 13.05.2011 n. 20, risposta 4.2);

    - per la frequenza di corsi in palestra anche se accompagnate da una prescrizione medica

    (Circolare 01.06.2012 n. 19, risposta 2.3).

     

    Documentazione

    Tipologia

    Documenti

    Prestazioni mediche specialistiche,

    perizie medico legali

    - Ricevuta fiscale o fattura rilasciata dallo

    specialista

    - Ricevuta relativa al ticket se la prestazione è

    resa nell’ambito del Servizio sanitario

    nazionale

    Esami di laboratorio

    - Ricevuta fiscale o fattura rilasciata

    dall’ospedale o dal centro sanitario che ha

    effettuato la prestazione

    - Ricevuta fiscale o fattura relativa al ticket se la prestazione è resa nell’ambito del Servizio

    sanitario nazionale

    Radiografie, tac, ecografie, endoscopie, indagini

    laser,elettrocardiogrammi, ecc.

    - Ricevuta fiscale o fattura rilasciata

    dall’ospedale o dal centro sanitario che ha

    effettuato la prestazione

    - Ricevuta fiscale o fattura relativa al ticket se la

    prestazione è resa nell’ambito del Servizio

    sanitario nazionale

    Indagini di diagnosi prenatale

    - Ricevuta fiscale o fattura rilasciata

    dall’ospedale o dal centro sanitario che ha

    effettuato la prestazione

    - Ricevuta fiscale o fattura relativa al ticket se la

    prestazione è resa nell’ambito del Servizio

    sanitario nazionale

    Dialisi e trasfusioni

    - Ricevuta fiscale o fattura rilasciata

    dall’ospedale o dal centro sanitario che ha

    effettuato la prestazione

    - Ricevuta fiscale o fattura relativa al ticket se la

    prestazione è resa nell’ambito del Servizio

    sanitario nazionale

    Inseminazione artificiale e anestesia epidurale

    - Ricevuta fiscale o fattura rilasciata

    dall’ospedale o dal centro sanitario che ha

    effettuato la prestazione

    - Ricevuta fiscale o fattura relativa al ticket se la

    prestazione è resa nell’ambito del Servizio

    sanitario nazionale

    Sedute di logoterapia

    - Ricevuta fiscale o fattura rilasciata

    dall’ospedale o dal centro sanitario che ha

    effettuato la prestazione

    - Ricevuta fiscale o fattura relativa al ticket se la

    prestazione è resa nell’ambito del Servizio

    sanitario nazionale

    Cobaltoterapia, iodoterapia, ecc.

    - Ricevuta fiscale o fattura rilasciata

    dall’ospedale o dal centro sanitario che ha

    effettuato la prestazione

    - Ricevuta fiscale o fattura relativa al ticket se la

    prestazione è resa nell’ambito del Servizio

    sanitario nazionale

    Cure termali

    - Ricevuta relativa al ticket se la prestazione è

    resa nell’ambito del Servizio sanitario

    nazionale

    - Prescrizione medica e ricevuta attestante

    l’importo della spesa sostenuta se le cure

    sono rese direttamente dalla struttura termale

    Prestazioni professionali del dietista

    - Ricevuta fiscale o fattura della spesa

    sostenuta anche in forma di ticket se la

    prestazione è resa nell’ambito del Servizio

    sanitario nazionale.

    Spese di assistenza specifica sostenute per:

    - assistenza infermieristica e riabilitativa (es:

    fisioterapia, kinesiterapia, laserterapia ecc.);

    - prestazioni rese da personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale

    esclusivamente dedicato all’assistenza diretta

    della persona;

    - prestazioni rese da personale di coordinamento

    delle attività assistenziali di nucleo;

    - prestazioni rese da personale con la qualifica di

    educatore professionale;

    - prestazioni rese da personale qualificato addetto

    ad attività di animazione e/o di terapia

    occupazionale.

    - Ricevuta fiscale o fattura della spesa sostenuta anche in forma di ticket se la prestazione è resa nell’ambito del Servizio

    sanitario nazionale. Se la fattura è rilasciata da soggetto diverso dal soggetto che ha effettuato la prestazione: attestazione che la

    prestazione è stata eseguita direttamente da personale medico o paramedico o comunque

    sotto il suo controllo

    Prestazioni di chiropratica (chiroterapia) eseguite in centri all’uopo autorizzati e sotto la responsabilità tecnica di uno specialista

    - Prescrizione medica

    - Ricevuta fiscale o fattura della spesa sostenuta

     

    Prestazioni chirurgiche, incluso il trapianto di organi, e ricoveri collegati a interventi

    chirurgici; ricoveri per degenze

    Art. 15, comma 1, lettera c, del TUIR

    Le spese chirurgiche sono quelle direttamente imputabili ad interventi chirurgici veri e propri ivi

    compresi quelli di piccola chirurgia, che possono essere eseguiti anche soltanto

    ambulatorialmente (cosiddetto day hospital) da parte di un medico chirurgo, con anestesia locale

    e senza necessità di alcuna degenza.

    Per poter essere detraibili le spese devono essere sostenute per “interventi chirurgici ritenuti

    necessari per un recupero della normalità sanitaria e funzionale della persona ovvero per

    interventi tesi a riparare inestetismi, sia congeniti sia talvolta dovuti ad eventi pregressi di vario

    genere (es: malattie tumorali, incidenti stradali, incendi, ecc.), comunque suscettibili di creare

    disagi psico-fisici alle persone” (Circolare 23.04.1981 n. 14, parte a) e Circolare 28.01.2005 n. 4, ai

    fini IVA).

    Alle spese per prestazioni chirurgiche possono aggiungersi quelle direttamente inerenti

    l’intervento, quali quelle sostenute per l’anestesia, per l’acquisto del plasma sanguigno o del

    sangue necessario all’operazione, ecc..

    Inoltre, anche se non in connessione con un intervento chirurgico, sono detraibili le spese o rette

    di degenza e le spese di cura (Circolare 1.06.1999 n. 122, risposta 1.1.1). Nella stessa circolare è

    indicato che nelle rette di degenza detraibili possono essere computate anche le differenza di

    classe, relative, ad esempio, alla presenza o meno del bagno in camera, mentre sono da

    escludere le spese relative a servizi extra, che rispondono al comfort, ovvero a taluni bisogni di

    ordine sanitario conseguente all’intervento subito (quali, per esempio, le spese di pernottamento

    di congiunti del malato, di addebiti per apparecchio telefonico o televisivo installati nella stanza di

    ricovero, per l'aria condizionata, ecc.).

    Le spese relative al trapianto di organi, ivi comprese quelle necessarie a trasferire (anche

    dall’estero) l’organo da trapiantare sul luogo dell’intervento, sono detraibili a condizione che le

    relative fatture siano intestate al contribuente che ne ha sostenuto le spese (Circolare 1.06.1999 n.

    122, risposta 1.1.6).

    Nell’ipotesi di ricovero di un anziano in un istituto di assistenza la detrazione spetta

    esclusivamente per le spese mediche e non anche per quelle relative alla retta di ricovero.

    Infine non rientrano tra le spese detraibili quelle spese sostenute per il trasporto in ambulanza,

    mentre lo sono le prestazioni di assistenza medica effettuate durante il trasporto (Circolare

    3.05.1996 n. 108, risposta 2.4.1).

     

    Documentazione

    Tipologia

    Documenti

    Prestazioni chirurgiche

    - Ricevuta fiscale o fattura rilasciata dall’ospedale inerente le spese sanitarie sostenute per un intervento chirurgico

    Degenze ospedaliere

    - Ricevuta fiscale o fattura rilasciata dall’ospedale o dalla casa di

    cura Devono essere escluse, ove indicate, le spese inerenti al letto aggiuntivo utilizzato da chi presta l’assistenza, la maggiorazione per l’uso del telefono e ogni altra maggiorazione riferita a servizi extra

    Spese relative al trapianto di

    organi

     

    - Ricevute fiscali o fatture rilasciate da ospedali, case di cura,

    medici, ecc.

    - Ricevute delle spese di trasporto dell’organo da trapiantare

    intestate al contribuente

    Ricovero di anziano (senza riconoscimento di handicap) in istituto di assistenza e ricovero

    (soltanto per le spese mediche)

    - Ricevuta fiscale o fattura rilasciata dall’istituto nella quale sia separatamente indicato l’importo relativo alle spese mediche

     

    Acquisto o affitto di protesi e di dispositivi medici

    Art. 15, comma 1, lettera c, del TUIR

    In linea generale si considerano protesi non solo le sostituzioni di un organo naturale o di parti

    dello stesso, ma anche i mezzi correttivi o ausiliari di un organo carente o menomato nella sua

    funzionalità (Circolare 23.04.1981 n. 14, parte seconda, lettera c).

    Rientrano pertanto in questa categoria, secondo la nozione sopra delineata:

    - gli apparecchi di protesi dentaria, indipendentemente dal materiale impiegato;

    - gli apparecchi di protesi oculistica (occhi e cornee artificiali), di protesi fonetica

    (laringectomizzati) e simili;

    - gli occhiali da vista e le lenti a contatto, con esclusione delle spese sostenute per l’impiego

    di metalli preziosi (oro, argento, platino) nella montatura. Nel novero di queste spese si

    possono includere anche gli oneri sostenuti per l’acquisto del liquido per le lenti a contatto

    indispensabile per l’utilizzazione delle lenti stesse (Circolare 3.05.1996 n. 108, risposta

    2.4.5);

    - gli apparecchi per facilitare l’audizione ai sordi (modelli tascabili a filo, retroauricolare, a

    occhiali, ecc.), comprese le spese sostenute per l’acquisto delle batterie di alimentazione

    delle protesi acustiche;

    - gli arti artificiali e gli apparecchi di ortopedia (comprese le cinture medico-chirurgiche e le

    scarpe e i tacchi ortopedici, purché entrambi su misura);

    - gli apparecchi per fratture (garza e gesso), busti, stecche, ecc. sempre appositamente

    prescritti per la correzione o cura di malattie o malformazioni fisiche; stampelle, bastoni

    canadesi, carrozzelle, ecc.;

    - gli apparecchi da inserire nell’organismo per compensare una deficienza o un’infermità

    (stimolatori e protesi cardiache, pacemakers, ecc.).

    Rientrano tra gli oneri detraibili anche le spese sostenute per l’acquisto o l’affitto di attrezzature

    sanitarie e/o dispositivi medici quali, ad esempio, la macchina per aerosolterapia o l’apparecchio

    per la misurazione della pressione del sangue (Circolare 1.6.1999 n. 122, risposta 1.1.5), l’acquisto

    di siringhe e dei relativi aghi (Circolare 12.05.2000 n. 95, risposta 1.1.6), gli ausili per incontinenti,

    compresi i pannoloni anche se acquistati presso rivenditori commerciali (Circolare 18.05.2006 n.

    17, risposta 2), i materassi antidecupito (Risoluzione 26.01.2007 n. 11).

    Con la Risoluzione 29.09.2009 n. 253 è stato chiarito che le spese sostenute per l’acquisto di

    apparecchiature mediche (nel caso specifico si trattava di macchinari di nuova generazione:

    strumenti per la magnetoterapia, fasce elastiche con magneti a campo stabile, apparecchiatura

    per fisokinesiterapia, apparecchio medicale per laserterapia) sono detraibili qualora le stesse

    rientrino nel repertorio dei dispositivi medici (CND), da ultimo aggiornato con Decreto del

    Ministero della salute del 7 ottobre 2011. Per quanto riguarda la documentazione necessaria per

    fruire della detrazione, nella stessa risoluzione, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che “

    dalla certificazione fiscale (scontrino fiscale o fattura) deve risultare chiaramente la descrizione

    del prodotto acquistato e il soggetto che sostiene la spesa. …”.

    Pertanto, non possono essere considerati validi i documenti (scontrino fiscale o fattura) che

    riportano semplicemente l’indicazione “dispositivo medico”.

    Questa ultima indicazione è stata confermata dall’ Agenzia delle entrate con la Circolare

    13.05.2011 n. 20, risposta 5.16, con la quale, dopo essere stata definita, la nozione di dispositivo

    medico, è stato precisato che per la detraibilità delle spese sostenute per i dispositivi medici è

    necessario che:

    - dallo scontrino o dalla fattura risulti il soggetto che sostiene la spesa e la descrizione del

    dispositivo medico (la generica dicitura “dispositivo medico” non consente la detrazione),

    - il prodotto risponda alla definizione di dispositivo medico contenuta negli artt. 1, comma 2,

    dei tre Decreti Legislativi di settore (n. 507/92, n. 46/97, n. 332/00) e riporti la marcatura

    CE che ne attesta la conformità alle direttive europee (93/42/CEE, 90/385/CEE e

    98/79/CE). Quest’ultima indicazione comporta la necessità di conservare, oltre al

    documento di spesa, la documentazione dalla quale risulti che il prodotto acquistato ha la

    marcatura CE (confezione del dispositivo acquistato, oppure la scheda del prodotto o

    un’attestazione del produttore).

    Non esistendo un elenco dei dispositivi medici detraibili che si possa consultare, per agevolare

    l’individuazione dei prodotti che rispondono alla definizione di dispositivo medico, alla circolare è

    stato allegato un elenco, fornito dal Ministero della Salute, non esaustivo dei dispositivi medici e

    medico diagnostici in vitro più comuni.

    Per i dispositivi medici compresi in tale elenco, la circolare in esame precisa “… non si ha la

    necessità di verificare che il dispositivo stesso risulti nella categora di prodotti che rientrano nella

    definizione di dispositivi medici detraibili ed è, quindi, sufficiente conservare (per ciascuna

    tipologia di prodotto) la sola documentazione dalla quale risulti che il prodotto acquistato ha la

    marcatura CE”.

    Attenzione: alcune protesi sono qualificate come dispositivi medici e pertanto in tali casi

    si ritiene necessario seguire le medesime indicazioni previste ai fini della detraibilità di

    questi ultimi.

    Di seguito si riporta l’elenco dei dispositivi medici di uso più comune:

     

    1) Esempi di Dispositivi Medici secondo il decreto legislativo n. 46 del 1997

    Lenti oftalmiche correttive dei difetti visivi

    Montature per lenti correttive dei difetti visivi

    Occhiali premontati per presbiopia

    Apparecchi acustici

    Cerotti, bende, garze e medicazioni avanzate

    Siringhe

    Termometri

    Apparecchio per aerosol

    Apparecchi per la misurazione della pressione arteriosa

    Penna pungidito e lancette per il prelievo di sangue capillare ai fini della misurazione della glicemia

    Pannoloni per incontinenza

    Prodotti ortopedici (ad es. tutori, ginocchiere, cavigliere, stampelle e ausili per la deambulazione in

    generale ecc.)

    Ausili per disabili (ad es. cateteri, sacche per urine, padelle ecc..)

    Lenti a contatto

    Soluzioni per lenti a contatto

    Prodotti per dentiere (ad es. creme adesive, compresse disinfettanti ecc.)

    Materassi ortopedici e materassi antidecubito

    2) Esempi di Dispositivi Medico Diagnostici in Vitro (IVD) secondo il decreto legislativo n. 332

    del 2000

    Contenitori campioni (urine, feci)

    Test di gravidanza

    Test di ovulazione

    Test menopausa

    Strisce/Strumenti per la determinazione del glucosio

    Strisce/Strumenti per la determinazione del colesterolo totale, HDL e LDL

    Strisce/Strumenti per la determinazione dei trigliceridi

    Test autodiagnostici per le intolleranze alimentari

    Test autodiagnosi prostata PSA

    Test autodiagnosi per la determinazione del tempo di protrombina (INR)

    Test per la rilevazione di sangue occulto nelle feci

    Test autodiagnosi per la celiachia

     

    Con Circolare 1.06.2012 n.19, risposta 2.4 l’Agenzia delle Entrate ha precisato che il soggetto che

    vende il dispositivo può assumere su di sé l’onere di individuare i prodotti che danno diritto alla

    detrazione integrando le indicazioni da riportare sullo scontrino/fattura con la dicitura “prodotto

    con marcatura CE”, con l’indicazione del numero della direttiva comunitaria di riferimento per i

    dispositivi diversi da quelli di uso comune elencati in allegato alla citata circolare n. 20/2011. In

    questo caso il contribuente non deve conservare anche la documentazione comprovante la

    conformità alle direttive europee del dispositivo medico acquistato.

    I dispositivi medici sono detraibili anche se non sono acquistati in farmacia (ad esempio

    erboristeria), semprechè risultino soddisfatte le condizioni indicate nella citata circolare n.

    20/2011.

    Anche la spesa sostenuta per l’acquisto di una parrucca utilizzata per superare le difficoltà

    psicologiche derivanti dalla caduta dei capelli provocata da trattamenti chemioterapici, è

    detraibile dall’Irpef; la necessità di tale acquisto deve risultare da prescrizione medica e la

    parrucca, per poter rientrare nel novero delle protesi sanitarie, deve essere immessa in

    commercio dal fabbricante con la destinazione d’uso di dispositivo medico secondo i principi

    contenuti nel D.Lgs. n. 46/1997 (Risoluzione del 16.02.2010 n. 9).

     

    Documentazione

       

    Tipologia

    Documenti

       

    Protesi

    sanitarie

    - Fattura rilasciata da soggetto autorizzato all’esercizio dell’arte ausiliaria della professione medica (odontotecnici per gli apparecchi ortodontici e per protesi dentarie ecc.). Se la fattura non è rilasciata direttamente dall’esercente l’arte ausiliaria, occorre una attestazione del medesimo sul documento che certifichi di

    aver eseguito la prestazione

    - Scontrino fiscale accompagnato da attestazione del soggetto autorizzato all’esercizio dell’arte ausiliaria della professione medica dalla quale risulti che l’acquisto della protesi è necessario a sopperire ad una patologia (che rientri tra quelle per le quali il soggetto è autorizzato all’esercizio della professione) del

    contribuente o dei suoi familiari a carico

    - Fattura o scontrino fiscale e prescrizione medica, ovvero autocertificazione attestante la necessità della protesi per il contribuente o per i suoi familiari a carico, se la certificazione fiscale, non è rilasciata da soggetto autorizzato all’esercizio

    dell’arte ausiliaria della professione medica e sulla stessa non è riportata l’attestazione del soggetto autorizzato che attesti di aver eseguito direttamente la prestazione

       

    Manutenzione

    protesi

    - Fattura rilasciata da soggetto autorizzato all’esercizio dell’arte ausiliaria della professione medica (odontotecnici per gli apparecchi ortodontici e per protesi dentarie; ecc.). Se la fattura non è rilasciata direttamente dall’esercente l’arte ausiliaria, occorre una attestazione del medesimo sul documento che certifichi di

    aver eseguito la prestazione

    - Scontrino fiscale accompagnato da attestazione del soggetto autorizzato all’esercizio dell’arte ausiliaria della professione medica dalla quale risulti che la manutenzione riguarda una protesi necessaria a sopperire ad una patologia (che rientri tra quelle per le quali il soggetto è autorizzato all’esercizio della professione)

    del contribuente o dei suoi familiari a carico

       

    Acquisto

    parrucca

    - Ricevuta fiscale o fattura

    - Documentazione dalla quale si possa evincere che Il prodotto acquistato abbia la marcatura 93/42/CEE (ad esempio: la confezione del dispositivo, la scheda del prodotto, un’attestazione del produttore o l’indicazione in fattura)

    - Certificazione medica attestante l’idoneità del presidio a superare le difficoltà psicologiche derivanti dalla caduta dei capelli, provocata da trattamenti chemioterapici

       

    Acquisto o

    affitto di

    dispositivi

    medici

     

    - Scontrino o fattura dalla quale risulti il soggetto che sostiene la spesa e la descrizione del dispositivo medico (la generica dicitura “dispositivo medico” non consente la detrazione)

    - Documentazione dalla quale si possa evincere che Il prodotto acquistato risponda alla definizione di dispositivo medico secondo gli artt.1, comma 2, dei D.Lgs. di settore (tale verifica non è necessaria se il prodotto è incluso nella lista resa disponibile dal Ministero della Salute e allegato alla circolare n. 20/2011)

    - Documentazione dalla quale si possa evincere che Il prodotto acquistato abbia la marcatura CE e se il prodotto non rientra nell’elenco allegato alla circ.20/2011 è necessaria anche l’indicazione delle direttive europee di settore (ad esempio: la confezione del dispositivo, la scheda del prodotto, un’attestazione del produttore o

    l’indicazione in fattura)

     

     

    Spese sanitarie relative a patologie esenti dalla partecipazione alla spesa sanitaria pubblica

    – rigo E1

    Art. 15, comma 1, lettera c, del TUIR

    Le spese sanitarie e di assistenza specifica sopra individuate, se correlate a patologie che danno

    diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria pubblica, non devono essere indicate

    nella colonna 2 del rigo E1, ma evidenziate distintamente nella colonna 1 del medesimo rigo.

    Le patologie (malattie croniche e invalidanti), che danno diritto a questa esenzione dalla

    partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie correlate, sono individuate dal decreto 28

    maggio 1999, n. 329, successivamente modificato dal decreto di aggiornamento (D.M. 21 maggio

    2001, n. 296) e dal regolamento delle malattie rare (D.M. 18 maggio 2001, n. 279). In tali decreti

    fra l’altro sono anche individuate per ciascuna patologia le correlate prestazioni che godono

    dell’esenzione.

    I soggetti affetti da queste malattie per usufruire dell’esenzione devono essere in possesso di una

    apposita certificazione sanitaria, rilasciata dalla ASL di appartenenza (attestazione della

    sussistenza della patologia ovvero specifica tessera), che riporta (nel rispetto della privacy) un

    codice numerico identificativo della malattia. “Il codice si compone di otto cifre: le prime tre

    indicano una numerazione progressiva delle malattie e delle condizioni, le successive cinque

    corrispondono al codice identificativo delle stesse secondo la classificazione internazionale delle

    malattie "International classification of diseases-IX- Clinical modification (ICD-9-Circolare)"; in

    caso di condizioni non riferibili a specifiche malattie riportate dalla suddetta classificazione, il

    codice identificativo si compone delle sole prime tre cifre”.

    Naturalmente le spese sanitarie che devono essere distintamente evidenziate dalle altre sono

    solamente quelle riconducibili alla patologia che dà diritto all'esenzione. Per stabilire la

    connessione tra la spesa sostenuta e la patologia esente è necessaria una documentazione

    medica ovvero una autocertificazione sottoscritta dal soggetto affetto dalla patologia.

     

    I documenti giustificativi delle spese possono essere intestati indifferentemente al soggetto affetto

    dalla patologia ovvero al familiare che ha sostenuto le spese. Se i documenti intestati al familiare

    non riportano però l’indicazione del soggetto a favore del quale le spese sono state sostenute (il

    malato) è necessario che tale correlazione sia annotata sui documenti di spesa.

     

    Documentazione

    Tipologia

    Documenti

    Spese relative a patologie esenti dalla

    partecipazione alla spesa sanitaria pubblica (acquisto farmaci, esami di laboratorio, radiografie, tac, ecografie, endoscopie, indagini laser, visite specialistiche, ricoveri ospedalieri, interventi chirurgici, ecc. a pagamento)

    - Certificazione rilasciata dalla ASL di appartenenza che attesti la patologia con

    l’indicazione dell’eventuale codice numerico identificativo

    - Fatture, ricevute fiscali e/o scontrini relative alle spese sostenute.

    Sui documenti di spesa intestati al familiare, senza indicazione del soggetto per conto del quale sono state sostenute, deve essere apposta specifica indicazione

    - Certificazione medica che attesti che le fatture, ricevute fiscali e/o scontrini fiscali sono collegate alla patologia esente, ovvero autocertificazione, anche attraverso annotazione sul documento

    N.B. Per i dati che devono essere riportati nello scontrino fiscale valgono le stesse indicazioni fornite con riferimento alle spese mediche rigo E1 (natura, qualità, ecc.)

     

     

    Spese sanitarie relative a patologie esenti dalla partecipazione alla spesa sanitaria

    pubblica sostenute per conto di familiari non a carico indicate nel rigo E2

    Art. 15, comma 2, del TUIR

    Le spese relative alle patologie che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa

    sanitaria pubblica possono essere portate in detrazione anche se sono state sostenute per conto

    di propri familiari non a carico, affetti dalle citate patologie (Circolare 14.06.2001 n. 55, risposta

    1.2.8).

    La detrazione, in questo caso, è ammessa solamente per la parte di spese che non ha trovato

    capienza nell’IRPEF dovuta dal familiare affetto dalla patologia (Circolare 20.04.2005 n. 15,

    risposta 5) e nel limite massimo di euro 6.197,48 annui.

    Se il familiare affetto dalla patologia ha presentato o è tenuto a presentare una propria

    dichiarazione dei redditi, l’ammontare delle spese che non ha trovato capienza nell’imposta deve

    essere desunto nelle annotazioni del mod. 730-3 o nel quadro RN del Modello UNICO di

    quest’ultimo (Circolare 14.06.2001 n. 55, risposta 1.2.7).

    Se il contribuente affetto dalla patologia esente non possiede redditi o possiede redditi tali da

    comportare un’ imposta interamente assorbita dalle detrazioni soggettive (e quindi non è tenuto a

    presentare la dichiarazione) è possibile, invece, indicare l’intero importo delle spese.

    Per poter portare in detrazione le citate spese, i documenti che le certificano possono essere

    intestati al contribuente che ha effettuato il pagamento, con l'indicazione del familiare a favore del

    quale la spesa sanitaria è stata sostenuta, ovvero al soggetto malato. In questo ultimo caso la

    detrazione è però ammessa solamente se quest'ultimo annota sul documento stesso, con valore

    di "autocertificazione", quale parte della spesa è stata sostenuta dal familiare (Circolare

    14.06.2001 n. 55, risposta 1.2.9).

     

    Documentazione

    Tipologia

    Documenti

    Spese relative a

    patologie esenti dalla partecipazione alla

    spesa sanitaria

    pubblica sostenute per

    familiari non a carico

     

    1) E’ stato presentato un modello 730 o UNICO dal soggetto affetto dalla patologia

    - Certificazione rilasciata dalla ASL che attesti la patologia con l’indicazione dell’eventuale codice numerico identificativo

    - Certificato medico che attesti il collegamento tra le spese e la patologia esente, ovvero autocertificazione

    - Modello 730-3 o Unico dal quale si evinca la parte di spesa che non ha trovato capienza nell’IRPEF del soggetto affetto dalla malattia

    - Fatture, ricevute fiscali e eventuali scontrini dai quali risulti che le spese sono state sostenute dal familiare che intende beneficiare della detrazione, anche con apposita annotazione del soggetto affetto dalla patologia per i documenti a questo intestati; l’annotazione dovrà riportare anche la misura delle spese attribuibili al familiare

    Spese relative a

    patologie esenti dalla

    partecipazione alla

    spesa sanitaria

    pubblica sostenute per familiari non a carico

     

    2) Il soggetto affetto dalla patologia non ha presentato alcuna dichiarazione non essendovi tenuto

    - Certificazione rilasciata dalla ASL che attesti la patologia con l’indicazione dell’eventuale codice numerico identificativo

    - Certificato medico che attesti il collegamento tra le spese e la patologia esente, ovvero autocertificazione

    - Autocertificazione del soggetto affetto dalla patologia che attesti di non essere tenuto a presentare la dichiarazione

    - Fatture, ricevute fiscali e eventuali scontrini dai quali risulti che le spese sono state sostenute dal familiare che intende beneficiare della detrazione, anche con apposita annotazione del soggetto affetto dalla patologia per i documenti

    a questo intestati; l’annotazione dovrà riportare anche la misura delle spese attribuibili al familiare

    N.B. Per i dati che devono essere riportati nello scontrino fiscale valgono le stesse indicazioni fornite con riferimento alle spese mediche rigo E1 (natura, qualità, ecc.)

     

    Spese per i mezzi necessari alla deambulazione dei soggetti con difficoltà motorie e spese

    per sussidi tecnici informatici per portatori di handicap indicati nel rigo E3

    Art. 15, comma 1, lettera c, del TUIR

    In questo rigo devono essere indicate le spese sostenute per l’acquisto di mezzi necessari

    all’accompagnamento, alla deambulazione, alla locomozione, al sollevamento e per sussidi tecnici

    informatici rivolti a facilitare l’autosufficienza e le possibilità di integrazione dei portatori di

    handicap.

    Sono portatori di handicap i soggetti riconosciuti tali ai sensi dell’art.3 della legge n. 104 del 1992,

    ma anche tutti coloro che sono stati ritenuti invalidi da altre Commissioni mediche pubbliche che

    hanno l’incarico di riconoscere l’invalidità civile, di lavoro e di guerra.

    I grandi invalidi di guerra (art. 14 del T.U. n. 915 del 1978) e le persone a essi equiparate sono

    considerati disabili e non sono assoggettati agli accertamenti sanitari della Commissione medica

    istituita ai sensi dell’art.4 della legge n.104 del 1992. In questo caso è sufficiente la

    documentazione rilasciata agli interessati dai ministeri competenti quando sono stati concessi i

    benefici pensionistici.

    La detrazione del 19% sull’intero importo delle spese sostenute (senza l’abbattimento di 129,11

    euro) spetta anche al familiare del disabile se questo risulta fiscalmente a carico.

    Rientrano tra le spese detraibili quelle sostenute per:

    1. il trasporto in autoambulanza del soggetto portatore di handicap (spesa di

    accompagnamento);

    2. l’acquisto di poltrone per inabili e minorati non deambulanti;

    3. l’acquisto di apparecchi per il contenimento di fratture, ernie e per la correzione dei difetti

    della colonna vertebrale;

    4. l’acquisto di arti artificiali per la deambulazione;

    5. la costruzione di rampe per l’eliminazione di barriere architettoniche esterne ed interne alle

    abitazioni (Circolare 15.05.1997 n. 137, risposta 2.1);

    6. la trasformazione dell’ascensore per adattarlo al contenimento della carrozzella;

    7. l’installazione e manutenzione della pedana di sollevamento installata nell’abitazione del

    soggetto portatore di handicap (Circolare 12.05.2000 n. 95, risposta 1.1.2);

    8. l’installazione della pedana sollevatrice su un veicolo acquistato con le agevolazioni

    spettanti ai disabili (Risoluzione 9.04.2002 n. 113);

    9. l’acquisto di telefonini per sordomuti (Circolare 1.06.1999 n.122, risposta 1.1.11);

    10. l’acquisto di fax, modem, computer, telefono a viva voce, schermo a tocco, tastiera

    espansa (Circolare 6.02.2001 n. 13) e i costi di abbonamento al servizio di soccorso rapido

    telefonico (Circolare 14.06.2001 n. 55, risposta 1.2.5).

    Attenzione: per le spese indicate ai punti 5, 6 e 7 si può fruire della detrazione solo per la parte

    che eccede eventualmente quella per la quale si intende fruire della detrazione del 41% o del 36%

    o del 50% relativa alle spese sostenute per interventi finalizzati alla eliminazione delle barriere

    architettoniche (Circolare 6.02.2001 n. 13).

    Sono agevolabili anche le spese mediche relative all’acquisto di mezzi necessari

    all’accompagnamento, alla deambulazione, alla locomozione e al sollevamento dei soggetti

    portatori di handicap sostenute all’estero da soggetti fiscalmente residenti in Italia, sono soggette

    allo stesso regime applicabile a quelle sostenute in Italia (Circolare 13.05.2011 n. 20).

    Vanno comprese nell’importo da inserire nel rigo E3 anche le spese indicate con il codice 3 nelle

    annotazioni del CUD.

     

    Documentazione

    Tipologia

    Documenti

    Acquisto, affitto e manutenzione di:

    - poltrone e carrozzelle

    - stampelle e altre attrezzature necessarie alla deambulazione

    - attrezzi necessari per il sollevamento di

    inabili e non deambulanti

    - Ricevuta fiscale o fattura relativa alla spesa sostenuta

    intestata al soggetto portatore di handicap e/o al

    familiare che ha sostenuto l’onere di cui risulta a

    carico fiscalmente

    - Certificazione relativa al riconoscimento dell’handicap

    ai sensi dell’art. 3 della legge n.104 del 1992

    - Certificazione relativa al riconoscimento dell’invalidità

    rilasciata dalle Commissioni mediche pubbliche

    incaricate ai fini del riconoscimento dell’invalidità

    civile, di lavoro, di guerra. Per i grandi invalidi di

    guerra di cui all’art. 14 del T.U. n. 915 del 1978, e per

    i soggetti ad essi equiparati, è sufficiente la

    documentazione rilasciata agli stessi dai ministeri

    competenti al momento della concessione dei benefici

    pensionistici

    - I soggetti riconosciuti portatori di handicap ai sensi

    dell’art. 3 della legge n. 104 del 1992 possono

    attestare la sussistenza delle condizioni personali

    anche mediante autocertificazione effettuata nei modi

    e nei termini previsti dalla legge (dichiarazione

    sostitutiva di atto notorio la cui sottoscrizione può non

    essere autenticata se accompagnata da copia

    fotostatica del documento di identità del sottoscrittore)

    Acquisto di:

    - arti artificiali

    - apparecchi per il contenimento di

    fratture, ernie e per la correzione dei

    difetti della colonna vertebrale

     

    - Ricevuta fiscale o fattura relativa alla spesa sostenuta

    intestata al soggetto portatore di handicap e/o al

    familiare che ha sostenuto l’onere di cui risulta a

    carico fiscalmente

    - Certificazione relativa al riconoscimento dell’handicap

    ai sensi dell’art. 3 della legge n.104 del 1992

    - Certificazione relativa al riconoscimento dell’invalidità

    rilasciata dalle Commissioni mediche pubbliche

    incaricate ai fini del riconoscimento dell’invalidità

    civile, di lavoro, di guerra. Per i grandi invalidi di

    guerra di cui all’art. 14 del T.U. n. 915 del 1978, e per

    i soggetti ad essi equiparati, è sufficiente la

    documentazione rilasciata agli stessi dai ministeri

    competenti al momento della concessione dei benefici

    pensionistici

    - I soggetti riconosciuti portatori di handicap ai sensi

    dell’art. 3 della legge n. 104 del 1992 possono

    attestare la sussistenza delle condizioni personali

    anche mediante autocertificazione effettuata nei modi

    e nei termini previsti dalla legge (dichiarazione

    sostitutiva di atto notorio la cui sottoscrizione può non

    essere autenticata se accompagnata da copia

    fotostatica del documento di identità del sottoscrittore)

    Trasformazione dell’ascensore per

    adattarlo al contenimento della carrozzella

     

    - Ricevuta fiscale o fattura relativa alla spesa sostenuta

    intestata al soggetto portatore di handicap e/o al

    familiare che ha sostenuto l’onere di cui risulta a

    carico fiscalmente

    - Certificazione relativa al riconoscimento dell’handicap

    ai sensi dell’art. 3 della legge n.104 del 1992

    - Certificazione relativa al riconoscimento dell’invalidità

    rilasciata dalle Commissioni mediche pubbliche

    incaricate ai fini del riconoscimento dell’invalidità

    civile, di lavoro, di guerra. Per i grandi invalidi di

    guerra di cui all’art. 14 del T.U. n. 915 del 1978, e per

    i soggetti ad essi equiparati, è sufficiente la

    documentazione rilasciata agli stessi dai ministeri

    competenti al momento della concessione dei benefici

    pensionistici

    - I soggetti riconosciuti portatori di handicap ai sensi

    dell’art. 3 della legge n. 104 del 1992 possono

    attestare la sussistenza delle condizioni personali

    anche mediante autocertificazione effettuata nei modi

    e nei termini previsti dalla legge (dichiarazione

    sostitutiva di atto notorio la cui sottoscrizione può non

    essere autenticata se accompagnata da copia

    fotostatica del documento di identità del sottoscrittore)

    Trasporto in autoambulanza del soggetto

    portatore di handicap

     

    - Ricevuta fiscale o fattura relativa alla spesa sostenuta

    intestata al soggetto portatore di handicap e/o al

    familiare che ha sostenuto l’onere di cui risulta a

    carico fiscalmente

    - Certificazione relativa al riconoscimento dell’handicap

    ai sensi dell’art. 3 della legge n.104 del 1992

    - Certificazione relativa al riconoscimento dell’invalidità

    rilasciata dalle Commissioni mediche pubbliche

    incaricate ai fini del riconoscimento dell’invalidità

    civile, di lavoro, di guerra. Per i grandi invalidi di

    guerra di cui all’art. 14 del T.U. n. 915 del 1978, e per

    i soggetti ad essi equiparati, è sufficiente la

    documentazione rilasciata agli stessi dai ministeri

    competenti al momento della concessione dei benefici

    pensionistici

    - I soggetti riconosciuti portatori di handicap ai sensi

    dell’art. 3 della legge n. 104 del 1992 possono

    attestare la sussistenza delle condizioni personali

    anche mediante autocertificazione effettuata nei modi

    e nei termini previsti dalla legge (dichiarazione

    sostitutiva di atto notorio la cui sottoscrizione può non

    essere autenticata se accompagnata da copia

    fotostatica del documento di identità del sottoscrittore)

    Costruzione di rampe per l’eliminazione di

    barriere architettoniche esterne ed interne

    all’abitazione

     

    - Ricevuta fiscale o fattura relativa alla spesa sostenuta

    intestata al soggetto portatore di handicap e/o al

    familiare che ha sostenuto l’onere di cui risulta a

    carico fiscalmente

    - Certificazione relativa al riconoscimento dell’handicap

    ai sensi dell’art. 3 della legge n.104 del 1992

    - Certificazione relativa al riconoscimento dell’invalidità

    rilasciata dalle Commissioni mediche pubbliche

    incaricate ai fini del riconoscimento dell’invalidità

    civile, di lavoro, di guerra. Per i grandi invalidi di

    guerra di cui all’art. 14 del T.U. n. 915 del 1978, e per

    i soggetti ad essi equiparati, è sufficiente la

    documentazione rilasciata agli stessi dai ministeri

    competenti al momento della concessione dei benefici

    pensionistici

    - I soggetti riconosciuti portatori di handicap ai sensi

    dell’art. 3 della legge n. 104 del 1992 possono

    attestare la sussistenza delle condizioni personali

    anche mediante autocertificazione effettuata nei modi

    e nei termini previsti dalla legge (dichiarazione

    sostitutiva di atto notorio la cui sottoscrizione può non

    essere autenticata se accompagnata da copia

    fotostatica del documento di identità del sottoscrittore)

    Acquisto di sussidi tecnici informatici (fax,

    modem, computer, telefonino, telefoni a

    viva voce, schermi a tocco, tastiere

    espanse e costi di abbonamento al servizio di soccorso rapido telefonico)

     

    - Ricevuta fiscale o fattura relativa alla spesa sostenuta

    intestata al soggetto portatore di handicap e/o al

    familiare che ha sostenuto l’onere di cui risulta a

    carico fiscalmente

    - Certificazione relativa al riconoscimento dell’handicap

    ai sensi dell’art. 3 della legge n.104 del 1992

    - Certificazione relativa al riconoscimento dell’invalidità

    rilasciata dalle Commissioni mediche pubbliche

    incaricate ai fini del riconoscimento dell’invalidità

    civile, di lavoro, di guerra. Per i grandi invalidi di

    guerra di cui all’art. 14 del T.U. n. 915 del 1978, e per

    i soggetti ad essi equiparati, è sufficiente la

    documentazione rilasciata agli stessi dai ministeri

    competenti al momento della concessione dei benefici

    pensionistici

    - I soggetti riconosciuti portatori di handicap ai sensi

    dell’art. 3 della legge n. 104 del 1992 possono

    attestare la sussistenza delle condizioni personali

    anche mediante autocertificazione effettuata nei modi

    e nei termini previsti dalla legge (dichiarazione

    sostitutiva di atto notorio la cui sottoscrizione può non

    essere autenticata se accompagnata da copia

    fotostatica del documento di identità del sottoscrittore)

    - certificazione del medico curante che attesti che il

    sussidio tecnico informatico è volto a facilitare

    l’autosufficienza e la possibilità di integrazione del

    soggetto disabile

     

    Spese per l’acquisto di veicoli per portatori di handicap indicati nel rigo E4

    Art. 15, comma 1, lettera c, del TUIR

    In questo rigo devono essere indicate le spese, entro il limite di 18.075,99 euro, riguardanti

    l’acquisto:

    - di motoveicoli e autoveicoli adattati in funzione delle limitazioni permanenti alle capacità

    motorie del portatore di handicap;

    - di autoveicoli, anche non adattati, per il trasporto dei non vedenti, sordi, persone con handicap

    psichico o mentale di gravità tale da avere determinato il riconoscimento dell’indennità di

    accompagnamento, invalidi con grave limitazione della capacità di deambulazione e persone

    affette da pluriamputazioni.

    La condizione di disabile con grave limitazione della capacità di deambulazione deve sussistere al

    momento dell’acquisto dell’auto. Se successivamente, ma prima del decorso dei quattro anni,

    vengono meno le gravi limitazioni alla capacità di deambulazione, le quote residue continuano ad

    essere detraibili (Circolare 10.06.2004 n.24, risposta 3.2).

    L’Agenzia delle Entrate ha precisato che nel caso in cui i soggetti disabili presentino una

    menomazione dovuta all'assenza di entrambi gli arti superiori, e considerato che il requisito della

    gravità è insito nel tipo di patologia descritta, la gravità dell'handicap dovuta alla limitazione

    permanente alla capacità di deambulazione sia di evidente deduzione anche in assenza di

    specifiche conoscenze mediche. In tale situazione, pertanto, si potrà prescindere

    dall'accertamento formale della gravità dell'handicap da parte della commissione di cui all'art. 4,

    della legge n. 104 del 1992 (Risoluzione 25.1.2007 n. 8).

    In merito alla possibilità di detrarre le spese riguardanti l’acquisto di un’autovettura da parte di un

    soggetto in possesso della certificazione di handicap grave (art. 3, c. 3, legge n. 104/92),

    riconosciuto però solo nella sfera individuale e relazionale e non in quella motoria, l’Agenzia delle

    Entrate ha fornito parere negativo. Tuttavia ha precisato che resta salva la possibilità per il

    soggetto di poter fruire dell’agevolazione qualora ottenga, dalla richiamata commissione per

    l’accertamento dell’handicap, una certificazione integrativa che espressamente attesti l’esistenza

    della grave limitazione della capacità di deambulazione (Risoluzione 16.08.2002, n. 284).

    La Circolare 23/04/2010 n. 21 ha però elencato i casi in cui la disabilità può essere certificata da

    Commissioni mediche pubbliche diverse da quella di cui all’art. 4 della legge n.104 del 1992, e in

    particolare:

    - per i portatori di handicap psichico o mentale, lo stato di handicap grave si può evincere da un

    certificato rilasciato dalla Commissione medica pubblica preposta all’accertamento dello stato

    di invalidità, purchè il certificato evidenzi in modo esplicito la gravità della patologia e la natura

    psichica o mentale della stessa; non può essere considerata idonea, invece, la certificazione

    che attesta genericamente che la persona è invalida. Per le persone affette da sindrome di

    Down (rientranti nei portatori di handicap psichico o mentale) è ritenuta ugualmente valida e

    sufficiente la certificazione rilasciata dal proprio medico di base; rimane fermo che per poter

    beneficiare delle agevolazioni del rigo E4 anche i soggetti affetti da sindrome di Down

    dovranno essere riconosciuti in possesso dei requisiti per ottenere l’indennità di

    accompagnamento come previsto dall’ art. 30 della legge n. 388 del 23 dicembre 2000.

    - per i disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione, o pluriamputati,

    analogamente a quanto detto al punto precedente, si può documentare lo stato di handicap

    grave mediante una certificazione di invalidità rilasciata da una Commissione medica pubblica

    - diversa da quella di cui all’4 della legge n. 104 del 1992 - attestante specificatamente

    l’impossibilità a deambulare in modo autonomo o senza l’aiuto di un accompagnatore”; è

    necessario, comunque, che il certificato di invalidità faccia esplicito riferimento anche alla

    gravità della patologia. In particolare, i disabili di cui al punto 3 sono quelli che versano in una

    situazione di handicap grave derivante da patologie (ivi comprese le pluriamputazioni) che

    comportano una limitazione permanente della deambulazione.

    La stessa Circolare 23/04/2010 n. 21 ha inoltre precisato che anche quando il diritto all’indennità di

    accompagnamento per i disabili con handicap psichico o mentale viene sostituito

    successivamente da altre forme di “assistenza” alternative all’indennità di accompagnamento (ad

    esempio, il ricovero presso una struttura sanitaria con retta a totale carico di un Ente pubblico),

    non vien preclusa la fruizione dell’agevolazione fiscale del rigo E4.

    Solo per i disabili con ridotte e impedite capacità motorie il diritto all’ agevolazione è condizionato

    all’adattamento del veicolo e alla minorazione di tipo motorio di cui lo stesso è affetto (Risoluzione

    8.08.2005 n. 117).

    La Circolare 13/05/2011 n. 20 ha ulteriormente precisato che è possibile prescindere

    dall’accertamento formale dell’handicap da parte della commissione medica di cui all’art. 4 della

    legge n. 104 del 1992, qualora i disabili abbiano già ottenuto il riconoscimento dell’invalidità da

    parte di altre commissioni mediche pubbliche quali, ad esempio, la commissione per il

    riconoscimento dell’invalidità civile, per lavoro, di guerra e dalla certificazione da queste rilasciata

    risulti chiaramente l’handicap al quale è collegata l’agevolazione fiscale; gli invalidi civili possono

    beneficiare delle agevolazioni fiscali previste per l’acquisto di veicoli a condizione che il certificato

    di invalidità faccia esplicito riferimento, nel caso di soggetti affetti da disabilità motoria, alla grave

    limitazione della capacità di deambulazione o alle ridotte o impedite capacità motorie permanenti,

    per i soggetti affetti da disabilità psichica, alla natura psichica o mentale della patologia e alla

    gravità della stessa.

    L’acquisto può riguardare sia veicoli nuovi che usati.

    La detrazione del 19% può essere fruita interamente nell’anno in cui è stato acquistato il veicolo

    oppure si può optare per la rateizzazione in quattro rate annuali di pari importo.

    Nell’ipotesi che si scelga di ripartite la spesa in quatto rate e il soggetto portatore di handicap

    muore prima di aver goduto dell’intera detrazione, l’erede tenuto alla presentazione della

    dichiarazione dei redditi del deceduto, nel compilare il relativo modello Unico, può portare in

    detrazione in un’unica soluzione le rate non detratte dal disabile deceduto, indicando la somma

    delle rate residue, senza compilare la casella relativa al numero della rata (Circolare 1.06.2012

    n.19, risposta 3.1).

    La detrazione spetta con riferimento ad un solo veicolo (auto o moto), e per una sola volta in un

    periodo di 4 anni; è possibile usufruire del beneficio per acquisti effettuati entro il quadriennio,

    qualora il primo veicolo agevolato risulti cancellato dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA) in

    data antecedente al secondo acquisto.

    La cancellazione dal PRA è disposta a seguito della cessazione della circolazione dei veicoli in

    una serie di casi tra cui la demolizione e la definitiva esportazione all’estero del veicolo, ad

    esempio per la vendita dello stesso. L’ esportazione all’estero del veicolo, con la conseguente

    cancellazione del veicolo dal PRA, non soddisfa la condizione richiesta per accedere nuovamente

    alle agevolazioni fiscali entro il quadriennio in quanto, tale condizione si verifica solo ed

    esclusivamente nel caso in cui il veicolo risulta cancellato dal PRA per demolizione (Circolare

    1.06.2012 n.19, risposta 3.2).

    In caso di furto del veicolo prima della fine del quadriennio, il contribuente può fruire della

    detrazione per l’acquisto di un nuovo veicolo per un importo da calcolare su un ammontare

    assunto al netto di quanto eventualmente rimborsato dall’assicurazione . Se vi sono rate residue

    in relazione al veicolo rubato, il contribuente può continuare a detrarle (Circolare 20.04.2005 n. 15,

    risposta 6.3).

    L’art. 1, comma 37, della legge 27 n. 296 del 27/12/2006 ha stabilito che: “in caso di trasferimento

    a titolo oneroso o gratuito delle autovetture per le quali l’acquirente ha usufruito dei benefici fiscali

    prima del decorso del termine di due anni dall’acquisto, è dovuta la differenza fra l’imposta dovuta

    in assenza di agevolazione e quella risultante dall’applicazione delle agevolazioni stesse. La

    disposizione non si applica per i disabili che, in seguito a mutate necessità dovute al proprio

    handicap, cedano il proprio veicolo per acquistarne un altro su cui realizzare nuovi e diversi

    adattamenti”.

    La vendita del veicolo da parte dell’erede che ha ereditato l’autovettura dal genitore disabile,

    anche qualora intervenga entro due anni dall’acquisto da parte del de cuis, non è riconducibile

    nell’ambito di applicazione della norma antielusiva di cui all’art. 1, comma 37, della Legge n.

    296/2006 (Risoluzione 28.05.2009 n. 136).

    E’ possibile usufruire della detrazione anche se il veicolo è acquistato e utilizzato all’estero da

    parte di soggetti fiscalmente residenti in Italia; sempreché sussistano le condizioni soggettive e

    oggettive prescritte dalla norma (quali la possibilità di beneficiare della detrazione una sola volta

    in un periodo di quattro anni, per un solo veicolo e su un importo massimo di spesa di 18.075,99

    euro); la documentazione comprovante l’acquisto del veicolo in lingua originale dovrà essere

    corredata da una traduzione giurata in lingua italiana, tranne che non sia redatta in inglese,

    francese, tedesco o spagnolo nel qual caso la traduzione può essere eseguita e sottoscritta dal

    contribuente (Circolare 13.05.2011 n. 20).

    Nel caso in cui più disabili siano fiscalmente a carico di una medesima persona, questa può fruire

    nel corso dello stesso quadriennio dei benefici fiscali previsti per l’acquisto di autovetture per

    ognuno dei portatori di handicap a suo carico.

    Un genitore disabile può detrarre contemporaneamente il costo dell’acquisto di una propria

    autovettura e il costo di acquisto di quella del figlio disabile che è a suo carico fiscalmente

    (Circolare 20.04.2005 n. 15, risposta 6.4).

    La detrazione non compete in caso di veicolo acquistato da uno dei genitori del soggetto disabile

    che, insieme al figlio, è fiscalmente a carico dell’altro genitore, pur in presenza di regime di

    comunione dei beni. Per avere diritto alla detrazione è necessario che l’acquisto del veicolo e

    l’intestazione al PRA siano in capo al disabile o alla persona di famiglia della quale egli risulti a

    carico fiscalmente (Risoluzione 17.01.2007 n. 4).

    Ai fini della detrazione si prescinde dal possesso di una qualsiasi patente di guida da parte sia del

    portatore di handicap che del familiare cui risulta a carico fiscalmente.

    La legge n. 296/2006 ha stabilito che i veicoli di cui si chiede la detrazione devono essere utilizzati

    in via esclusiva o prevalente per la locomozione dei portatori di handicap destinatari del beneficio

    fiscale.

    Può beneficiare della detrazione anche un familiare che ha sostenuto la spesa nell’interesse del

    disabile, a condizione che quest’ultimo sia da considerare a suo carico ai fini fiscali.

     

    Categorie di veicoli agevolabili

    autovetture

    veicoli destinati al trasporto di persone, aventi al massimo nove posti, compreso quello del conducente

    autoveicoli per il

    trasporto promiscuo

    veicoli aventi una massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 tonnellate (o a 4,5 tonnellate, se

    a trazione elettrica o a batteria), destinati al trasporto di cose o di persone e capaci di contenere al

    massimo nove posti, compreso quello del conducente

    autoveicoli specifici

     

    veicoli destinati al trasporto di determinate cose o di persone per trasporti in particolari condizioni,

    caratterizzati dall’essere muniti permanentemente di speciali attrezzature relative a tale scopo

    autocaravan

    veicoli aventi una speciale carrozzeria ed attrezzati permanentemente per essere adibiti al trasporto e

    all’alloggio di 7 persone al massimo, compreso il conducente

    motocarrozzette

    veicoli a tre ruote destinati al trasporto di persone capaci di contenere al massimo 4 posti, compreso quello

    del conducente, ed equipaggiati di idonea carrozzeria

    motoveicoli per

    trasporto promiscuo

    veicoli a tre ruote destinati al trasporto di persone e cose, capaci di contenere al massimo quattro posti,

    compreso quello del conducente

    motoveicoli per

    trasporti specifici

    veicoli a tre ruote destinati al trasporto di determinate cose o di persone in particolari condizioni e

    caratterizzati dall’essere muniti permanentemente di speciali attrezzature relative a tale scopo

     

    Non è agevolabile l’acquisto di quadricicli leggeri, cioè delle “minicar” che possono essere

    condotte senza patente.

     

    L’adattamento del veicolo

    Solo per i disabili con ridotte o impedite capacità motorie l’adattamento del veicolo è una

    condizione necessaria per usufruire della detrazione del 19%.

    Per i disabili titolari di patente speciale, si considera ad ogni effetto “adattata” anche l’auto dotata

    di solo cambio automatico (o frizione automatica) di serie, purchè prescritto dalla Commissione

    medica locale competente per l’accertamento dell’idoneità alla guida.

    Gli adattamenti - che debbono sempre risultare dalla carta di circolazione - possono riguardare

    sia le modifiche ai comandi di guida, sia solo la carrozzeria o la sistemazione interna del veicolo,

    per mettere il disabile in condizioni di accedervi.

    Tra gli adattamenti alla carrozzeria da considerare idonei si elencano i seguenti:

    1) pedana sollevatrice ad azione meccanica/elettrica/idraulica;

    2) scivolo a scomparsa ad azione meccanica/elettrica/idraulica;

    3) braccio sollevatore ad azione meccanica/elettrica/idraulica;

    4) paranco ad azionamento meccanico/elettrico/idraulico;

    5) sedile scorrevole/girevole atto a facilitare l’insediamento del disabile nell’abitacolo;

    6) sistema di ancoraggio delle carrozzelle con annesso sistema di ritenuta del disabile

    (cinture di sicurezza);

    7) sportello scorrevole;

    8) altri adattamenti non elencati, purchè gli allestimenti siano caratterizzati da un

    collegamento permanente al veicolo, e tali da comportare un suo adattamento effettivo.

    Pertanto non dà luogo ad “adattamento” l’allestimento di semplici accessori con funzione di

    “optional”, ovvero l’applicazione di dispositivi già previsti in sede di omologazione del

    veicolo, montabili in alternativa e su semplice richiesta dell’acquirente.

    Spese per riparazione

    Nel limite di spesa di 18.075,99 euro concorrono anche le spese di riparazione imputabili a

    manutenzione straordinaria; sono quindi escluse quelle di ordinaria manutenzione quali il premio

    assicurativo, il carburante, il lubrificante, i pneumatici e le spese in genere riconducibili alla

    normale manutenzione del veicolo (Risoluzione 17.09.2002 n. 306).

    Le spese di manutenzione straordinaria devono essere sostenute entro i quattro anni dall’acquisto

    e detratte in un’unica soluzione, senza alcuna possibilità di rateizzazione (Circolare 20.04.2005, n.

    15, risposta 6.1). Tali spese devono essere indicate nel modello 730 in modo separato rispetto alle

    spese d’acquisto del veicolo, compilando quindi due righi E4 di cui uno per l’acquisto del veicolo e

    l’altro per le spese riguardanti le riparazioni.

    Vanno comprese nell’importo da inserire nel rigo E4 anche le spese indicate con il codice 4 nelle

    annotazioni del CUD.

     

    Tipologia

    Documenti

    Prima o unica rata di acquisto di:

    autovetture (*)

    autoveicoli per il trasporto

    promiscuo (*)

    autoveicoli specifici (*)

    autocaravan (*)

    motocarrozzette

    motoveicoli per trasporto

    promiscuo

    motoveicoli per trasporti

    specifici

     

     

    (*) Per i non vedenti e sordi le categorie di veicoli agevolati sono quelle con l’asterisco

     

    Per i veicoli adattati:

    Fattura relativa all’acquisto intestata al portatore di

    handicap se titolare di redditi propri superiori a 2.840,51

    euro;

    Fattura relativa all’acquisto intestata al portatore di

    handicap e/o al familiare di cui è carico fiscalmente;

    Copia della patente di guida speciale o copia del foglio rosa

    “speciale” solo per i disabili che guidano;

    Copia della carta di circolazione, da cui risulta che il veicolo dispone dei dispositivi prescritti per la conduzione di veicoli da parte di disabile titolare di patente speciale oppure che il veicolo è adattato in funzione della minorazione fisico/motoria;

    Copia della certificazione di handicap o di invalidità

    rilasciata da una Commissione pubblica deputata

    all’accertamento di tali condizioni, in cui sia esplicitamente indicata la natura motoria della disabilità. In alternativa alla certificazione il disabile potrà fornire autocertificazione effettuata nei modi e nei termini previsti dal D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 (dichiarazione sostitutiva di atto notorio), dalla quale risulti la disabilità comportante ridotte capacità motorie permanenti, come attestato dalla certificazione medica in suo possesso; Prescrizione della commissione medica locale di cui all’art.119 del D.Lgs 285 del 1992 in presenza di cambio automatico.

     

    Per i veicoli non adattati

    Fattura relativa all’acquisto intestata al portatore di

    handicap se titolare di redditi propri superiori a 2.840,51

    euro;

    Fattura relativa all’acquisto intestata al portatore di

    handicap e/o al familiare di cui è a carico fiscalmente;

    Per i non vedenti e sordi certificato che attesti la loro

    condizione, rilasciato da una Commissione medica

    pubblica;

    Per i disabili psichici o mentali verbale di accertamento

    dell’handicap emesso dalla Commissione presso l’ASL di

    cui all’art. 4, legge 104/92, dal quale risulti che il soggetto si trova in situazione di handicap grave (ai sensi del comma 3, dell’art. 3, legge 104/92) derivante da disabilità psichica, e certificazione di attribuzione dell’indennità di accompagnamento (di cui alle leggi n. 18 del 1980 e n. 508 del 1988) emesso dalla commissione per l’accertamento dell’invalidità civile di cui alla legge n. 295 del 1990; per i disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione o pluriamputati, verbale di accertamento dell’handicap emesso dalla Commissione medica presso l’ASL di cui all’art. 4, legge n. 104/92, dal quale risulti che il soggetto si trova in situazione di handicap grave (ai sensi del comma 3, dell’art. 3, legge n. 104/92) derivante da patologie (ivi comprese le pluriamputazioni) che comportano una limitazione permanente della deambulazione.

    Rate successive

     

    Qualora il contribuente, nell’anno in cui ha sostenuto la spesa di cui ha chiesto la rateizzazione, si sia avvalso dell’assistenza del medesimo CAF, non sono necessari ulteriori controlli sulla documentazione in quanto la stessa è già stata verificata.

    Nel caso in cui il contribuente negli anni precedenti non si sia rivolto al medesimo CAF occorrerà verificare tutta la documentazione necessaria per il riconoscimento della detrazione, inclusa la dichiarazione precedente in cui è evidenziata la scelta di rateizzare.

    Spese di riparazione rientranti

    nella manutenzione straordinaria

     

    Fattura relativa alla spesa di manutenzione straordinaria

    Fattura relativa all’acquisto del veicolo per verificare di non avere superato il limite di 18.075,99 euro e che non siano trascorsi più di 4 anni dall’acquisto;

    Certificazione dell’handicap come sopra descritta e/o

    autocertificazione.

     

    Spese per acquisto cane guida indicate nel rigo E5

    Art. 15, comma 1, lettera c, del TUIR

    La detrazione spetta una sola volta in un periodo di quattro anni, salvo i casi di perdita

    dell’animale; spetta per un solo cane e può essere calcolata su un importo massimo di 18.075,99

    euro. In questo limite rientrano anche le spese per l’acquisto degli autoveicoli utilizzati per il

    trasporto del non vedente. La detrazione è fruibile o dal disabile o dal familiare di cui il non

    vedente risulta fiscalmente a carico.

    Vanno comprese nell’importo da indicare nel rigo E5 anche le spese indicate con il codice 5 nelle

    annotazioni del CUD.

     

    Documentazione

    Tipologia

    Documenti

    Spese acquisto cane guida

     

    - Fattura o ricevuta relativa all’acquisto del cane guida

    - Autocertificazione attestante che negli ultimi quattro anni non ha beneficiato

    di altra detrazione per l’acquisto del cane guida, ovvero ne ha beneficiato ma si è determinata una situazione di perdita dell’animale

    - Certificato di invalidità che attesti la condizione di non vedente rilasciato da una Commissione medica pubblica

    Rate successive

     

    Qualora il contribuente, nell’anno in cui ha sostenuto la spesa della quale ha chiesto la rateizzazione, si sia avvalso dell’assistenza del medesimo CAF, non sono necessari ulteriori controlli sulla documentazione in quanto la stessa è già stata verificata.

    Nel caso in cui il contribuente negli anni precedenti non si sia rivolto al

    medesimo CAF occorrerà verificare tutta la documentazione necessaria per il riconoscimento della detrazione e la dichiarazione precedente in cui è evidenziata la scelta di rateizzare

     

    Rateizzazione spese sanitarie indicate nel rigo E6

    Art. 15, comma 1, lettera c, del TUIR

    I contribuenti che nelle precedenti dichiarazioni dei redditi, avendo sostenuto spese sanitarie per

    un importo superiore ad euro 15.493,71, hanno optato negli anni d’imposta 2009, 2010 e 2011

    per la rateizzazione di tali spese riportano nel rigo E6 gli importi di cui è stata chiesta la

    rateizzazione (deve essere compilato un rigo per ciascun anno in caso di più rateizzazioni).

    Le spese per le quali è possibile chiedere la rateizzazione sono la somma di quelle indicate nei

    righi da E1 a E3.

     

    Documentazione

    Tipologia

     

    Documenti

     

    Spese mediche

    rateizzate

     

    - Qualora il contribuente, nell’anno in cui ha sostenuto le spese mediche delle quali ha chiesto la rateizzazione, si sia avvalso dell’assistenza del medesimo Professionista, non sono necessari ulteriori controlli sulla documentazione in quanto la stessa è già stata verificata

    - Nel caso in cui il contribuente si presenti per la prima volta al Professionista è necessario , esaminare tutta la

    documentazione atta al riconoscimento delle medesime e la dichiarazione

    precedente in cui è evidenziata la scelta di rateizzare

    Si sottolinea che si deve tenere conto di quanto espressamente indicato nella presente guida con riferimento ad ogni specifica voce dei righi.

     

    Interessi passivi

    Nei righi da E7 a E11 vanno indicati gli importi degli interessi passivi, degli oneri accessori e delle

    quote di rivalutazione pagati nel 2012 in dipendenza di mutui a prescindere dalla scadenza della

    rata (criterio di cassa). Occorre pertanto prestare attenzione alla data di pagamento e non tenere

    conto della data di scadenza della rata di mutuo.

    In dettaglio, sono utilizzati:

    - il rigo E7 per i mutui ipotecari contratti per l’acquisto dell’abitazione principale;

    - il rigo E8 per i mutui ipotecari stipulati prima del 1993 su immobili diversi da quelli utilizzati

    come abitazione principale;

    - il rigo E9 per i mutui contratti nel 1997 per effettuare interventi di manutenzione, restauro e

    ristrutturazione degli edifici;

    - il rigo E10 per i mutui ipotecari contratti a partire dal 1998 per la costruzione e la

    ristrutturazione edilizia di unità immobiliari da adibire ad abitazione principale;

    - il rigo E11 per prestiti e mutui agrari di ogni specie.

    L’art. 15 del TUIR prevede la detrazione del 19% degli interessi pagati in dipendenza di mutui

    stipulati per i motivi sopra riportati.

    In caso di mutuo ipotecario sovvenzionato con contributi concessi dalla Stato o da Enti pubblici,

    non erogati in conto capitale, bensì in “conto interessi”, gli interessi passivi danno diritto alla

    detrazione solo per l’importo effettivamente rimasto a carico del contribuente (quindi un importo

    pari alla differenza tra gli interessi passivi e il contributo concesso) – (Circolare 3.05.1996 n. 108,

    risposta 2.3.2). Qualora il contributo venga restituito è possibile recuperare la quota di interessi

    non detratta, rispettando però le condizioni di fatto e di diritto vigenti per la dichiarazione dei

    redditi in cui si sarebbe potuto far valere il relativo onere in assenza del contributo e indicando

    tale importo nel modello dichiarativo tra le “Altre spese” ed in particolare tra “Le altre spese per

    le quali spetta la detrazione d’imposta del 19%” (rigo E17, E18 e E19, codice 34 del 730/2013

    redditi 2012) (Risoluzione 2.08.2010 n. 76).

    Nel caso in cui il contributo venga erogato in un periodo d’imposta successivo a quello in cui il

    contribuente ha fruito della detrazione per l’intero importo degli interessi passivi, l’ammontare del

    contributo percepito deve essere assoggettato a tassazione separata a titolo di “onere

    rimborsato”.

    Anche in caso di contributo aziendale la detrazione degli interessi, relativi al mutuo ipotecario

    stipulato per l’acquisto, la costruzione ovvero la ristrutturazione dell’abitazione principale, sarà

    limitata all’importo rimasto effettivamente a carico del dipendente mutuatario, vale a dire

    dall’importo degli interessi pagati occorre sottrarre il contributo erogato dall’azienda (Risoluzione

    28.05.2010 n. 46).

    Relativamente al “conto di finanziamento accessorio” l’Agenzia delle Entrate, considerato che:

    - la rinegoziazione dei mutui a tasso variabile stipulati anteriormente al 28/05/2008 è

    finalizzata a consentire al mutuatario in difficoltà di corrispondere una rata non più esposta

    alle fluttuazioni dei tassi di interesse;

    - si tratta di una ristrutturazione di un debito esistente e non la stipulazione di un nuovo

    contratto di mutuo;

    - gli interessi passivi maturati sul conto accessorio soddisfano i requisiti previsti dall’art.15,

    co.1, lett. b) del TUIR per l’acquisto dell’abitazione principale e i requisiti previsti dall’art.15,

    co.1-ter) del TUIR per la costruzione e le ristrutturazione dell’abitazione principale;

    - il “conto di finanziamento accessorio” è garantito dalla stessa ipoteca iscritta sull’immobile;

    ha precisato che sono detraibili gli interessi passivi relativi all’acquisto, alla costruzione e alla

    ristrutturazione dell’abitazione principale risultanti dal piano di ammortamento originario nel limite

    dell’importo di € 4.000 previsto dalla norma; gli istituti bancari, per consentire la detraibilità degli

    interessi, dovranno certificare, nell’attestazione relativa al pagamento degli interessi passivi,

    l’importo degli interessi risultanti dal mutuo originario e di quelli risultanti dal conto accessorio

    (Risoluzione 12.04.2011 n. 43).

    Tra gli oneri accessori sono compresi anche: l’intero importo delle maggiori somme corrisposte a

    causa delle variazioni del cambio di valuta relative a mutui stipulati in ECU o in altra valuta, la

    commissione spettante agli istituti per la loro attività di intermediazione, gli oneri fiscali (compresa

    l’imposta per l’iscrizione o la cancellazione di ipoteca e l’imposta sostitutiva sul capitale prestato),

    la cosiddetta “provvigione” per scarto rateizzato, le spese di istruttoria, le spese di perizia tecnica,

    le spese notarili (compreso sia l’onorario del notaio per la stipula del contratto di mutuo (Circolare

    12.05.2000 n. 95, risposta 1.2.3) con esclusione di quelle sostenute per il contratto di

    compravendita, sia le spese sostenute dal notaio per conto del cliente quali, ad esempio,

    l’iscrizione e la cancellazione dell’ipoteca), ecc..

    Qualora il contribuente abbia costituito un deposito presso il notaio in un dato anno e il notaio

    depositario emetta fattura nell’anno successivo le spese sono detraibili dall’imposta dovuta per

    l’anno di costituzione del deposito in applicazione del principio di cassa. In tali casi il contribuente

    è tenuto a conservare la documentazione attestante data e importo del deposito e la fattura

    emessa dal notaio (Circolare 1.06.2012 n. 19, risposta 5.1).

    Le spese di assicurazione dell’immobile, invece, non possono rientrare tra gli oneri accessori non

    avendo il carattere di necessarietà rispetto al contratto di mutuo (Circolare 20.04.2005 n.15,

    risposta 4.4).

    Non danno diritto alla detrazione gli interessi pagati (Circolare 12.06.2002 n. 50, risposta 4.5):

    - a seguito di aperture di credito bancarie, di cessione di stipendio e, in generale, gli interessi

    derivanti da tipi di finanziamento diversi da quelli relativi a contratti di mutuo, anche se con

    garanzia ipotecaria su immobili;

    - a fronte di un prefinanziamento acceso per finanziare un mutuo ipotecario in corso di stipula

    per l’acquisto della casa di abitazione.

    I mutui stipulati fino al 31/12/1990 non hanno limitazioni relativamente allo scopo per cui sono

    stati contratti. Non danno diritto alla detrazione gli interessi derivanti da:

    - mutui stipulati nel 1991 o nel 1992 per motivi diversi dall’acquisto della propria abitazione

    principale o secondaria (ad esempio per casa locata);

    - mutui stipulati a partire dal 1993 per motivi diversi dall’acquisto dell’abitazione principale (ad

    esempio per l’acquisto di una residenza secondaria). Sono esclusi da tale limitazione i mutui

    stipulati nel 1997 per ristrutturare gli immobili (rigo E9) ed i mutui ipotecari stipulati a partire dal

    1998 per la costruzione e la ristrutturazione edilizia dell’abitazione principale (rigo E10).

    In caso di mutuo intestato a più soggetti, ogni cointestatario può fruire della detrazione

    unicamente per la propria quota di interessi (salvo quanto previsto per i mutui stipulati per

    l’acquisto dell’abitazione principale per la quota di interessi del coniuge fiscalmente a carico), nei

    limiti previsti da ogni tipologia. E’ necessario verificare sempre gli intestatari direttamente dal

    contratto di mutuo in quanto, a volte, nelle ricevute rilasciate dagli Istituti di Credito, non sono

    sempre riportati tutti gli intestatari.

     

    Interessi passivi, oneri accessori e quote di rivalutazione dipendenti da clausole di

    indicizzazione per mutui ipotecari contratti per l’acquisto di immobili adibiti ad abitazione

    principale indicati nel rigo E7

    Art.15, comma 1, lettera b, del TUIR

    Per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente o i suoi familiari dimorano

    abitualmente. A tal fine rilevano le risultanze dei registri anagrafici o l’autocertificazione effettuata

    ai sensi del DPR 20/12/2000 n. 445, con la quale il contribuente può attestare anche che dimora

    abitualmente in luogo diverso da quello indicato nei registri anagrafici.

    La detrazione spetta al contribuente acquirente ed intestatario del contratto di mutuo, anche se

    l’immobile è adibito ad abitazione principale di un suo familiare (coniuge, parenti entro il 3° grado

    ed affini entro il 2° grado: art.5, co.5 del TUIR) – (Circolare 29.01.2001 n. 7, risposta 2.2).

    La disposizione relativa ai familiari trova applicazione a decorrere dal 2001, ma vale anche per i

    mutui in essere stipulati precedentemente, purché l’immobile sia stato adibito ad abitazione

    principale del contribuente o di un familiare entro sei mesi dall’acquisto e l’acquisto dell’unità

    immobiliare sia stato effettuato nei sei mesi precedenti o successivi alla data di stipulazione del

    contratto di mutuo (Circolare 12.06.2002 n. 50, risposta 4.2).

    Il beneficiario della detrazione deve coincidere con il proprietario dell’unità immobiliare (Circolare

    29.01.2001 n. 7, risposte 2.3 e 2.5); il requisito congiunto di “acquirente e mutuatario” è pertanto

    sempre necessario, ad eccezione dei mutui contratti anteriormente all’anno 1991 per i quali è

    prevista la detraibilità anche per i soggetti che non siano titolari di redditi di fabbricati (Circolare

    12.05.2000 n. 95, risposta 1.2.6).

    La detrazione spetta soltanto al soggetto che dall’atto di acquisto risulti essere “proprietario” o

    “nudo proprietario”, al verificarsi di tutti i requisiti richiesti, e non spetta mai all’usufruttuario in

    quanto lo stesso non acquista la proprietà dell’unità immobiliare (Circolare 3.05.1996 n. 108,

    risposta 2.3.1, Circolare 12.05.2000 n. 95, risposta 1.2.7).

    Gli interessi passivi sono detraibili anche se l’immobile su cui risulta iscritta l’ipoteca non coincide

    con quello acquistato e adibito ad abitazione principale (Circolare 29.01.2001 n. 7, risposta 2.4).

    La detrazione non compete soltanto per i mutui stipulati per l’acquisto dell’abitazione principale e

    delle pertinenze, ma anche in caso di acquisto di una ulteriore quota di proprietà dell’unità

    immobiliare.

    La detrazione non compete, invece, nel caso in cui il mutuo sia stato stipulato autonomamente per

    acquistare una pertinenza dell’abitazione principale (box, soffitta, cantina, ecc.) – (Circolare

    3.05.1996 n. 108, risposta 2.3.4).

    Il contribuente che ha acquistato dall’impresa o tramite una cooperativa edilizia un immobile perde

    il diritto alla detrazione degli interessi se non riesce a trasferire la propria residenza entro 12

    mesi, anche se la causa è imputabile al Comune a seguito, ad esempio, dei ritardi nella

    concessione dell’abitabilità (Circolare 12.05.2000 n. 95, risposta 1.2.5).

    Se il contribuente contrae un mutuo per l’acquisto di un immobile adibito a propria abitazione

    principale e un mutuo per l’acquisto di un immobile da adibire ad abitazione di un familiare, la

    detrazione deve essere riferita agli interessi pagati in corrispondenza dell’immobile adibito a

    propria abitazione (Circolare 12.06.2002 n. 50, risposta 4.4).

    Nel caso di separazione legale anche il coniuge separato, finché non intervenga l’annotazione

    della sentenza di divorzio, rientra tra i familiari (Circolare 14.06.2001 n. 55, risposta 1.3.3).

    In caso di divorzio, anche al coniuge che ha trasferito la propria dimora abituale spetta il beneficio

    della detrazione per la quota di competenza, purchè presso l’immobile in oggetto abbiano la

    propria dimora abituale i suoi familiari (ad esempio figli) – (Circolare 29.01.2001 n. 7, risposta 2.2).

    Gli interessi passivi sul mutuo ipotecario stipulato per l’abitazione principale da entrambi i coniugi

    comproprietari dell’immobile possono essere detratti interamente dal coniuge che, a seguito di

    separazione, per effetto dell’atto di trasferimento di diritti immobiliari in esecuzione di decreto di

    omologazione di separazione consensuale tra coniugi, è diventato proprietario esclusivo

    dell’immobile e si è accollato, secondo lo schema del c.d. accollo interno, le residue rate di

    mutuo, ancorché non sia intervenuta alcuna modifica del contratto di mutuo che continua a

    risultare cointestato ad entrambi i coniugi (quindi, anche se l’accollo del mutuo non ha rilevanza

    esterna), a condizione che:

    - l’accollo risulti formalizzato in un atto pubblico (ad esempio nell’atto pubblico di

    trasferimento dell’immobile) o in una scrittura privata autenticata;

    - le quietanze relative al pagamento degli interessi siano integrate dall’attestazione che

    l’intero onere è stato sostenuto dal coniuge proprietario anche per la quota riferita all’ex

    coniuge (Circolare 13.05.2011 n. 20, risposta 1.1).

    Nel caso in cui con la sentenza di separazione siano assegnati al marito l’unità immobiliare e

    relativa pertinenza precedentemente di proprietà dell’ex-moglie sui quali grava un mutuo

    ipotecario intestato a quest’ultima (detti immobili continuano ad essere l’abitazione principale

    dell’ex-moglie e dei figli) e qualora nella sentenza di separazione risulti in capo al marito l’obbligo

    di assolvere il debito relativo al mutuo contratto per l’acquisto dell’abitazione, lo stesso può

    detrarre gli interessi, anche se il mutuo è intestato all’altro coniuge e sempreché nei suoi

    confronti ricorrano le condizioni previste dalla norma per fruire del beneficio, a condizione che:

    - l’accollo risulti formalizzato in un atto pubblico o in una scrittura privata autenticata;

    - le quietanze relative al pagamento degli interessi siano integrate dall’attestazione che

    l’intero onere è stato sostenuto dal coniuge attuale proprietario.

    A tal proposito si ricorda che per abitazione principale si intende l’abitazione adibita a dimora

    abituale del proprietario o dei suoi familiari e che rientrano tra i familiari anche il coniuge separato,

    finché non intervenga la sentenza di divorzio, e i figli (Circolare 13.05.2011 n. 20, risposta 1.2).

    La detrazione è ammessa anche in presenza di contratti di mutuo stipulati con soggetti residenti

    nel territorio di uno Stato membro dell’Unione Europea ovvero a stabili organizzazioni nel territorio

    dello Stato di soggetti non residenti (Circolare 27.05.1994 n. 73, risposta 1.1.2).

    La detrazione spetta su un importo massimo di € 4.000,00 (l’aumento del limite di detraibilità da €

    3.615,20 a € 4.000,00, a decorrere dal 1° gennaio 2 008, è previsto dall’art.1, co.202 della legge n.

    244 del 24/12/2007 – Finanziaria 2008).

    Per i contratti di mutuo stipulati a partire dal 1° gennaio 1993, in caso di contitolarità del contratto

    di mutuo o di più contratti di mutuo, il limite di € 4.000,00 è riferito all’ammontare complessivo

    degli interessi, oneri accessori e quote di rivalutazione sostenuti che deve essere ripartito in parti

    uguali tra i mutuatari. Unica eccezione alla regola generale è prevista dallo stesso art. 15, comma

    1, lettera b) del TUIR (vedi anche Circolare 29.01.2001 n. 7, risposta 2.1) che riguarda il di mutuo

    cointestato con il coniuge fiscalmente a carico. In questa fattispecie, infatti, il coniuge che sostiene

    interamente la spesa, può fruire della detrazione per entrambe le quote di interessi passivi.

    Con la Circolare 1.07.2010 n. 39, risposta 1.2, l’Agenzia delle Entrate, esaminando una specifica

    casistica, ha previsto che in caso di acquisto di una abitazione principale da parte di due coniugi

    con mutuo cointestato e successiva donazione da parte di un coniuge a favore dell’altro del suo

    50% e acquisto, nello stesso anno, da parte del solo donante di altro immobile da adibire ad

    abitazione principale (con relativo mutuo al 100%), la detrazione degli interessi spetterà al coniuge

    donatario fino ad un massimo di euro 2.000,00 e al coniuge donante fino a un massimo di euro

    4.000,00.

    Per i contratti di mutuo stipulati anteriormente al 1993, la detrazione spetta su un importo

    massimo di € 4.000,00 per ciascun intestatario del mutuo e non è possibile fruire della quota del

    coniuge a carico (Circolare 12.06.2002 n. 50, risposta 4.6).

    Condizioni per usufruire della detrazione in rapporto alla data di stipula del mutuo:

    - Per i mutui stipulati dall’ 1/1/2001

    la detrazione è ammessa a condizione che l’unità immobiliare sia stata adibita ad

    abitazione principale entro un anno dalla data di acquisto e che l’acquisto sia avvenuto

    nell’anno antecedente o successivo alla data di stipulazione del mutuo (Circolare

    29.01.2001 n. 7, risposta 2.6).

    - Per i mutui stipulati dall’ 1/1/1993 fino al 31/12/2000

    la detrazione è ammessa a condizione che l’unità immobiliare sia stata adibita ad

    abitazione principale entro 6 mesi dalla data di acquisto e che l’acquisto sia avvenuto nei 6

    mesi antecedenti o successivi alla data di stipulazione del mutuo; fa eccezione il caso in

    cui al 31 dicembre 2000 non fosse già decorso il termine semestrale previsto dalla

    previgente disciplina (Circolare 14.06.2001 n. 55, risposta 1.3.2).

    - Per i soli mutui stipulati nel corso dell’anno 1993

    la detrazione è ammessa a condizione che l’unità immobiliare sia stata adibita ad

    abitazione principale entro l’8 giugno 1994.

    - Per i mutui stipulati anteriormente al 1993

    la detrazione è ammessa a condizione che l’unità immobiliare sia stata adibita ad

    abitazione principale alla data dell’8 dicembre 1993 e che, nella rimanente parte dell’anno

    e negli anni successivi, il contribuente non abbia variato l’abitazione principale per motivi

    diversi da quelli di lavoro. In questo caso, se nel corso dell’anno l’immobile non è più

    utilizzato come abitazione principale (per motivi diversi da quelli di lavoro), a partire dallo

    stesso anno, la detrazione spetta solo sull’importo massimo di € 2.065,83 per ciascun

    intestatario del mutuo (Circolare 3.05.1996 n. 108, risposta 2.3.3) da indicare nel rigo E8.

    La Circolare 15.05.1997 n. 137, risposta 2.2.2 stabilisce che per i mutui stipulati dal 1/1/1993, se

    l’unità immobiliare non è adibita ad abitazione principale entro i termini prescritti a causa di un

    trasferimento per motivi di lavoro, si mantiene il diritto alla detrazione.

    Il diritto alla detrazione viene meno a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui

    l’immobile non è più utilizzato come abitazione principale, ad eccezione del trasferimento per

    motivi di lavoro e del ricovero permanente in istituti di ricovero o sanitari. Nel primo caso la

    detrazione spetta anche se l’unità immobiliare risulta locata, mentre nel secondo caso non deve

    risultare locata (Circolare 20.04.2005 n. 15, risposta 4.5 e Risoluzione 11.02.2000 n. 13).

    E’ possibile continuare a fruire della detrazione per gli interessi passivi anche in caso di

    trasferimento per motivi di lavoro in un Comune limitrofo a quello in cui si trova la sede di lavoro;

    tale deroga non trova più applicazione a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui

    vengono meno le predette esigenze lavorative che hanno determinato lo spostamento della

    dimora abituale (Circolare 23.04.2010 n. 21, risposta 4.5).

    La detrazione è riconosciuta per gli interessi passivi corrisposti da soggetti appartenenti al

    personale in servizio permanente delle Forze armate e Forze di polizia ad ordinamento militare,

    nonché a quello dipendente dalle Forze di polizia ad ordinamento civile, in riferimento ai mutui

    ipotecari per l’acquisto di un immobile costituente unica abitazione di proprietà, prescindendo dal

    requisito della dimora abituale; pertanto, tale personale non può beneficiare della detrazione degli

    interessi passivi se al momento dell’acquisto dell’unità immobiliare per la quale intende fruire della

    norma agevolativa è già proprietario di un altro immobile, a nulla rilevando che su quest’ultimo

    gravi un diritto reale di godimento (Circolare 13.05.2011 n. 20, risposta 1.6).

    In ogni caso se il contribuente torna ad adibire l’immobile ad abitazione principale, in relazione alle

    rate pagate a decorrere da tale momento, è possibile fruire nuovamente della detrazione

    (Circolare 20.06.2002 n. 55, risposta 1 e Circolare 14.06.2001 n. 55, risposta 1.3.1).

    Non si tiene conto del periodo intercorrente tra la data di acquisto e quella del mutuo se l’originario

    contratto di mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale viene estinto e ne viene stipulato uno

    nuovo, anche con una banca diversa, compresa l’ipotesi di surrogazione per volontà del debitore,

    prevista dall’articolo 8 del D.L. n. 7 del 31/01/2007 (convertito con modificazioni dalla legge n. 40

    del 2/04/2007). In tale ipotesi il diritto alla detrazione compete per un importo non superiore a

    quello che risulterebbe con riferimento alla quota residua di capitale del vecchio mutuo,

    maggiorata delle spese ed oneri accessori correlati con l’estinzione del vecchio mutuo e

    l’accensione del nuovo.

    Anche in caso di rinegoziazione di un contratto di mutuo per l’acquisto di propria abitazione il

    diritto alla detrazione degli interessi compete nei limiti riferiti alla residua quota di capitale

    (incrementata delle eventuali rate scadute e non pagate, del rateo di interessi del semestre in

    corso, rivalutati al cambio del giorno in cui avviene la conversione nonché degli oneri susseguenti

    all’estinzione anticipata della provvista in valuta estera) da rimborsare alla data di rinegoziazione

    del predetto contratto. Le parti contraenti si considerano invariate anche nel caso in cui la

    rinegoziazione avviene, anziché con il contraente originario, tra la banca e colui che nel frattempo

    è subentrato nel rapporto di mutuo a seguito di accollo.

    Di conseguenza per determinare la percentuale (X) sulla quale è possibile fruire della detrazione

    sugli interessi passivi è possibile adottare la seguente formula:

     

    100 x (quota residua primo mutuo + oneri correlati)

    X = ----------------------------------------------------------

    importo del secondo mutuo

     

    Con la Risoluzione 21.02.2008 n. 57, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che in caso di estinzione

    di un vecchio mutuo, intestato ad entrambi i coniugi, e successiva stipula di un nuovo mutuo si

    conservano i benefici fiscali anche se quest’ultimo è contratto da uno solo degli originari mutuatari.

    Specularmente è possibile fruire della detrazione sugli interessi passivi anche se il contratto di

    mutuo intestato dapprima ad un solo coniuge si sostituisce con uno intestato ad entrambi

    (Circolare 23.04.2010 n. 21, risposta 4.4).

    Acquisto di immobili oggetto di ristrutturazione

    Qualora l’immobile acquistato sia oggetto di ristrutturazione edilizia, la detrazione spetta dalla data

    in cui l’immobile è adibito ad abitazione principale, che comunque deve avvenire entro 2 anni

    dall’acquisto (Circolare 29.01.2001 n. 7, risposta 2.9).

    Il rispetto del requisito dei 2 anni può risultare (Circolare 20.04.2005 n.15, risposta 4.3):

    - dai registri anagrafici;

    - da autocertificazione resa ai sensi del DPR n. 445/2000 (con tale autocertificazione il

    contribuente può attestare, altresì, che dimora abitualmente in luogo diverso da quello

    risultante dai registri anagrafici).

    Qualora non fosse possibile fissare la dimora abituale presso l’unità abitativa entro 2 anni

    dall’acquisto per cause imputabili al Comune che non provvede in tempo utile al rilascio delle

    abilitazioni amministrative richieste, si potrà comunque usufruire della detrazione d’imposta.

    Le condizioni e le modalità per poter beneficiare della detrazione in caso di mutui per l’acquisto

    dell’immobile ancorché oggetto di lavori di ristrutturazione edilizia sono indicate nella lett. b) del

    co.1 dell’art.15 del TUIR. Le regole specifiche che disciplinano la fruizione della detrazione

    prevista dall’art.15, co.1, lett. b) del TUIR possono essere applicate soltanto nel caso in cui

    oggetto di ristrutturazione sia un immobile già idoneo, prima dell’effettuazione dei lavori, ad essere

    adibito a dimora abituale; qualora invece venisse acquistato un immobile allo stato grezzo, ossia

    non ancora ultimato, può trovare eventualmente applicazione l’art.15, co.1-ter del TUIR che

    disciplina la detrazione d’imposta relativa agli interessi passivi sui mutui contratti per la

    costruzione (a cui è assimilabile la ristrutturazione edilizia di cui all’art. 31, co.1, lett. d della legge

    n.457/78) di una unità immobiliare da adibire ad abitazione principale (Risoluzione 9.01.2007 n.1).

    Si rientra nella casistica in esame anche se il contribuente stipula un mutuo per l’acquisto di un

    immobile da adibire ad abitazione principale e successivamente, dopo qualche mese, prima della

    variazione della residenza, apre una DIA comprovata dalla relativa concessione edilizia o atto

    equivalente; naturalmente sarà possibile beneficiare della detrazione d’imposta a partire dalla data

    in cui l’immobile è adibito a dimora abituale a condizione che l’utilizzo come abitazione principale

    avvenga entro due anni dall’acquisto (Circolare 1.07.2010 n. 39, risposta 1.3).

    In caso di acquisto di tre unità immobiliari (A/2 adibita ad abitazione principale, A/3 attualmente in

    ristrutturazione al fine di realizzare un’unica abitazione catastalmente accorpata a quella principale,

    C/6 pertinenza dell’abitazione principale) l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il contribuente

    potrà usufruire subito dell’agevolazione in relazione agli interessi passivi imputabili alla sola quota

    di mutuo destinata all’acquisto delle unità catastali A/2 e C/6, adibite rispettivamente ad abitazione

    principale e alla relativa pertinenza, e successivamente potrà usufruire della detrazione anche per

    l’unità immobiliare A/3, purché si realizzi l’accorpamento di tale unità abitativa all’immobile adibito

    ad abitazione principale nei tempi previsti dalle disposizioni che regolamentano la detrazione per gli

    immobili oggetto di ristrutturazione (Risoluzione 29.04.2009 n. 117).

     

    Acquisto di immobili locati

    Se è stato acquistato un immobile locato (Circolare 12.06.2002 n. 50, risposta 4.3), la detrazione

    spetta a decorrere dalla prima rata di mutuo corrisposto, a condizione che entro 3 mesi

    dall’acquisto l’acquirente notifichi al locatario l’intimazione di sfratto per finita locazione e che entro

    l’anno dal rilascio dell’immobile lo stesso sia adibito ad abitazione principale. Per quanto riguarda i

    mutui contratti prima del 2001, la disposizione, entrata in vigore il 1° gennaio 2001, può essere

    applicata anche con riferimento ai mutui stipulati nell’anno 2000, sempreché al 31 dicembre 2000

    non sia già decorso il termine entro il quale deve essere notificato al locatario l’atto di intimazione

    di licenza o di sfratto per finita locazione e che l’adempimento venga comunque posto in essere

    nei 3 mesi successivi all’acquisto.

    Attenzione: in caso di acquisto di immobile locato rileva esclusivamente l’intimazione di sfratto per

    finita locazione e non l’intimazione di sfratto per morosità.

    Qualora entro un anno dal rilascio l’immobile non venga destinato ad abitazione principale,

    dovranno essere dichiarati a tassazione separata, quali oneri rimborsati, gli interessi per i quali il

    contribuente ha usufruito della detrazione d’imposta.

    Qualora un soggetto si trovi nella condizione di potersi avvalere contemporaneamente della

    detrazione in riferimento ad un primo immobile acquistato con mutuo ed adibito ad abitazione

    principale e ad un secondo immobile acquistato con mutuo ma locato e da destinare ad abitazione

    principale, potrà applicare la detrazione per uno solo degli immobili e, nel periodo in cui il nuovo

    immobile acquistato è ancora occupato dal conduttore e fino a quando verrà rilasciato e adibito ad

    abitazione principale, potrà applicare la detrazione agli interessi pagati per il mutuo contratto per

    l’acquisto del primo immobile effettivamente adibito ad abitazione principale (Circolare 12.06.2002

    n. 50, risposta 4.4)

     

    Acquisto di immobili all’asta

    In considerazione dell’analogia con l’acquisto di immobili locati l’Agenzia delle Entrate ritiene che

    la detrazione degli interessi pagati in relazione alla stipula del mutuo contratto per l’acquisto

    dell’immobile all’asta compete, a condizione che l’azione esecutiva per il rilascio sia stata attivata

    entro 3 mesi dal decreto di trasferimento e che l’abitazione sia stata adibita ad abitazione

    principale entro un anno dal rilascio (Risoluzione 14.10.2008 n. 385).

    Accollo

    In caso di accollo di un mutuo stipulato dall’impresa costruttrice spetta il diritto alla detrazione se

    ricorrono le condizioni previste dalle norme. In questi casi per data di stipulazione del contratto di

    mutuo deve intendersi quella di stipulazione del contratto di accollo del mutuo (Circolare

    27.05.1994 n. 73, risposta 1.1.3).

    In caso di successione a causa di morte, la detrazione compete agli eredi, compreso il coniuge

    superstite contitolare del contratto di mutuo, a condizione che provvedano a regolarizzare l’accollo

    del mutuo, sempre che sussistano gli altri requisiti (Circolare 1.06.1999 n. 122, risposta 1.2.1).

    L’eventuale pagamento dell’intera quota del mutuo da parte di un solo erede consente a questi la

    detrazione degli interessi nella misura massima consentita a condizione che tra gli eredi

    intervenga un accordo, nella forma della scrittura privata autenticata o dell’atto pubblico, da cui

    risulti il soggetto che assume l’obbligo del pagamento dell’intero debito relativo al mutuo; in

    assenza di modifiche contrattuali inerenti l’intestazione del mutuo continuano a essere debitori tutti

    gli eredi (Circolare 13.05.2011 n. 20, risposta 1.4).

    Sono comprese nel rigo E7 anche le somme pagate dagli acquirenti di unità immobiliari di nuova

    costruzione alla cooperativa o all’impresa costruttrice a titolo di rimborso degli interessi passivi,

    oneri accessori e quote di rivalutazione, relativi a mutui ipotecari contratti dalla cooperativa stessa

    e ancora indivisi (Circolare 12.05.2000 n. 95, risposta 1.2.4). Per definire quando il contribuente può

    far valere il diritto alla detrazione è necessario far riferimento al momento della delibera di

    assegnazione dell’alloggio, con conseguente assunzione dell’obbligo di pagamento del mutuo e di

    immissione in possesso e non al momento del formale atto di assegnazione redatto dal notaio o a

    quello dell’acquisto (Circolare 1.06.1999 n. 122, risposta 1.2.2). In questi casi il pagamento degli

    interessi relativi al mutuo può essere anche certificato attraverso la documentazione rilasciata

    dalla cooperativa intestataria del mutuo.

    Motivazione del mutuo

    Al riguardo l’Agenzia delle Entrate con la Circolare 20.04.2005 n. 15 aveva precisato che non

    poteva essere apposto il visto di conformità in assenza della documentazione utile a comprovare

    che il mutuo risultava stipulato per l’acquisto dell’abitazione principale; documentazione che

    poteva essere rappresentata:

    - dal contratto di mutuo o da quello di acquisto dell’abitazione;

    - da altra documentazione rilasciata dalla banca.

    Successivamente, con Risoluzione 22.12.2006 n. 147, l’Agenzia delle Entrate ha precisato

    ulteriormente che se la motivazione non è contenuta nel contratto di compravendita ovvero nel

    contratto di mutuo e qualora anche la banca mutuante non sia in grado di rilasciare una espressa

    dichiarazione in cui sia attestata la motivazione del mutuo, il contribuente potrà ricorrere alla

    dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà effettuata ai sensi dell’art. 47 del DPR n. 445/2000; il

    CAF, pertanto, potrà riconoscere la detrazione degli interessi passivi sulla base della predetta

    autodichiarazione.

    Nell’ipotesi di mutui misti (ad esempio, mutui stipulati per l’acquisto e per la ristrutturazione

    dell’abitazione principale) il contribuente, al fine di distinguere la differente finalità e i relativi importi

    per non perdere la detrazione degli interessi, può produrre una dichiarazione sostitutiva di atto di

    notorietà ai sensi dell’art.47 del DPR n.445/2000 nella quale sia attestato quale somma sia

    imputabile all’acquisto dell’abitazione e quale alla ristrutturazione (conformemente a quanto

    previsto dalla risoluzione n.147/E del 22/12/2006); sulla base di tale documento e in presenza delle

    altre condizioni previste dalla legge è possibile riconoscere la detrazione degli interessi per

    l’acquisto dell’abitazione (Circolare 13.05.2011 n. 20, risposta 1.3).

     

    Riparametrazione dell’importo detraibile

    In caso di mutuo eccedente il costo sostenuto per l’acquisto dell’immobile, comprensivo delle

    spese notarili e degli altri oneri accessori, l’agevolazione deve essere limitata all’ammontare del

    predetto costo, risultante dal costo dell’immobile riportato sul rogito, dalle altre spese e dagli altri

    oneri accessori debitamente documentati (Circolare 20.04.2005 n.15, risposta 4.1).

    Per determinare la parte di interessi sulla quale calcolare la detrazione può essere utilizzata la

    seguente formula:

    (costo di acquisizione dell’immobile + oneri accessori) x interessi pagati

    --------------------------------------------------------------------

                           capitale dato a mutuo

     

    Attenzione: il confronto va fatto tra l’importo complessivo del mutuo e l’intero costo di

    acquisizione dell’immobile.

    Nel caso di unico mutuatario al 100% e proprietà dell’immobile divisa tra lo stesso mutuatario e

    altro comproprietario al 50% ciascuno, l’importo del capitale dato a mutuo, da indicare al

    denominatore della formula, sarà uguale all’intero importo del mutuo, e il costo di acquisizione

    dell’immobile, da indicare al numeratore della formula, sarà uguale all’intero costo sostenuto per

    l’acquisto (e non al 50% di tale costo) (Circolare 18.05.2006 n. 17, risposta 7).

    Attenzione: in caso di due mutuatari comproprietari dell’immobile, al 40% l’uno e al 60% l’altro,

    l’importo complessivo del mutuo si confronterà con il costo complessivo dell’immobile e gli

    interessi detraibili saranno suddivisi, nei limiti della norma, se non diversamente riportato nel

    contratto di mutuo, al 50% ciascuno. Non rileva infatti in questo caso la percentuale di proprietà

    dell’immobile.

    Il nudo proprietario che ha contratto il mutuo per l’acquisto della piena proprietà di una unità

    immobiliare concedendone l’usufrutto al figlio può esercitare la detrazione in relazione a tutti gli

    interessi pagati, rapportati all’intero valore dell’immobile, sempreché risultino soddisfatte le altre

    condizioni richieste dalla legge (Circolare 13.05.2011 n. 20, risposta 1.5).

    Tra le spese e gli oneri accessori connessi all’acquisto rientrano ad esempio (Circolare

    31.05.2005 n. 26, risposta 3):

    - l’onorario del notaio per l’acquisto dell’immobile (Risoluzione 23.09.2005 n. 128);

    - l’onorario del notaio per la stipula del mutuo;

    - le spese di mediazione;

    - le imposte di registro e quelle ipotecarie e catastali;

    - l’iscrizione e la cancellazione dell’ipoteca;

    - l’imposta sostitutiva sul capitale prestato;

    - le spese sostenute per eventuali autorizzazioni del Giudice Tutelare e quelle sostenute in

    caso di acquisto effettuato nell’ambito di una procedura esecutiva individuale o

    concorsuale.

    In caso di estinzione dell’originario contratto di mutuo e stipula di un nuovo mutuo (di importo

    massimo pari al capitale residuo maggiorato delle spese e degli oneri correlati) la percentuale di

    detraibilità degli interessi determinata con riferimento al mutuo originario trova applicazione anche

    relativamente agli interessi che scaturiscono dal nuovo mutuo (Risoluzione 14.11.2007 n. 328).

    Nel caso in cui si stipula un mutuo d’importo superiore al costo di acquisto dell’immobile

    aumentato delle spese e degli oneri correlati e successivamente lo si estingue per stipulare un

    nuovo mutuo di importo superiore alla quota residua del mutuo originario maggiorato delle spese

    e degli oneri correlati, oltre a tenere conto di quanto precisato con la citata risoluzione n.

    328/2007, bisogna tener conto di quanto previsto dall’art. 8 del D.L. n. 7/2007 precedentemente

    indicato.

    Nel rigo  sono riportati anche gli interessi passivi sui mutui ipotecari indicati con il codice 7 - Es. nelle

    annotazioni del CUD 2013 e/o del CUD 2012.

     

    Documentazione

     

    Tipologia

    Documenti

    Importo detraibile

    mutui contratti per

    l’acquisto dell’unità

    immobiliare adibita ad

    abitazione principale

     

    - Ricevute quietanzate dalla banca relative alle rate di mutuo pagate nel 2012

    - Contratto di mutuo dal quale deve risultare che il finanziamento è stato concesso per l’acquisto

    dell’immobile (o dell’ulteriore quota) che è stato o

    sarà adibito ad abitazione principale

    - Contratto di acquisto dell’immobile per verificare sia i vincoli temporali previsti sia l’importo (spesa

    sostenuta per l’acquisto) riportato sull’atto che, se

    pur maggiorato di eventuali oneri correlati

    all’acquisto, risultasse inferiore al capitale erogato,

    renderà necessario il riproporzionamento degli

    interessi alla minore spesa sostenuta

    - Certificazione degli oneri accessori all’acquisto in

    caso di riparametrazione degli interessi

    - Autocertificazione che attesti che l’immobile

    acquistato è stato adibito ad abitazione principale nei termini previsti dalla norma e, ove mancante nel contratto di mutuo, la motivazione per il quale lo

    stesso è stato contratto

    € 4.000,00

    per ciascun intestatario

    per mutui stipulati ante

    1993 e da suddividere tra

    i cointestatari per mutui

    stipulati dal 1993

     

    estinzione o

    rinegoziazione dei

    contratti di mutuo

    indicati in precedenza e

    stipula di un nuovo

    mutuo di importo non

    superiore alla restante

    quota di capitale da

    rimborsare.

     

    - Ricevute quietanzate dalla banca relative alle rate di

    mutuo pagate nel 2012

    - Contratto di mutuo precedente dal quale deve

    risultare che il finanziamento è stato concesso per

    l’acquisto dell’abitazione principale

    - Contratto di acquisto dell’immobile per verificare sia i vincoli temporali previsti sia l’importo (spesa

    sostenuta per l’acquisto) riportato sull’atto che se,

    pur maggiorato di eventuali oneri correlati

    all’acquisto, risultasse inferiore al capitale erogato,

    renderà necessario il riproporzionamento degli

    interessi alla minore spesa sostenuta

    - Certificazione degli oneri accessori all’acquisto in

    caso di riparametrazione degli interessi

    - Nuovo contratto di mutuo con lo stesso oggetto e

    con le nuove condizioni

    - Documentazione comprovante la quota residua di

    capitale del mutuo originario e gli oneri correlati

    all’estinzione/rinegoziazione del vecchio mutuo e alla

    stipula del nuovo

    - Autocertificazione che attesti che l’immobile

    acquistato è stato adibito ad abitazione principale nei

    termini previsti dalla norma, ai fini della detrazione

    degli interessi passivi derivanti da contratto di mutuo

    e, ove mancante nel contratto di mutuo, la

    motivazione per il quale lo stesso è stato contratto

    Si mantengono le

    condizioni di detraibilità

    del mutuo originario

     

    mutui contratti dal

    1/1/2001 per l’acquisto

    dell’unità immobiliare

    oggetto di

    ristrutturazione edilizia

    destinata ad abitazione

    principale

     

    - Ricevute quietanzate dalla banca relative alle rate

    dimutuo pagate nel 2012

    - Contratti di mutuo dal quale deve risultare che il

    finanziamento è stato concesso per l’acquisto

    dell’immobile che è stato adibito ad abitazione

    principale

    - Contratto di acquisto dell’immobile per verificare sia i vincoli temporali previsti sia l’importo (spesa

    sostenuta per l’acquisto) riportato sull’atto che, se pur maggiorato di eventuali oneri correlati all’acquisto, risultasse inferiore al capitale erogato, renderà necessario il riproporzionamento degli interessi alla

    minore spesa sostenuta

    - Le abilitazioni amministrative richieste dalla vigente

    legislazione

    - Certificazione degli oneri accessori all’acquisto in

    caso di riparametrazione degli interessi

    - Autocertificazione che attesti che l’immobile

    acquistato è stato adibito ad abitazione principale nei

    termini previsti dalla norma e, ove mancante nel

    contratto di mutuo, la motivazione per il quale lo

    stesso è stato contratto

    € 4.000,00 complessivi

    da dividere tra i

    cointestatari anche nel

    caso di più mutui accesi

    per l’acquisto dello

    stesso immobile

     

    mutui ipotecari contratti

    dalla cooperativa o

    dall’impresa costruttrice

     

    - Ripartizione della spesa di competenza del

    contribuente relativa alle rate di mutuo pagate nel

    2012

    - Autocertificazione che attesti che l’immobile

    acquistato è stato adibito ad abitazione principale nei

    termini previsti dalla norma, ai fini della detrazione

    degli interessi passivi derivanti da contratto di mutuo

    € 4.000,00 complessivi

    da dividere tra i

    cointestatari

     

    mutui contratti dal

    1/1/2001 per l’acquisto

    dell’unità immobiliare

    locata e destinata ad

    abitazione principale

     

    - Ricevute quietanzate dalla banca relative alle rate di

    mutuo pagate nel 2012

    - Contratti di mutuo dal quale deve risultare che il

    finanziamento è stato concesso per l’acquisto

    dell’immobile che è stato adibito ad abitazione

    principale

    - Contratto di acquisto dell’immobile per verificare sia i

    vincoli temporali previsti sia l’importo (spesa

    sostenuta per l’acquisto) riportato sull’atto che, se pur

    maggiorato di eventuali oneri correlati all’acquisto,

    risultasse inferiore al capitale erogato, renderà

    necessario il riproporzionamento degli interessi alla

    minore spesa sostenuta

    - Certificazione degli oneri accessori all’acquisto in

    caso di riparametrazione degli interessi

    - Atto di intimazione di licenza o di sfratto per finita

    locazione notificato entro 3 mesi dalla data di acquisto

    - Autocertificazione che attesti che l’immobile

    acquistato è stato adibito ad abitazione principale nei

    termini previsti dalla norma e, ove mancante nel

    contratto di mutuo, la motivazione per il quale lo

    stesso è stato contratto

    € 4.000,00 complessivi

    da dividere tra i

    cointestatari anche nel

    caso di più mutui accesi

    per l’acquisto dello

    stesso immobile

     

    in caso di accollo interno

    a seguito di separazione

    legale o di successione

     

    - Ricevute quietanzate dalla banca relative alle rate di

    mutuo pagate nel 2012 integrate dall’attestazione

    che l’intero onere è stato sostenuto dal contribuente

    - Contratto di mutuo dal quale deve risultare che il

    finanziamento è stato concesso per l’acquisto

    dell’immobile (o dell’ulteriore quota) che è stato

    adibito ad abitazione principale

    - Contratto di acquisto dell’immobile per verificare sia i

    vincoli temporali previsti sia l’importo (spesa

    sostenuta per l’acquisto) riportato sull’atto che, se

    pur maggiorato di eventuali oneri correlati

    all’acquisto, risultasse inferiore al capitale erogato,

    renderà necessario il riproporzionamento degli

    interessi alla minore spesa sostenuta

    - Certificazione degli oneri accessori all’acquisto in

    caso di riparametrazione degli interessi

    - Autocertificazione che attesti che l’immobile

    acquistato è stato adibito ad abitazione principale nei

    termini previsti dalla norma e, ove mancante nel

    contratto di mutuo, la motivazione per il quale lo

    stesso è stato contratto

    - Atto pubblico o scrittura privata autenticata in cui

    risulta formalizzato l’accollo

    € 4.000,00 complessivi

     

    mutui misti

     

    - Ricevute quietanzate dalla banca relative alle rate di

    mutuo pagate nel 2012

    - Contratto di mutuo dal quale deve risultare che il

    finanziamento è stato concesso per l’acquisto e per

    la ristrutturazione dell’immobile da adibire ad

    abitazione principale

    - Contratto di acquisto dell’immobile per verificare sia i

    vincoli temporali previsti sia l’importo riportato

    sull’atto che, se pur maggiorato di eventuali oneri

    correlati all’acquisto, risultasse inferiore al capitale

    erogato, renderà necessario il riproporzionamento

    degli interessi alla minore spesa sostenuta

    - Certificazione degli oneri accessori all’acquisto in

    caso di riparametrazione degli interessi

    - Autocertificazione che attesti che l’immobile

    acquistato è stato adibito ad abitazione principale nei

    termini previsti dalla norma e l’indicazione della

    somma imputabile all’acquisto e quella relativa alla

    ristrutturazione dell’abitazione principale

    € 4.000,00 complessivi

    da dividere tra i

    cointestatari

     

     

    Interessi passivi, oneri accessori e quote di rivalutazione dipendenti da clausole di

    indicizzazione per mutui ipotecari contratti per l’acquisto di immobili diversi dall’abitazione

    principale indicati nel rigo E8

    Art.15, comma 1, lettera b, del TUIR

    Sono indicati in questo rigo, per un importo non superiore a € 2.065,83 per ciascun intestatario del

    mutuo, gli interessi passivi, gli oneri accessori e le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di

    indicizzazione per mutui ipotecari su immobili diversi da quelli utilizzati come abitazione principale

    stipulati prima del 1993.

    Per i mutui stipulati nel 1991 e 1992 la detrazione spetta solo per quelli relativi all’acquisto di

    immobili da adibire a propria abitazione, diversa da quella principale, e per i quali non sia variata

    tale condizione, ad esempio l’immobile è stato concesso in locazione.

    E’ possibile fruire della detrazione sia nel caso di accollo (precedente al 1993) che di

    rinegoziazione del contratto di mutuo.

    Nel caso in cui si verifichi la compresenza di mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale e di

    mutuo su immobili diversi dall’abitazione principale (E7 + E8):

    - se l’importo del rigo E7 è maggiore o uguale a € 2.065,83, l’importo del rigo E8 non concorre al

    calcolo della detrazione;

    - se l’importo del rigo E7 è minore a € 2.065,83, la somma degli importi del rigo E7 e del rigo E8

    non può superare € 2.065,83.

    Nel rigo E8 sono compresi anche gli interessi passivi sui mutui ipotecari indicati con il codice 8

    nelle annotazioni del CUD 2013 e/o del CUD 2012.

     

    Documentazione

    Tipologia

    Documenti

    Importo detraibile

    mutui contratti nel

    1991 e nel 1992 per

    l’acquisto di immobili

    da adibire a propria

    abitazione diversa da

    quella principale

    - Ricevute quietanzate dalla banca relative alle rate di mutuo

    pagate nel 2012

    - Contratto di mutuo dal quale risulti che il finanziamento è

    stato concesso per l’acquisto dell’immobile

    - Contratto di acquisto dell’immobile per verificare l’importo

    (spesa sostenuta per l’acquisto) riportato sull’atto che, se pur

    maggiorato di eventuali oneri correlati all’acquisto, risultasse

    inferiore al capitale erogato, renderà necessario il

    riproporzionamento degli interessi alla minore spesa

    sostenuta

    - Certificazione degli oneri accessori all’acquisto in caso di

    riparametrazione degli interessi

    - Autocertificazione che attesti che l’immobile è stato adibito a

    propria abitazione diversa da quella principale e tale

    condizione sussisteva per l’anno 2012 e, ove mancante nel

    contratto di mutuo, la motivazione per il quale lo stesso è

    stato contratto

    € 2.065,83 per

    ciascun intestatario

    del mutuo

     

    mutui contratti prima

    del 1/1/1991 per

    l’acquisto di qualsiasi

    tipo di immobile

    - Ricevute quietanzate dalla banca relative alle rate di mutuo

    pagate nel 2012

     

     

    Interessi passivi, oneri accessori e quote di rivalutazione dipendenti da clausole di

    indicizzazione per mutui (anche non ipotecari) contratti nel 1997 per effettuare interventi di

    manutenzione, restauro e ristrutturazione degli edifici indicati nel rigo E9

    Art. 1, comma 4, D. L. 31/12/96, n. 669, convertito nella L. 28/02/97, n. 30

    La detrazione spetta su un importo massimo di € 2.582,28 per contratti di mutui, anche non

    ipotecari, stipulati nel 1997 per effettuare interventi di manutenzione, restauro e ristrutturazione

    degli edifici. Non sono ammessi altri tipi di finanziamento, come ad esempio aperture di credito o

    cambiali ipotecarie.

    In caso di contitolarità del contratto di mutuo o di più contratti di mutuo detto limite è riferito

    all’ammontare complessivo degli interessi, oneri accessori e quote di rivalutazione sostenuti.

    Se il contratto di mutuo è stipulato da un condominio la detrazione spetta a ciascun condomino in

    ragione dei millesimi di proprietà.

    In base all’art. 31 comma 1 lettere a), b), c) e d) della legge 5 agosto 1978 n. 457 gli interventi di

    recupero del patrimonio edilizio relativamente ai quali compete la predetta detrazione, sono i

    seguenti:

    a) interventi di manutenzione ordinaria: opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle

    finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti

    tecnologici esistenti;

    b) interventi di manutenzione straordinaria: opere e modifiche necessarie per rinnovare e

    sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi

    igienico-sanitari e tecnologici, sempreché non alterino i volumi e le superfici delle singole

    unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d’uso;

    c) interventi di restauro e di risanamento conservativo: opere di consolidamento, ripristino e

    rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli

    impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo

    edilizio;

    d) interventi di ristrutturazione edilizia: interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi

    mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in

    tutto o in parte diverso dal precedente.

    Il diritto alla detrazione spetta a condizione che il contratto di mutuo sia stato stipulato con lo

    specifico scopo di finanziare i predetti interventi di recupero edilizio che possono riguardare

    qualsiasi tipo di immobile (abitazione principale, altro tipo di abitazione, box, cantine, uffici, negozi,

    ecc.), sempreché gli interventi siano effettuati nel rispetto della normativa che disciplina l’attività

    edilizia (Circolare 1.06.1999 n. 122, risposta 1.2.3).

    Non è possibile riconoscere la detrazione se dal contratto di mutuo non risulta la specifica

    destinazione del mutuo.

    La detrazione può coesistere con quella relativa ai mutui per l’acquisto dell’abitazione principale

    (di cui al rigo E7) e ai mutui per la costruzione dell’abitazione principale (di cui al rigo E10).

    La detrazione spetta se l’intervento riguarda sia gli immobili di proprietà del contribuente, sia quelli

    di proprietà di terzi, utilizzati dal contribuente sulla base di un contratto registrato a titolo oneroso o

    gratuito o di altro titolo idoneo (Circolare 13.06.1997 n. 167).

    La detrazione non spetta più nel caso in cui un mutuo contratto nel 1997 per interventi di recupero

    edilizio sia stato successivamente rinegoziato (Circolare 14.06.2001 n. 55, risposta 1.3.4).

    La detrazione spetta limitatamente agli interessi relativi all’ammontare del mutuo effettivamente

    utilizzato per la copertura dell’importo delle spese documentate; la detrazione non spetta sugli

    interessi che si riferiscono alla parte del mutuo eccedente l’ammontare delle stesse.

    L’ammontare delle spese effettivamente sostenute è quello che risulta al termine dei lavori di

    costruzione o ristrutturazione dell’unità immobiliare (Circolare 3.05.2005 n. 17, risposta 2).

    Nel rigo E9 sono riportati anche gli interessi passivi sui mutui indicati con il codice 9 nelle

    annotazioni del CUD 2013 e/o del CUD 2012.

     

    Documentazione

    Tipologia

    Documenti

    Importo detraibile

    mutui contratti nel

    1997 per

    effettuare

    interventi di

    manutenzione,

    restauro e

    ristrutturazione

    degli edifici

     

    - Ricevute quietanzate dalla banca relative alle rate di

    mutuo pagate nel 2012

    - Contratto di mutuo dal quale dovrà risultare che il

    finanziamento è stato concesso per realizzare gli

    interventi di recupero edilizio

    - Fatture relative ai lavori eseguiti al fine di rapportare gli

    interessi alle spese effettivamente sostenute

     

    € 2.582,28

    complessivi da

    dividere in parti

    uguali tra i

    cointestatari, anche

    nel caso di più

    mutui accesi con le

    stesse finalità

     

     

    Interessi passivi, oneri accessori e quote di rivalutazione dipendenti da clausole di

    indicizzazione per mutui ipotecari contratti a partire dal 1998 per la costruzione e la

    ristrutturazione edilizia dell’abitazione principale indicati nel rigo E10

    Art. 15, comma 1 ter, del TUIR -- D.M. 30/07/1999, n. 311

    La detrazione spetta su un importo massimo di € 2.582,28 per mutui ipotecari contratti a partire

    dal 1998 per la costruzione e la ristrutturazione edilizia dell’abitazione principale.

    Per costruzione di unità immobiliare si intendono tutti gli interventi realizzati in conformità al

    provvedimento di abilitazione comunale che autorizzi una nuova costruzione, compresi gli

    interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’articolo 31, comma 1, lettera d) della legge 5 agosto

    1978 n. 457.

    In caso di contitolarità del contratto di mutuo o di più contratti di mutuo, il limite di € 2.582,28 si

    riferisce all’ammontare complessivo degli interessi, oneri accessori e quote di rivalutazione

    sostenuti.

    La detrazione degli interessi passivi, in caso di ristrutturazione edilizia, compete in presenza di un

    provvedimento di abilitazione comunale (concessione edilizia o DIA) nel quale sia indicato che

    l’autorizzazione riguarda i lavori di cui all’articolo 31, comma 1, lettera d) della legge 5 agosto

    1978 n. 457 ovvero, in carenza di tale indicazione, se il contribuente è in possesso di analoga

    dichiarazione sottoscritta dal responsabile del competente ufficio comunale (Circolare 12.05.2000 n.

    95, risposta 1.3.1).

    Con la Risoluzione 7.09.2007 n. 241, l’Agenzia delle Entrate, conformemente a quanto già indicato

    con riferimento al contratto di mutuo stipulato per l’acquisto dell’abitazione principale, ha precisato

    che se la motivazione non è contenuta nel contratto di mutuo e qualora anche la banca mutuante

    non sia in grado di rilasciare una espressa dichiarazione in cui sia attestata la motivazione del

    mutuo, il contribuente potrà ricorrere alla dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà effettuata ai

    sensi dell’art. 47 del D.P.R. n. 445/2000; il CAF, pertanto, potrà riconoscere la detrazione degli

    interessi passivi sulla base della predetta autodichiarazione.

    La detrazione degli interessi passivi spetta anche per la costruzione e la ristrutturazione edilizia di

    un fabbricato rurale da adibire ad abitazione principale del coltivatore diretto (Circolare 12.05.2000

    n. 95, risposta 1.3.2).

    Per fruire della detrazione è necessario che vengano rispettate le seguenti condizioni:

    - l’unità immobiliare che si costruisce deve essere quella nella quale il contribuente o i suoi

    familiari intendono dimorare abitualmente;

    - il mutuo deve essere stipulato entro 6 mesi, antecedenti o successivi, alla data di inizio dei lavori

    di costruzione o ristrutturazione. A decorrere dal 1° dicembre 2007 per poter fruire della

    detrazione la stipula del contratto di mutuo deve avvenire nei sei mesi antecedenti ovvero nei 18

    mesi successivi all’inizio dei lavori di costruzione;

    - l’immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro 6 mesi dal termine dei lavori;

    - il contratto di mutuo deve essere stipulato dal soggetto che avrà il possesso dell’unità

    immobiliare a titolo di proprietà o di altro diritto reale.

    Il predetto termine di 18 mesi può essere preso in considerazione anche da coloro che alla data di

    entrata in vigore della norma (1° dicembre 2007) av rebbero comunque potuto fruire

    dell’agevolazione in base alla precedente normativa ed in particolare da coloro che a tale data

    abbiano iniziato i lavori da non più di 6 mesi (Circolare 4.04.2008 n. 34, risposta 7.1).

    Considerato che la certezza della data di inizio lavori è fondamentale per la verifica del rispetto

    della condizione temporale prevista per fruire dell’ agevolazione in esame se il contribuente, nel

    caso in cui l’abilitazione amministrativa risulta essere intestata ancora all’impresa costruttrice che

    ha ceduto l’immobile, non ha presentato alcuna richiesta al Comune per la voltura dell’abilitazione

    amministrativa la detrazione non è consentita (Risoluzione 5.11.2007 n. 310).

    Indicazioni simili sono state fornite con la Risoluzione 3.03.2008 n. 73, dove è stato precisato che in

    caso di prosecuzione dei lavori l’agevolazione è fruibile se sono state rispettate le condizioni

    previste dalla normativa ed è stata richiesta la voltura della DIA.

    La detrazione spetta anche per gli interessi passivi corrisposti da soggetti appartenenti al

    personale in servizio permanente delle Forze armate e Forze di polizia ad ordinamento militare,

    nonché a quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, in riferimento ai mutui

    ipotecari per la costruzione di un immobile costituente unica abitazione di proprietà, prescindendo

    dal requisito della dimora abituale.

    La detrazione spetta limitatamente agli interessi relativi all’ammontare del mutuo effettivamente

    utilizzato e pertanto devono essere rapportati alle spese sostenute e documentate. La detrazione

    non spetta pertanto sugli interessi che si riferiscono alla parte di mutuo eccedente l’ammontare

    delle spese documentate.

    L’agenzia delle Entrate ha chiarito che non può essere incluso tra le spese il costo per l’acquisto

    del suolo su cui viene materialmente edificato il fabbricato o l’acquisto del diritto di superficie sullo

    stesso (Circolare 18.05.2006 n.17, risposta 6).

    La detrazione è cumulabile con quella prevista per gli interessi passivi relativi ai mutui ipotecari

    contratti per l’acquisto dell’abitazione principale (di cui al rigo E7) soltanto per tutto il periodo di

    durata dei lavori di costruzione dell’unità immobiliare, nonché per il periodo di 6 mesi successivi al

    termine dei lavori stessi.

    L’ammontare delle spese effettivamente sostenute è quello che risulta al termine dei lavori di

    costruzione o ristrutturazione dell’unità immobiliare (Circolare 3.05.2005 n. 17, risposta 6).

    Il diritto alla detrazione viene meno a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui

    l’immobile non è più utilizzato come abitazione principale, ad eccezione delle variazioni dipendenti

    da trasferimenti per motivi di lavoro, per le quali si conserva il diritto.

    Come per il mutuo stipulato per l’acquisto dell’abitazione principale la detraibilità degli interessi

    passivi è consentita anche nel caso di estinzione e successiva stipula di un mutuo contratto per la

    costruzione dell’abitazione principale. Qualora l’importo del secondo mutuo risulta essere

    superiore alla residua quota di capitale, maggiorata delle spese e degli oneri correlati, è

    necessario determinare la percentuale che deriva dal rapporto tra l’importo della quota residua del

    mutuo originario, maggiorato delle spese e oneri correlati, e l’importo del nuovo mutuo che dovrà

    essere applicata agli interessi pagati (Risoluzione 21.12.2007 n. 390).

    I criteri esposti in tale risoluzione, enucleati in sede interpretativa, non hanno valore innovativo e,

    pertanto, trovano applicazione anche il relazione a contratti stipulati anteriormente alla

    emanazione del richiamato documento di prassi amministrativa (Circolare 4.04.2008 n. 34, risposta

    7.2).

    Il diritto alla detrazione si perde al verificarsi di una delle seguenti ipotesi:

    a) l’unità immobiliare non viene destinata ad abitazione principale entro i 6 mesi dalla data di

    conclusione dei lavori di costruzione;

    b) i lavori di costruzione dell’unità immobiliare non sono iniziati nei 6 mesi antecedenti o

    successivi alla data di stipula del contratto di mutuo (si ricorda che a decorrere dal 1° dicembre

    2007 la stipula del contratto di mutuo deve avvenire nei sei mesi antecedenti ovvero nei 18

    mesi successivi all’inizio dei lavori di costruzione);

    c) i lavori di costruzione non sono ultimati entro il termine riportato nel provvedimento

    amministrativo previsto dalla vigente legislazione in materia edilizia che ha consentito la

    costruzione dell’immobile stesso, salva la possibilità di proroga.

    Se i termini, di cui alle precedenti lettere b) e c), non sono rispettati a causa di ritardi imputabili

    esclusivamente all’Amministrazione comunale nel rilascio delle abilitazioni amministrative richieste

    dalla vigente legislazione edilizia, il diritto alla detrazione non viene meno.

    E’ possibile usufruire contemporaneamente della detrazione d’imposta degli interessi per mutui

    ipotecari contratti per la ristrutturazione edilizia dell’abitazione principale e della

    detrazione del 36%  per le spese sostenute per la ristrutturazione degli immobili

    (Risoluzione 12.06.2002 n. 184).

    Nel rigo  sono inoltre compresi anche gli interessi passivi sui mutui ipotecari indicati con il

    codice 10 nelle annotazioni Es del CUD 2013 e/o del CUD 2012.

     

    Documentazione

    Tipologia

    Documenti

    Importo detraibile

    mutui contratti a partire dal

    1998 per la costruzione e la

    ristrutturazione edilizia di

    unità immobiliare da adibire

    ad abitazione principale

     

    - Ricevute quietanzate dalla banca relative alle rate di mutuo pagate nel 2012

    - Contratto di mutuo dal quale dovrà risultare

    che il finanziamento è stato concesso per la

    costruzione dell’abitazione principale o per

    l’effettuazione degli interventi di

    ristrutturazione di cui all’art. 31 co.1 lett. d)

    della L. n. 457/98 dell’abitazione principale; in

    mancanza la motivazione può essere

    autocertificata

    - Autocertificazione che attesti che sussistono le condizioni richieste per la detraibilità in

    riferimento all’abitazione

    - Le abilitazioni amministrative richieste dalla

    vigente legislazione

    - Fatture relative ai lavori eseguiti al fine di

    rapportare gli interessi alle spese

    effettivamente sostenute

    € 2.582,28 complessivi

    da

    dividere in parti

    uguali tra i

    cointestatari,

    anche nel caso di

    più mutui accesi

    con le stesse

    finalità

     

    estinzione o rinegoziazione

    del contratto di mutuo

    indicato in precedenza e

    stipula di un nuovo mutuo

     

    - Ricevute quietanzate dalla banca relative alle

    rate di mutuo pagate nel 2012

    - Contratto di mutuo dal quale dovrà risultare

    che il finanziamento è stato concesso per la

    costruzione dell’abitazione principale o per

    l’effettuazione degli interventi di

    ristrutturazione di cui all’art. 31 co.1 lett. d)

    della legge n.457/98 dell’abitazione principale;

    in mancanza la motivazione può essere

    autocertificata

    - Autocertificazione che attesti che sussistono le

    condizioni richieste per la detraibilità in

    riferimento all’abitazione

    - Le abilitazioni amministrative richieste dalla

    vigente legislazione

    - Fatture relative ai lavori eseguiti al fine di

    rapportare gli interessi alle spese

    effettivamente sostenute

    - Nuovo contratto di mutuo con lo stesso

    oggetto e con le nuove condizioni

    - Certificazione degli oneri accessori in caso di

    riparametrazione degli interessi

    Si mantengono le

    condizioni di

    detraibilità del

    mutuo originario

     

     

    Interessi passivi, oneri accessori e quote di rivalutazione dipendenti da clausole di

    indicizzazione per prestiti e mutui agrari indicati al rigo E11

    Art. 15, comma 1, lettera a, del TUIR

    La detrazione, indipendentemente dalla data di stipula del mutuo, spetta su un importo non

    superiore a quello dei redditi dei terreni dichiarati.

    Nel rigo E11 sono compresi gli interessi passivi sui mutui indicati con il codice 11 nelle annotazioni

    del CUD 2013 e/o 2012.

     

    Documentazione

    Tipologia

    Documenti

    Importo detraibile

    prestiti e mutui agrari

    - Ricevute quietanzate dalla banca relative alle rate di mutuo pagate nel 2012

    - Contratto di mutuo

    Importo non

    superiore a

    quello dei redditi

    dei terreni

    dichiarati

     

    Premi di assicurazione indicati nel rigo E12

    Art. 15, comma 1, lettera f, del TUIR

    La detrazione compete, nella misura massima complessiva di euro 1.291,14, per i premi di

    assicurazione versati nel 2012, relativamente a:

    - contratti di assicurazione sulla vita e contro gli infortuni stipulati o rinnovati entro il 31

    dicembre 2000;

    - contratti di assicurazione stipulati o rinnovati a partire dal 1° gennaio 2001, aventi per

    oggetto esclusivamente uno o più dei seguenti rischi:

    · rischio di morte;

    · rischio d'invalidità permanente superiore al 5%, da qualsiasi causa derivante;

    · rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana.

    I contratti di assicurazione della prima tipologia, quelli cioè stipulati o rinnovati prima del 31

    dicembre 2000, danno diritto alla detrazione dei relativi premi se:

    - è prevista una durata non inferiore a cinque anni dalla data della loro stipula;

    - non è consentita la concessione di prestiti per il periodo di durata minima sopra indicato.

    Al ricorrere di queste condizioni il diritto alla detrazione permane fino alla scadenza del contratto o

    al suo rinnovo anticipato (anche tacito), se antecedente al 31 dicembre 2000.

    La detrazione per questa tipologia di contratti compete anche se i premi sono stati pagati a

    compagnie assicurative estere (Circolare 16.06.1997 n. 137, risposta 2.3.1).

    Sono detraibili, se stipulate o rinnovate entro il 31.12.2000, anche le assicurazioni infortuni

    relative al conducente auto, stipulate normalmente in aggiunta all’ordinaria polizza R.C. auto

    (Circolare 12.05.2000 n. 95, risposta 1.4.1).

    I contratti di assicurazione della seconda tipologia (Art. 13, comma 2, D.Lgs. 18.02.2000 n. 47- D.M.

    22.12.2000), quelli cioè stipulati o rinnovati a partire dal 1° gennaio 2001, danno diritto alla

    detrazione dei relativi premi, come anticipato, se coprono uno o più dei seguenti rischi:

    - morte;

    - invalidità permanente superiore al 5%;

    - non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana.

    La prima tipologia di rischio è caratterizzata dal prevedere l’erogazione della prestazione

    esclusivamente in caso di morte. Esistono però anche dei contratti “misti” che possono prevedere

    l’erogazione della prestazione sia in caso di morte sia in caso di permanenza in vita

    dell’assicurato alla scadenza del contratto o in caso di riscatto anticipato. In queste ipotesi miste

    il premio detraibile è solamente quello riferibile al rischio morte (che deve essere evidenziato

    dalla compagnia assicuratrice nel documento attestante la spesa).

    Nella seconda tipologia l’elemento determinante ai fini della detrazione dei premi è che la

    copertura sia relativa ad una invalidità permanente superiore al 5%, indipendentemente dalle

    cause che possano determinarla (infortuni o malattie). In presenza di polizze che coprono questo

    rischio, ma coprono anche rischi di invalidità permanente inferiori alla suddetta percentuale, il

    premio, in analogia a quanto detto sopra, è detraibile solo per la parte riferibile al rischio di

    invalidità non inferiore al 5% (anche in questo caso è necessario che la quota di premio sia

    indicata, in valore assoluto o in percentuale del premio complessivo, dall’impresa di

    assicurazione).

    Per la terza tipologia, quelli cioè che coprono il rischio di non autosufficienza nel compimento

    degli atti della vita quotidiana, condizione essenziale per poter detrarre i relativi premi è che

    l’impresa di assicurazione non abbia la facoltà di recedere dal contratto. E’ inoltre necessario che

    i contratti abbiano alcune specifiche caratteristiche:

    - la copertura deve riguardare il rischio di non autosufficienza nel compimento in modo

    autonomo dei seguenti atti della vita quotidiana: assunzione degli alimenti, espletamento

    delle funzioni fisiologiche e dell'igiene personale, deambulazione, indossare gli indumenti.

    A tal fine occorre ricordare che è considerato non autosufficiente anche il soggetto che

    necessita di sorveglianza continuativa;

    - le polizze, sia se stipulate nell'ambito dell'assicurazione sulla malattia sia

    dell'assicurazione sulla vita, devono comunque prevedere la copertura del rischio per

    l'intera vita dell'assicurato.

    Per entrambe le tipologie di contratti di assicurazione (stipulati entro il 31.12.2000 ovvero stipulati

    dal 1.1.2001) condizione ulteriore, ma fondamentale, per poter esercitare il diritto alla detrazione è

    che vi sia coincidenza tra contraente e assicurato, indipendentemente dalla figura del

    beneficiario che può essere chiunque.

    Il diritto alla detrazione, per i premi assicurativi, spetta anche nel caso in cui il familiare a carico del

    contribuente risulti sia come contraente del contratto che come assicurato posto che, anche in tal

    caso, l’onere economico è sopportato dal contribuente. Viene, quindi, con la Circolare 18.5.2006 n.

    17, risposta 4, modificato il precedente orientamento (Circolare 20.04.2005 n. 15, risposta 8), con il

    quale si stabiliva che, se il familiare fiscalmente a carico compariva in contratto sia come

    contraente che come assicurato, veniva escluso il diritto alla detrazione dei premi in capo al

    contribuente.

    Il contribuente detrae quindi il premio assicurativo, nei seguenti casi:

    - se è contraente e assicurato,

    - se è contraente, e assicurato è un suo familiare a carico,

    - se contraente e assicurato è un suo familiare a carico,

    - se contraente è un familiare a carico e assicurato è il dichiarante.

    Nel calcolare il limite complessivo detraibile di euro 1.291,14 occorre tenere conto, per i percettori

    di redditi di lavoro dipendente e assimilati, anche dei premi per i quali il datore di lavoro ha

    riconosciuto la detrazione in sede di ritenuta (indicati con il codice 12 nelle annotazioni del CUD).

     

    Documentazione

    Tipologia

     

    Documenti

     

    Premi per contratti di assicurazione sulla vita e contro gli infortuni stipulati o

    rinnovati sino al 31 dicembre 2000

     

    - Ricevuta di pagamento del premio versato nel 2012

    - Contratto d’assicurazione oppure certificazione

    rilasciata dalla compagnia assicuratrice in cui

    siano indicati il nome del contraente e quello

    dell’assicurato, la tipologia del contratto e la sua

    decorrenza e gli importi fiscalmente rilevanti e, per

    quelli sottoscritti o rinnovati entro il 31.12.2000,

    l’indicazione che il contratto abbia una durata non

    inferiore ai cinque anni e che, nel periodo di durata

    minima, non consenta la concessione di prestiti

    Premi per contratti di assicurazioni stipulati dopo il 1 gennaio 2001 aventi per oggetto il rischio di morte, di invalidità

    permanente superiore al 5% (da qualunque causa derivante), di non

    autosufficienza nel compimento degli atti

    quotidiani

    - Ricevuta di pagamento del premio versato nel 2012

    - Contratto d’assicurazione oppure certificazione

    rilasciata dalla compagnia assicuratrice in cui

    siano indicati il nome del contraente e quello

    dell’assicurato, la tipologia del contratto e la sua

    decorrenza e gli importi fiscalmente rilevanti e, per

    quelli sottoscritti o rinnovati entro il 31.12.2000,

    l’indicazione che il contratto abbia una durata non

    inferiore ai cinque anni e che, nel periodo di durata

    minima, non consenta la concessione di prestiti

     

    Spese di istruzione indicate nel rigo E13

    Art. 15, comma 1, lettera e, del TUIR

    Sono detraibili le spese sostenute, per sé e per i propri familiari a carico, nel 2011, anche se

    riferibili a più anni, per frequentare corsi di istruzione:

    - secondaria

    - universitaria

    - di specializzazione universitaria, master universitari

    presso istituti o università italiane o straniere, pubbliche o private, in misura non superiore a quella

    stabilita per le tasse ed i contributi degli istituti statali italiani.

    Per le università private l’importo detraibile è costituito dalla tassa di iscrizione richiesta, per lo

    stesso corso di laurea, dall’università pubblica ubicata nella località più vicina (Circolare 23.05.1987

    n. 11 e Circolare 12.05.2000 n. 95, risposta 1.1.5).

    L’attuale sistema di determinazione delle tasse, previsto dalla maggior parte delle università

    pubbliche, offre la possibilità per gli studenti di ottenere delle condizioni di riduzione della rata in

    relazione al valore ISEEU del proprio nucleo familiare prevedendo, in assenza di presentazione di

    detta certificazione, l’applicazione della tariffa più elevata. La presentazione di tale certificazione

    non è obbligatoria, ma favorisce lo studente ad ottenere condizioni migliori. Ai fini della detrazione

    relativa alle tasse sostenute nelle università private viene precisato (Circolare 21.04.2009 n. 18) che

    la misura massima delle tasse stabilita dall’università pubblica di riferimento, in relazione al corso

    frequentato dallo studente, costituisce il limite entro il quale è possibile calcolare la detrazione di

    cui all’art. 15, comma 1, lettera e) , del Tuir.

    In caso di più corsi di laurea corrispondenti, esistenti presso le Università statali (es.

    Giurisprudenza), si farà riferimento a quello per il quale è più alto l’importo dei contributi pagati.

    Le spese ammesse sono:

    - immatricolazione ed iscrizione;

    - soprattasse per esami di profitto e laurea;

    - frequenza;

    - corsi di specializzazione.

    Le tasse universitarie sono detraibili anche se riferite a studenti fuori corso.

    Rientrano tra gli oneri ammessi alla detrazione:

    - le spese per la partecipazione ai test di accesso ai corsi di laurea (Risoluzione 11.03.2008 n.

    87). L’Agenzia delle Entrate ha fatto presente che il contributo versato per poter partecipare

    alla prova di selezione, eventualmente prevista dalla facoltà, è onere detraibile ai sensi

    dell’art. 15 comma 1, lett. e) in quanto lo svolgimento della prova di preselezione, costituisce

    una condizione indispensabile per l’accesso ai corsi di istruzione universitaria.

    - le spese per la frequenza della SSIS (Scuola di specializzazione per l’insegnamento

    secondario) (Risoluzione 04.03.2008 n. 77). L’Agenzia delle Entrate ha stabilito che tali spese

    sono detraibili se la SIS può essere inquadrata tra i corsi di istruzione universitaria. In

    particolare la Risoluzione chiarisce che l’iscrizione alla sezione di Milano SILSIS costituisce

    onere rilevante per la detrazione in quanto il corso seguito dai laureati presso la suddetta

    Scuola è considerato un “corso di istruzione universitaria”.

    - le spese per la frequenza dei master universitari qualora, per durata e struttura

    d’insegnamento, siano assimilabili a corsi universitari o di specializzazione, e sempre che

    siano gestiti da istituti universitari, pubblici o privati (Circolare 19.05.2000 n. 101, risposta 8.2).

    Per i master gestiti da università private, la detrazione spetta per un importo non superiore a

    quello stabilito per tasse e contributi versati per le analoghe prestazioni rese da istituti statali

    italiani.

    - le spese sostenute per la frequenza di corsi universitari di specializzazione presso università

    statali riconosciuti in base all’ordinamento universitario (Circolare 10.06.2003 n. 7, risposta

    12.8).

    - le spese per corsi di perfezionamento (Circolare 1.06.1999 n. 122, risposta 1.2.5.).

    - le spese per l’iscrizione al corso di dottorato di ricerca (Risoluzione 17.02.2010 n. 11). Il D.M. n.

    270/2004, legge n. 210/1998 specifica che il dottorato di ricerca rappresenta un titolo

    conseguito a seguito di uno specifico corso previsto dall’ordinamento per consentire ai

    laureati di acquisire un grado di preparazione necessaria per svolgere l’attività di ricerca di

    alta qualificazione. L’Agenzia delle Entrate ritiene, pertanto, che i corsi di ricerca possano

    considerarsi corsi di istruzione universitaria e quindi possano beneficiare della detrazione di

    cui all’art. 15, lett e) del TUIR.

    - le spese sostenute per l’iscrizione ai conservatori di musica (Circolare 13.05.2011 n. 20,

    risposta 5.3). Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, interpellato al

    riguardo, ha precisato che la Legge n. 508 del 1999 ha posto il settore artistico allo stesso

    livello delle università, qualificando tali istituzioni sedi primarie di alta formazione, di

    specializzazione e di ricerca nel settore artistico e musicale. Occorre distinguere le spese

    sostenute:

    o per l’iscrizione ai nuovi corsi istituiti ai sensi del DPR n. 212 del 2005 presso i

    Conservatori di Musica e gli Istituti musicali pareggiati che risultano detraibili al pari

    delle spese sostenute per l’iscrizione ai corsi universitari;

    o per l’iscrizione ai corsi di formazione relativi al precedente ordinamento che

    possono, invece, considerarsi equiparabili a quelle sostenute per la formazione

    scolastica secondaria.

    Non sono, invece, detraibili le spese di iscrizione presso istituti musicali privati.

    Non rientrano, invece, nella detrazione i contributi pagati all’università pubblica relativamente al

    riconoscimento del titolo di studio (laurea) conseguito all’estero, in quanto la spesa indicata non

    rientra nel concetto di “spese per frequenza di corsi di istruzione secondaria e universitaria”

    (Circolare 1.07.2010 n. 39, risposta 2.1).

    Allo stesso modo non sono detraibili le spese relative: all’acquisto di libri scolastici, strumenti

    musicali, materiale di cancelleria (Risoluzione 17.06.1980 n. 8/803), a viaggi ferroviari, vitto e alloggio

    necessarie per consentire la frequenza della scuola (Risoluzione 27.11.1980 n. 2/1184).

    Sono comprese nell’importo indicato nel rigo anche le spese riportate nelle annotazioni del CUD

    con il codice 13.

     

    Documentazione

    Tipologia

    Documenti

    Spese di istruzione sostenute

    presso istituti pubblici

    - ricevute o quietanze di pagamento recanti gli importi sostenuti a tale titolo nel corso dell'anno

    Spese di istruzione sostenute

    presso istituti privati

     

    - documento che attesti l’importo delle tasse e contributi previsti

    per analogo corso di studi frequentato presso l’università

    pubblica documento, anche prelevato dal sito dell’università

    pubblica/privata, che indica l’equiparazione del corso a quello

    dell’università pubblica

    Spese per la frequenza di

    Master universitari

     

    - ricevute o quietanze di pagamento recanti gli importi sostenuti

    a tale titolo nel corso del 2012

    - documento che attesti che i master frequentati, per struttura e durata dell’insegnamento siano assimilabili a corsi universitari o

    di specializzazione, e che siano gestiti da istituti universitari,

    privati o pubblici

    - documento anche prelevato dal sito dell’università

    pubblica/privata, che indica l’equiparazione del Master a quello

    dell’università pubbliche che attesti anche l’importo delle tasse

    e contributi previsti

     

    Spese funebri

    Art. 15, comma 1 lettera d, del TUIR

    Sono detraibili le spese funebri per i familiari indicati all’articolo 433 del codice civile e cioè il

    coniuge, i figli legittimi o legittimati o naturali o adottivi, i discendenti prossimi anche naturali, i

    genitori, gli ascendenti prossimi anche naturali, gli adottanti, i generi e le nuore, il suocero e la

    suocera, i fratelli e le sorelle germani o unilaterali e quelle sostenute per gli affidati o affiliati

    (Circolare 1.06.1999 n. 122, risposta 1.2.4).

    La detrazione compete nel limite massimo di 1.549,37. Tale limite non deve intendersi riferito al

    periodo d’imposta, ma a ciascun decesso. Le istruzioni ministeriali del Modello 730/2013

    precisano che nel caso di più eventi, per ciascun decesso occorre compilare un nuovo modulo.

    La spesa funebre va sempre portata in detrazione dal soggetto che l’ha sostenuta e può essere

    detraibile frazionatamente dall’imposta di più persone, ancorché il documento contabile (ricevuta o

    fattura quietanzata) sia intestato o rilasciato a una sola persona, a condizione che nel documento

    contabile originale sia annotata una dichiarazione di ripartizione della spesa sottoscritta dallo

    stesso intestatario del documento (Circolare 25.05.1979 n. 26).

    Le spese funebri devono rispondere a un criterio di attualità rispetto all’evento cui sono finalizzate

    e sono pertanto escluse quelle sostenute anticipatamente dal contribuente in previsione delle

    future onoranze funebri ad esempio l’acquisto di un loculo prima della morte (Risoluzione

    28.07.1976 n. 944).

    Sono comprese nell’importo indicato in questo rigo anche le spese riportate con il codice 14 nelle

    annotazioni del CUD.

     

    Documentazione

    Tipologi

    Documenti

    Spese funebri

     

    - fatture e/o ricevute fiscali riconducibili al funerale; quindi la fattura

    dell’agenzia di pompe funebri, del fiorista (se la spesa è fatturata

    a parte), la ricevuta di versamento effettuata al comune per i diritti

    cimiteriali, le fatture relative agli annunci funebri, ecc..

    - autocertificazione attestante che la spesa è stata sostenuta per

    uno dei familiari di cui all’art. 433 C.C., o per un affiliato od affidato

     

     

     

    Art. 433 c.c. - elenco di persone citate in tale articolo:

     

     - il coniuge anche se separato,

     

    - i figli (compresi i figli naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati),

     

    - i discendenti dei figli,

     

    - i genitori (compresi i genitori naturali e quelli adottivi),

     

    - i generi e le nuore,

     

    - il suocero e la suocera,

     

    - i fratelli e le sorelle (anche unilaterali),

     

    - i nonni e le nonne (compresi quelli naturali).

     

     

    Spese per addetti all’assistenza personale

    Art. 15, comma 1 lettera i – septies) del TUIR

    Ai sensi del comma 1 lettera i- septies), art. 15 del TUIR, dall’imposta lorda può essere detratto un

    importo pari al 19 per cento delle spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale.

    La detrazione IRPEF spetta:

    - nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana (c.d. badanti);

    - se il reddito complessivo non supera i 40.000,00 euro. Nel limite di reddito dei 40.000,00 euro

    deve essere computato il reddito dei fabbricati assoggettato alla cedolare secca sulle

    locazioni.

    - fino ad un massimo di 2.100,00 euro di spese dando origine ad una detrazione massima

    ottenibile di 399,00 euro.

    Sono considerati non autosufficienti (Circolare 3.01.2005 n. 2, risposta 4) nel compimento degli atti

    della vita quotidiana i soggetti che sono incapaci di svolgere almeno una delle seguenti attività:

    - assunzione di alimenti;

    - espletamento delle funzioni fisiologiche e dell’igiene personale;

    - deambulazione;

    - indossare gli indumenti,

    o, in alternativa, che necessitano di sorveglianza continuativa.

    Lo stato di non autosufficienza deve derivare da una patologia e deve risultare da certificazione

    medica, non può essere quindi riferito a neonati.

    La detrazione spetta al soggetto che ha sostenuto la spesa ovvero a colui che è titolare del

    contratto di assunzione del personale addetto all’assistenza.

    In particolare:

    - al soggetto non autosufficiente se ha sostenuto direttamente le spese di assistenza;

    - al contribuente che sostiene tali spese per i familiari non autosufficienti anche se non

    fiscalmente a carico o conviventi.

    Se più familiari hanno sostenuto spese per assistenza riferite allo stesso familiare, il limite

    massimo di 2.100,00 euro dovrà essere ripartito tra coloro che hanno sostenuto la spesa.

    Il limite deve essere sempre considerato con riferimento al singolo contribuente a prescindere dal

    numero di soggetti cui si riferisce l’assistenza.

    La documentazione che certifica il sostenimento della spesa deve contenere gli estremi anagrafici

    e il codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento e di quello che effettua l’assistenza. Se la

    spesa è sostenuta a favore di un familiare, nella ricevuta devono essere indicati anche gli estremi

    anagrafici e il codice fiscale di quest’ultimo.

    La possibilità di beneficiare della detrazione opera:

    - se le prestazioni di assistenza sono rese da una casa di cura o di riposo (Risoluzione

    22.10.2008 n. 397);

    - se le prestazioni di assistenza sono rese da parte di una cooperativa di servizi, (Circolare

    18.05.2006 n. 17, risposta 8)

    Nel primo caso la documentazione rilasciata dalla casa di riposo deve certificare distintamente i

    corrispettivi riferiti all’assistenza rispetto a quelli riferibili ad altre prestazioni fornite dall’istituto

    ospitante (Circolare 16.03.2005 n. 10, risposta 10.8)

    Nel secondo caso la documentazione fiscale:

    - deve essere rilasciata dalla cooperativa che intrattiene il rapporto contrattuale di

    assistenza;

    - deve contenere i dati anagrafici e il codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento, i

    dati identificativi della cooperativa e la specificazione della natura del servizio reso.

    Sono comprese nell’importo indicato in tale rigo anche le spese per addetti all’assistenza

    personale riportate con codice 15 nelle annotazioni del CUD.

     

    Modalità di pagamento prevista per le spese per addetti all’assistenza personale dei soggetti non autosufficienti

     

     

    Tipologia

    Documenti

    Spese per addetti all’assistenza personale

    dei soggetti non autosufficienti

    - Fattura o ricevuta rilasciata dal soggetto che ha erogato la prestazione attestante che si tratta di

    assistenza a persone non auto sufficienti. Per le

    cooperative di servizi la fattura deve recare il codice

    fiscale del soggetto che ha erogato la prestazione.

    - Certificazione medica attestante lo stato di non

    autosufficienza.

     

    Spese per attività sportive per ragazzi

    Art. 15, comma 1 , lett. i – quinquies del TUIR

    Ai sensi del comma 1 lettera i – quinquies, art 15 del TUIR, dall’imposta lorda può essere detratto

    un importo pari al 19% delle spese per la pratica sportiva dilettantistica.

    La detrazione IRPEF spetta per l’iscrizione annuale e l’abbonamento ad associazioni sportive,

    palestre, piscine ed altre strutture ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica,

    rispondenti alle caratteristiche individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di

    concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e per ragazzi di età compresa tra cinque e

    diciotto anni. Il requisito dell’età è rispettato purchè sussista anche per una sola parte del periodo

    di imposta. (Circolare 4.04.2008 n. 34, risposta 13).

    L’ammontare massimo della spesa detraibile è stabilito in 210,00 euro per ogni figlio fiscalmente a

    carico. Detto importo deve essere inteso quale limite massimo riferito alla spesa

    complessivamente sostenuta da entrambi i genitori, per lo svolgimento della pratica sportiva dei

    figli (Risoluzione del 25.02.2009 n. 50). La detrazione complessiva non può, dunque, essere

    superiore a 40,00 euro.

    Le istruzioni ministeriali al modello 730/2013 specificano che nel caso di spesa sostenuta per due

    figli occorre compilare un solo modulo e le due colonne del rigo; nel caso di più figli è necessario,

    invece, compilare più moduli rispettando la compilazione delle due colonne per ognuno di essi.

    Tali spese rilevano anche se sono sostenute nell’interesse delle persone fiscalmente a carico.

    Le modalità attuative dell’agevolazione in esame sono state fissate dal D.M. 28/03/2007

    pubblicato sulla GU del 9.5.2007 n. 106 che ha definito:

    - cosa si intende per associazioni sportive, palestre, piscine ecc;

    - la documentazione necessaria ai fini dell’agevolazione.

    Per associazioni sportive si intendono le società ed associazioni di cui all’art. 90 commi 17 e

    seguenti, Legge n. 289/2002, che riportino espressamente nella propria denominazione la dicitura

    delle finalità sportive e della natura dilettantistica.

    Per palestre, piscine, altre attrezzature ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva

    dilettantistica si intendono gli impianti, comunque, organizzati:

    - destinati all’esercizio della pratica sportiva non professionale, agonistica e non, compresi

    gli impianti polisportivi;

    - gestititi da soggetti giuridici diversi dalle associazioni/società sportive dilettantistiche, sia

    pubblici che privati anche in forma di impresa (individuale o societaria).

     

    Da quanto sopra discende che sono escluse, ad esempio:

    - le associazioni che non rientrano nella definizione di “sportiva dilettantistica”, quali quelle

    che non hanno ottenuto il riconoscimento del Coni o delle rispettive Federazioni sportive

    nazionali o Enti di promozione sportiva;

    - le società di capitali di cui alla Legge n. 91/81 (sport professionistico);

    - le associazioni non sportive (ad esempio culturali) che organizzano corsi di attività motoria

    non in palestra.

    La spesa deve essere documentata attraverso bollettino bancario o postale, fattura, ricevuta o

    quietanza di pagamento.

    La documentazione deve riportare ai sensi dell’art. 2, comma 1, del citato DM lettere a), b), c), d),

    ed e):

    - la ditta, la denominazione o ragione sociale ovvero cognome e nome (se persona fisica) e

    la sede ovvero la residenza nonché il codice fiscale, del percettore;

    - la causale del pagamento (iscrizione, abbonamento ecc);

    - l’attività sportiva esercitata (es. nuoto, pallacanestro ecc);

    - l’importo pagato;

    - i dati anagrafici del ragazzo praticante l’attività sportiva dilettantistica e il codice fiscale del

    soggetto che effettua il versamento.

    La ricevuta deve sempre riportare tali indicazioni. E’ quanto precisato anche nel caso in cui alcuni

    Comuni stipulino, con associazioni sportive, palestre, piscine, convenzioni per la frequenza di

    corsi di nuoto, ginnastica ecc.

    Il bollettino di c/c postale intestato direttamente al Comune (Circolare 13.05.2011 n.20, risposta 5.9)

    e la ricevuta complessiva che riporta i nomi di tutti i ragazzi che hanno frequentato il corso non

    costituiscono documentazione sufficiente ai fini della detrazione.

    Si richiede, pertanto, anche in questo caso il rispetto delle condizioni indicate dalle lettere a), b),

    c), d) ed e) dell’articolo 2, comma 1 del DM.

    Sono comprese nell’importo indicato in tale rigo anche le spese per l’attività sportiva per ragazzi

    riportate con codice 16 nelle annotazioni del CUD.

     

    Modalità di pagamento prevista per le spese per attività sportive per ragazzi

    Tipologia

    Documenti

    Spese per attività sportive per ragazzi

    Alternativamente:

    - bollettino bancario o postale;

    - fattura ricevuta o quietanza di pagamento.

     

    Altri oneri per i quali spetta la detrazione

    Nei righi  sono indicati gli oneri per i quali:

    - spetta una detrazione d’imposta del 19 per cento;

    - non è previsto uno specifico rigo nella Sezione I del quadro E.

    Tali oneri sono individuati grazie ad un codice numerico che va dal 17 al 34 previsto dalla Tabella

    “Spese per i quali spetta la detrazione del 19%”, a pagina 32 delle istruzioni al modello 730/2013.

    Codice 17 Spese per l’intermediazione immobiliare

    Art 15, comma 1, lettera b – bis del TUIR

    Ai sensi del comma 1, lett. b – bis, art 15 del TUIR, dall’imposta lorda può essere detratto un

    importo pari al 19 per cento dei compensi corrisposti ai soggetti di intermediazione immobiliare per

    l’acquisto delle unità immobiliare da adibire ad abitazione principale.

    Nel corso del 2012 l’Agenzia delle Entrate (Circolare 1.06.2012 n. 19, risposta 5.2) ha ribadito, che,

    ai fini della detrazione in esame la circostanza che la dimora abituale non coincida con la

    residenza può essere oggetto di apposita dichiarazione resa ai sensi del DPR 445 del 2000; in

    caso di dichiarazione mendace si applicano le sanzioni penali di cui all’art. 76 del medesimo

    DPR.

    La detrazione spetta, non solo per l’acquisto della proprietà, ma anche per l’acquisto di diritti reali

    minori (quali ad esempio l’usufrutto) a condizione che l’immobile sia adibito ad abitazione

    principale (Circolare 4.04.2008 n. 34, risposta 13).

    La detrazione si applica su un importo non superiore a 1.000,00 euro e la possibilità di portare in

    detrazione tale onere si esaurisce in un unico anno di imposta.

    Se l’acquisto è effettuato da più proprietari, la detrazione, nel limite citato, deve essere ripartita tra

    i comproprietari in ragione delle percentuali di proprietà (Circolare 4.8.2006 n. 28, risposta 13)

    anche se la fattura è intestata ad un solo comproprietario (Circolare 4.04.2008 n. 34, risposta 13).

    La spesa deve essere documentata mediante:

    - fattura emessa dal mediatore immobiliare;

    - copia del rogito notarile relativo alla compravendita dell’immobile nel quale sono riportati:

    l’ammontare della spesa sostenuta per l’attività di mediazione, le analitiche modalità di

    pagamento della stessa e il numero di partita IVA o del codice fiscale dell’agente

    immobiliare (Art. 1, comma 48, Legge n. 296/2006).

    L’Agenzia delle entrate con la Risoluzione 30.01.2009 n. 26 e Circolare 1.07.2010 n.39, risposta 1.1

    ha precisato che se viene pagato, a seguito della stipula del preliminare di vendita, all’Agenzia

    immobiliare il compenso dell’intermediazione, la spesa può essere portata in detrazione nella

    dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui la stessa è stata sostenuta, a condizione che tale

    preliminare risulti regolarmente registrato. Nel caso in cui l’acquisto non vada a buon fine, il

    contribuente sarà tenuto poi a restituire la relativa detrazione con la prima dichiarazione dei

    redditi. Di conseguenza per concedere la detrazione occorrerà prendere visione del preliminare di

    vendita registrato.

    Sono stati forniti, inoltre, i seguenti chiarimenti (Circolare 13.05.2011 n. 20, risposta 5.8) in relazione

    ai casi sotto elencati :

    - Fattura intestata ad un solo proprietario, ma immobile in comproprietà: è necessario

    integrare la fattura con i dati anagrafici del comproprietario mancante;

    - Fattura cointestata al proprietario e ad un altro soggetto, ma immobile intestato ad un solo

    proprietario: è necessario che in fattura venga specificato che l’onere è stato sostenuto solo

    dal proprietario;

    - Fattura intestata ad un soggetto non proprietario: l’onere è indetraibile.

    Sono comprese nell’importo indicato in tale rigo anche le spese per l’intermediazione immobiliare

    riportate con codice 17 nelle annotazioni del CUD.

    Codice 18 Spese per canoni di locazione sostenute da studenti universitari fuori sede

    Art 15, comma 1, lettera i- sexies del TUIR

    Ai sensi del comma 1, lett. i – sexies, art 15 del TUIR, dall’imposta lorda può essere detratto un

    importo pari al 19 per cento dei canoni di locazione pagati da studenti universitari per alloggi siti

    in città universitarie o in comuni limitrofi.

    Ai fini della detrazione in esame, i canoni pagati in ciascun periodo di imposta rilevano fino a

    concorrenza di un importo massimo pari a 2.633,00 euro; la detrazione massima risulta quindi

    pari a 500,00 euro.

    L’importo di 2.633,00 euro costituisce il limite complessivo di spesa di cui può usufruire ciascun

    contribuente anche se ci si riferisce a più contratti intestati a più di un figlio (Circolare del

    4.04.2008 n. 34, risposta 8.2) – (Circolare 13.05.2011 n. 20, risposta 5.10).

    Qualora i canoni siano pagati non dallo studente, bensì da un familiare di cui lo studente risulti

    fiscalmente a carico ai sensi dell’art. 12 comma 2 del TUIR, la detrazione in esame compete a

    tale soggetto sempre entro i limiti sopra esposti (Circolare 4.04.2008 n.34, risposta 8.1 e 8.3).

    Il riconoscimento della detrazione è subordinato alla sussistenza delle seguenti condizioni:

    - contratti di locazione stipulati o rinnovati ai sensi della Legge 9/12/1998, n. 431,

    regolarmente registrati (con Risoluzione 16.05.2008, n. 200 è stato chiarito che qualsiasi

    tipologia di contratto di locazione è da intendersi disciplinato dalla Legge 431/98 anche se

    non espressamente menzionata);

    - l’art. 1 comma 208 della Legge 24/12/2007 n. 244, ha ampliato la detrazione prevedendo

    la possibilità di considerare detraibili anche i contratti di ospitalità nonchè gli atti di

    assegnazione in godimento o locazione, stipulati con enti per il diritto allo studio, università,

    collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative;

    - ubicazione dell’università rispetto al Comune di residenza: la detrazione compete a

    condizione che l’università sia ubicata in un Comune diverso da quello in cui lo studente ha

    la propria residenza anagrafica, distante da quest’ultimo almeno cento chilometri (per il

    relativo calcolo utili indicazioni sono fornite dalla Circolare 4.04.2008 n. 34, risposta 8.4), sito

    in un’altra provincia rispetto a quello di residenza. Le suddette condizioni devono essere

    soddisfatte contemporaneamente (Circolare 16.02.2007 n. 11, risposta 2.3);

    - ubicazione dell’unità immobiliare rispetto all’università: la detrazione compete a condizione

    che l’unità immobiliare locata dallo studente sia ubicata nel Comune in cui ha sede

    l’università ovvero nei Comuni limitrofi a quello in cui ha sede l’università;

    - all’effettivo pagamento dei canoni che dovrà essere verificato in sede di assistenza fiscale

    (Circolare 13.05.2011 n. 20, risposta 5.10), ad esempio con l’esibizione delle ricevute

    attestanti l’avvenuto pagamento.

    A supporto della spesa deve essere prodotto:

    - contratto di locazione, registrato, stipulato ai sensi della Legge 431/1998 o contratto di

    ospitalità, assegnazione in godimento;

    - documentazione comprovante la spesa sostenuta;

    - autocertificazione nella quale il contribuente dichiari di essere studente universitario e di

    aver rispettato tutte le condizioni per beneficiare della detrazione.

    Il beneficio fiscale disciplinato dall’art. 15, comma 1, lettera i-sexies del Tuir è stato esteso a

    decorrere dal 1/1/2012 anche ai contratti di locazione di unità immobiliari utilizzate da studenti

    (art. 16 della Legge 217/2011 “c.d. Comunitaria 2010”) iscritti a un corso di laurea presso

    un’università ubicata iscritti a un corso di laurea presso un’univarsità ubicata nel territorio di uno

    Stato membro dell’Unione europea o in uno degli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio

    economico europeo con i quali sia possibile lo scambio di informazioni.

    Il beneficio fiscale non può, inoltre, essere esteso alle ipotesi del “subcontratto” in quanto non

    contemplata tra gli schemi contrattuali indicati nell’art. 15, comma 1, lett. i-sexies) del TUIR. In

    assenza di tale previsione, poiché la norma non è suscettibile di interpretazione estensiva, la

    detrazione in argomento non è fruibile per i contratti di sub locazione (Circolare 23.04.2010 n. 21,

    risposta 4.3).

    Sono comprese nell’importo indicato in tale rigo anche le spese per canoni di locazione sostenute

    da studenti universitari fuori sede, riportate con codice 18 nelle annotazioni del CUD.

     

    Codice 19 Erogazioni liberali a favore di movimenti e partiti politici

    Art. 15, comma 1-bis, del TUIR

    Ai sensi del comma 1-bis, art.15 del TUIR, dall’imposta lorda può essere detratto un importo pari

    al 19 per cento per le erogazioni liberali a favore di movimenti e partiti politici per importi compresi

    tra un minimo di € 51,65 e un massimo di € 103.291,38.

    NOTA: - (DETRAZIONE VARIATA PER IL 2013 ..............................)

     

    I versamenti dei contributi associativi devono riguardare, quali beneficiari, partiti o movimenti

    politici che nel periodo d’imposta in cui è effettuata l’erogazione abbiano almeno un parlamentare

    eletto alla Camera dei Deputati o al Senato della Repubblica (Risoluzione 15.02.2005, n. 15).

    Possono fruire della detrazione i contribuenti che effettuano erogazioni liberali a favore di partiti e

    movimenti politici di nuova costituzione, nati dal coordinamento tra formazioni politiche differenti

    rispetto alle quali siano in posizione di continuità giuridica, che annoverino tra i prorpi esponenti

    parlamentari nazionali (Risoluzione del 11.12.2008, n. 41).

    Costituiscono, inoltre, erogazioni liberali detraibili quelle effettuate a favore di un partito politico

    che nelle elezioni del 2008 non ha superato la soglia di sbarramento per l’ingresso dei propri

    esponenti nel Parlamento Italiano, purché lo stesso partito abbia avuto nella legislatura

    precedente e comunque nel medesimo periodo d’imposta esponenti in Parlamento (Risoluzione

    del 30.10.2008, n. 410).

    Non costituiscono erogazioni liberali detraibili ai sensi dell’art. 15, comma 1-bis) del TUIR, i

    contributi versati a favore dei comitati elettorali, liste e mandatari. L’Agenzia delle entrate si è

    pronunciata contrariamente in quanto, in generale, i comitati elettorali, liste e mandatari non sono

    in grado di esprimere una loro autonoma rappresentanza in Parlamento soprattutto quando si

    tratta di soggetti che vengono riconosciuti in vista delle sole elezioni amministrative. Tali organismi

    non presentano i criteri individuati dalla Risoluzione n. 15 del 2005 (Risoluzione 30.05.2008 n. 220).

    Non si può considerare erogazione liberale la quota versata per il tesseramento (Circolare

    10.06.2004 n. 24, risposta 3.4).

    Le erogazioni devono essere effettuate tramite versamento postale o bancario (le stesse possono

    essere raccolte da parte dei soggetti interessati alla erogazione sia per mezzo di un unico conto

    corrente nazionale che in più conti correnti diversi), a favore di uno o più movimenti e partiti

    politici.

    Sono comprese nell'importo indicato in tale rigo anche le erogazioni riportate con il codice 19 nelle

    annotazioni del CUD.

    Codice 20 - Erogazioni liberali a favore delle ONLUS

    Art. 15, comma 1, lettera i-bis, del TUIR

    L’art.13, comma 1, lett.a), n.1) D.Lgs. 4 dicembre 1997, n. 460 ha previsto la possibilità di

    detrarre gli importi erogati in denaro a favore delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale

    (ONLUS), delle iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da fondazioni, associazioni,

    comitati ed enti individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri nei paesi non

    appartenenti all’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE).

    Devono essere indicate le erogazioni liberali per un importo non superiore a € 2.065,83.

    L’ art. 15, comma 1, lett. i-bis) del TUIR ha ricompreso in questo rigo anche le erogazioni a

    favore delle popolazioni colpite da calamità pubblica o da altri eventi straordinari, anche se

    avvenuti in Stati esteri, effettuati tramite versamenti a favore dei seguenti soggetti identificati con

    il D.P.C.M. del 20 giugno 2000 :

    - ONLUS;

    - organizzazioni internazionali di cui l’Italia è membro;

    - fondazioni, associazioni, comitati ed enti il cui atto costitutivo o statuto sia redatto per atto

    pubblico o scrittura privata autenticata o registrata, che tra le proprie finalità prevedono

    interventi umanitari in favore delle popolazioni colpite da tali calamità;

    - amministrazioni pubbliche statali, regionali e locali, enti non economici;

    - associazioni sindacali di categoria.

    Per le liberalità alle ONLUS è prevista, in alternativa alla detrazione, la possibilità di dedurre le

    stesse dal reddito complessivo (Art. 14, comma 1, D.L. n. 35/2005 – Circolare 19.08.2005, n. 39).

    Pertanto il contribuente deve scegliere, con riferimento alla suddetta liberalità, se fruire della

    detrazione d’imposta o della deduzione dal reddito non potendo cumulare entrambe le

    agevolazioni.

    Sono detraibili le somme erogate a favore delle ONLUS per adozioni a distanza se la stessa

    ONLUS che percepisce l’erogazione certifica la spettanza della detrazione d’imposta. (Circolare

    14.06.2001 n. 55, risposta 1.6.2).

    La detrazione è ammessa anche nel caso in cui il datore di lavoro, con il consenso del

    dipendente, promuove un’iniziativa di raccolta fondi da destinare ad una ONLUS. In questo caso

    il sostituto d’imposta si assume l’onere di trattenere direttamente dallo stipendio le somme

    destinate dal dipendente all’erogazione, secondo le modalità descritte dalla Risoluzione

    17.11.2008 n. 441 e dalla Risoluzione 15.06.2009 n. 160.

    L’erogazione deve essere effettuata tramite versamento bancario o postale, nonché tramite

    sistemi di pagamento previsti dall’art. 23, D.Lgs. n. 241.97 (Bancomat, carte di credito, carte

    prepagate, assegni bancari e circolari). (Circolare 14.06.2001 n. 55, risposta 1.6.2). In questi ultimi

    casi il contribuente deve consegnare al CAF la ricevuta del versamento rilasciata dalla Onlus

    nella quale risulti le modalità di versamento utilizzata. Per le erogazioni liberali effettuate tramite

    carta di credito è sufficiente la tenuta e l’esibizione, in caso di eventuale richiesta

    dell’amministrazione finanziaria, dell’estratto conto della società che gestisce la carta di credito.

    Sono comprese nell'importo indicato in tale rigo anche le erogazioni riportate con il codice 20

    nelle annotazioni del CUD.

    Codice 21 - Erogazioni liberali a favore delle associazioni sportive dilettantistiche

    Art. 15, comma 1, lettera i-ter, del TUIR

    L’art. 15, comma 1 lett. i-ter) del TUIR prevede la possibilità di portare in detrazione le erogazioni

    liberali in denaro effettuate da parte delle persone fisiche in favore delle società ed associazioni

    sportive dilettantistiche.

    Il limite massimo detraibile non può essere superiore a € 1.500,00.

    L’erogazione deve essere effettuata tramite versamento bancario o postale o con altre modalità

    stabilite con apposito Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze quali carte di credito,

    carte prepagate, assegni bancari e circolari. In questi ultimi casi il contribuente deve consegnare

    al CAF la ricevuta del versamento rilasciata dall’associazione sportiva dilettantistica nella quale

    risulti la modalità di versamento utilizzata. Per le erogazioni liberali effettuate tramite carta di

    credito è sufficiente la tenuta e l’esibizione, in caso di eventuale richiesta dell’amministrazione

    finanziaria, dell’estratto conto della società che gestisce la carta di credito.

    Sono comprese nell'importo indicato in tale rigo anche le erogazioni riportate con il codice 21

    nelle annotazioni del CUD.

    Codice 22 - Contributi associativi versati alle società di mutuo soccorso

    Art. 15, comma 1, lettera i-bis, del TUIR

    L’art. 13, comma 1, lett. a), n.1, D.Lgs. 4 dicembre 1997, n. 460 ha previsto la possibilità di

    detrarre gli importi versati dai soci delle società di mutuo soccorso operanti in particolari settori

    (art.1 , legge 15 aprile 1886, n. 3818) ai fini di assicurare ai soci un sussidio nei casi di malattia,

    impotenza al lavoro, vecchiaia, ovvero in caso di decesso, in aiuto alle loro famiglie.

    Costituiscono onere detraibile, per un importo non superiore a € 1.291,14, i contributi associativi

    versati dai soci alle società di mutuo soccorso, con riferimento alla propria posizione.

     

    L’erogazione deve essere effettuata tramite versamento bancario o postale, nonché tramite

    sistemi di pagamento previsti dall’art. 23, D.Lgs. n. 241/97 (Bancomat, carte di credito, carte

    prepagate, assegni bancari e circolari). In questi ultimi casi il contribuente deve consegnare al

    CAF la ricevuta del versamento rilasciata dalla società di mutuo soccorso nella quale risulti la

    modalità di versamento utilizzata. Per le erogazioni liberali effettuate tramite carta di credito è

    sufficiente la tenuta e l’esibizione, in caso di eventuale richiesta dell’amministrazione finanziaria,

    dell’estratto conto della società che gestisce la carta di credito.

    Sono comprese nell'importo indicato in tale rigo anche le erogazioni riportate con il codice 22

    nelle annotazioni del CUD.

    Codice 23 - Erogazioni liberali a favore delle associazioni di promozione sociale

    Art. 15, comma 1, lettera i-quater, del TUIR al quale si applicano le disposizioni dell’ultimo periodo della

    lettera i-bis

    In base all’art. 15, comma 1 lett. i-quater del TUIR sono detraibili per un importo non superiore a

    euro 2.065,83 le erogazioni in denaro effettuate alle associazioni di promozione sociale iscritte

    nei registri previsti dalle vigenti disposizioni di legge.

    Tali erogazioni devono essere effettuate mediante versamento postale o bancario (carte di

    credito, carte prepagate, assegni bancari o circolari). Tale modalità di versamento deve risultare

    dalla ricevuta rilasciata dall’associazione. Per le liberalità alle associazioni di promozione sociale

    è prevista, in alternativa alla detrazione, la possibilità di dedurre le stesse dal reddito

    complessivo. Pertanto il contribuente deve scegliere, con riferimento alla suddetta liberalità, se

    fruire della detrazione d’imposta o della deduzione dal reddito non potendo cumulare entrambe le

    agevolazioni.

    Per le erogazioni liberali effettuate tramite carta di credito è sufficiente la tenuta e l’esibizione, in

    corso di eventuale richiesta dell’amministrazione finanziaria, dell’estratto conto della società che

    gestisce la carta di credito.

    Sono comprese nell'importo indicato in tale rigo anche le erogazioni riportate con il codice 23

    nelle annotazioni del CUD.

    Codice 24 - Erogazioni liberali a favore della società di cultura “La Biennale di Venezia”

    Art. 1, comma 1, l. 18.02.99, n. 28

    Sono detraibili per un importo non superiore al 30% del reddito complessivo (nel quale rientra

    anche quello derivante dalla cedolare secca sui fabbricati) dichiarato le erogazioni in denaro

    effettuate a favore della società di cultura “La Biennale di Venezia”. La documentazione relativa a

    tale onere è costituita dalle ricevute dei versamenti effettuati nel corso dell’anno 2012.

    Sono comprese nell'importo indicato in tale rigo anche le erogazioni riportate con il codice 24

    nelle annotazioni del CUD.

    Codice 25 Spese sostenute dai contribuenti obbligati alla manutenzione, protezione o

    restauro di beni culturali vincolati

    Art. 15, comma 1, lettera g, del TUIR – D.lgs. 22.01.2004, n. 42- DPR 30.09.1963, n. 1409

    Sono detraibili le spese relative alla manutenzione, protezione e restauro delle cose vincolate ai

    sensi del D.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 (già legge 1 giugno 1939, n. 1089) e del D.P.R. 30

    settembre 1963, n. 1409.

    La detrazione spetta ai soggetti obbligati alla manutenzione, protezione o restauro delle cose

    vincolate ai sensi del D.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 e viene calcolata sulla somma effettivamente

    rimasta a carico.

    Sono considerati obbligati quei soggetti giuridici che vantano un titolo giuridico che attribuisca

    loro la proprietà, il possesso o la detenzione del bene oggetto dell’intervento conservativo.

    Nel caso in cui venga stipulato un contratto di comodato con i proprietari dell’immobile oggetto di

    obbligo di manutenzione, protezione o restauro, tale atto costituisce, in via generale, titolo

    astrattamente idoneo a qualificare il soggetto (comodatario) quale obbligato a porre in essere

    interventi conservativi ai sensi dell’art. 30, comma 3 , del D. lgs. n. 42 del 2004. In tal senso si è

    pronunciata l’Agenzia delle entrate con Risoluzione 9.01.2009 n. 10 aggiungendo che il contratto

    non dovrebbe limitarsi alla concessione dell’uso del bene per la durata corrispondente

    all’esecuzione dei lavori di recupero, ma proseguire per permettere il perseguimento di un fine

    proprio del comodatario meritevole di tutela.

    La possibilità di fruire della detrazione in esame è riconosciuta anche in relazione all’attività di

    ordinazione e inventariazione degli archivi privati di interesse storico prevista dall’art. 30 del

    Codice dei Beni Culturali. (Risoluzione 2.04.2009 n. 93).

    Dal 2012 la necessità delle spese, quando non siano obbligatorie per legge, deve risultare da

    apposita dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà (art. 47 DPR 445/2000) presentata al

    Ministero per i beni e le attività culturali, relativa alle spese effettivamente sostenute per le quali

    si ha diritto alla detrazione.

    In precedenza, tale necessità doveva essere certificata dalla competente sovrintendenza, mentre

    il controllo di congruità era affidato all’ufficio dell’Agenzia del territorio competente (Circolare

    15.05.1997 n. 137, risposta 2.1).

    Questa detrazione è cumulabile con quella del 36% o del 50% per le spese di ristrutturazione,

    ma in tal caso è ridotta del 50%. Le istruzioni al modello 730 precisano che le spese per le quali

    si è richiesto di fruire della detrazione del 36% o del 50%, sostenute dal 1° gennaio al 25 giugno

    2012, fino a 48.000,00 euro e dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2012, fino a 96.000,00 euro,

    possono essere indicate anche in questo rigo nella misura del 50% . Per i contribuenti che hanno

    iniziato i lavori negli anni precedenti il limite di 48.000 o 96.000 euro deve tenere conto anche di

    quanto speso nelle annualità precedenti. Le spese superiori ai limiti previsti, per le quali non

    spetta più la detrazione del 36 o 50 per cento, possono essere riportate nel rigo E17-18-19

    codice 25 per il loro intero ammontare.

     

    Sono comprese nell'importo indicato in tale rigo anche le erogazioni riportate con il codice 25

    nelle annotazioni del CUD..

    Codice 26 - Erogazioni per attività culturali e artistiche

    Art. 15, comma 1, lettera h, del TUIR

    Sono detraibili, per l’intero importo, le erogazioni liberali in denaro a favore di:

    - Stato, Regioni, Enti locali territoriali, enti o istituzioni pubbliche

    - Comitati organizzatori appositamente costituiti con decreto ministeriale

    - fondazioni e associazioni legalmente riconosciute e senza scopo di lucro che svolgono o

    promuovono attività di studio, ricerca, restauro e documentazione di rilevante valore culturale

    e artistico o che organizzano e realizzano attività culturali, effettuate in base ad apposita

    convenzione, per l’acquisto, la manutenzione, la protezione o il restauro delle cose

    individuate ai sensi del D.Lgs. 22 gennaio 2004 n. 42 e del DPR 30 settembre 1963, n,

    1409.

    Sono ricomprese ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. h, del TUIR le erogazioni effettuate per

    l’allestimento di mostre ed esposizioni di questi beni, a seguito di autorizzazione da parte del

    Ministero dei Beni Culturali.

    Le erogazioni liberali effettuate per sostenere le opere di restauro e conservazione della casa

    colonica parrocchiale non sono detraibili.

    La documentazione relativa a tale onere è costituita dalle ricevute dei versamenti effettuati nel

    corso dell’anno 2012 e da una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, presentata al

    Ministero per i beni e le attività culturali e relativa alle spese effettivamente sostenute per le quali

    si ha diritto alla detrazione

    Sull’argomento l’Agenzia delle Entrate si è pronunciata con la Risoluzione 14.06.2007 n. 133. Le

    erogazioni liberali effettuate al fine di sostenere lavori di restauro e risanamento conservativo

    della chiesa e delle sue pertinenze costituiscono onere detraibili ai sensi dell’art. 15, lettera h), se

    si riferiscono a interventi su beni culturali tutelati ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004,

    n. 42, recante il Codice dei beni culturali e del paesaggio (Risoluzione 5.04.2005 n. 42).

    Sono comprese nell'importo indicati in tale rigo anche le erogazioni riportate con il codice 26 nelle

    annotazioni del CUD

    Codice 27 - Erogazioni per enti operanti nello spettacolo

    Art. 15, comma 1, lettera i, del TUIR

    Sono detraibili le erogazioni liberali in denaro a favore di:

    enti, fondazioni, associazioni legalmente riconosciute e non lucrative che svolgono solo attività

    nello spettacolo effettuate per la realizzazione di nuove strutture, il restauro e il potenziamento

    delle strutture esistenti nonché per la produzione nei vari settori dello spettacolo.

    La detrazione è calcolata su un importo massimo corrispondente al 2% del reddito complessivo

    dichiarato nel quale rientra anche quello dei fabbricati soggetto a cedolare secca (ex art. 15,

    comma 1, lettera i, del TUIR).

    La documentazione relativa a tale onere è costituita dalle ricevute dei versamenti effettuati nel

    corso dell’anno 2011.

    Sono comprese nell'importo indicato in tale rigo anche le erogazioni riportate con il codice 27

    nelle annotazioni del CUD.

    Codice 28 Erogazioni per fondazioni del settore musicale

    Art. 25, comma 2, del Dlgs 29.06.1996, n. 367

    Ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. i, del TUIR, sono detraibili le erogazioni in denaro a favore di

    Enti di prioritario interesse nazionale che operano nel settore musicale, per i quali è prevista la

    trasformazione in fondazioni di diritto privato ai sensi dell’art. 1 del D.Lgs. n. 367/1996.

    La detrazione è calcolata su un importo massimo corrispondente al 2% del reddito complessivo

    dichiarato nel quale rientra anche quello dei fabbricati per i quali si è optato per la cedolare secca

    elevabile al 30% per particolari erogazioni effettuate al patrimonio della fondazione o come

    contributo alla gestione.

    La documentazione relativa a tale onere è costituita dalle ricevute dei versamenti effettuati nel

    corso dell’anno 2012.

    Sono comprese nell'importo indicato in tale rigo anche le erogazioni riportate con il codice 28

    nelle annotazioni del CUD.

    Codice 29 - Spese veterinarie

    Art. 15, comma 1, lettera c bis, del TUIR

    Questa spesa è detraibile nel limite massimo di € 387,34 con un abbattimento di € 129,11.

    La detrazione spetta per le spese sostenute per la cura di animali legalmente detenuti a scopo di

    compagnia o per pratica sportiva (Circolare 14.06.2001 n. 55, risposta 1.4.1)

    Sono detraibili sia le spese relative alle prestazioni professionali del medico veterinario, che gli

    importi corrisposti per l’acquisto dei medicinali prescritti (Circolare 14.06.2001 n. 55, risposta 1.4.2).

    Tale detrazione spetta inoltre al soggetto che ha sostenuto la spesa anche se non proprietario

    dell’animale.

    Sono comprese nell'importo indicato in tale rigo anche le erogazioni riportate con il codice 29

    nelle annotazioni del.

    Codice 30 - Servizi interpretariato per sordomuti

    Art. 15, comma 1, lett. c-ter del TUIR - Art. 2, comma 3, L. 28.12.2001, n. 448

    E’ possibile fruire della detrazione d’imposta del 19% delle spese sostenute nel 2012 per i

    “servizi di interpretariato dei soggetti riconosciuti sordomuti” ai sensi della L. 26 maggio 1970 n.

    381 e cioè i minorati sensoriali dell’udito affetti da sordità congenita o acquisita durante l’età

    evolutiva che abbia compromesso il normale apprendimento del linguaggio parlato, purché la

    sordità non sia di natura esclusivamente psichica o dipendente da causa di guerra, di lavoro o di

    servizio (Legge n. 95 del 20 febbraio 2006).

    Al fine di poter fruire della detrazione i soggetti interessati devono essere in possesso delle

    certificazioni fiscali rilasciate dai fornitori dei servizi di interpretariato.

    Sono comprese nell'importo indicato in tale rigo anche le erogazioni riportate con il codice 30

    nelle annotazioni del CUD.

    Codice 31 Erogazioni liberali a favore di istituti scolastici di ogni ordine e grado

    Art. 15, comma 1, lettera i - octies, del TUIR

    Sono detraibili le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, statali e

    paritari senza scopo di lucro. Si precisa che detti istituti devono appartenere al sistema nazionale

    di istruzione di cui alla legge 10 marzo 2000 n. 62, e successive modificazioni, e le erogazioni

    devono essere finalizzate all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica e all’ampliamento

    dell’offerta formativa.

    Tali erogazioni devono:

    - essere effettuate mediante versamento postale o bancario, ovvero mediante carte di debito,

    carte di credito, carte prepagate, assegno bancari e circolari;

    - contenere nella causale il riferimento di legge e la motivazione per la quale viene effettuata

    l’erogazione.

     

    In mancanza della causale, un’attestazione, da parte della scuola, che indichi la finalità del

    versamento di tali somme.

    Vi è inoltre un limite di natura soggettiva, che trova applicazione solo per le erogazioni di importo

    superiore a 2.000,00 euro. L’art 13 del D.L. 31/07/2007 n. 7 convertito in legge 2/04/2007, n. 40,

    prevede , infatti, che in questi casi, i soggetti che hanno effettuato tali erogazioni, non possono

    fare parte del Consiglio di Istituto e della Giunta esecutiva delle Istituzioni scolastiche.

    Sono comprese nell'importo indicato in tale rigo anche le erogazioni riportate con il codice 31

    nelle annotazioni del CUD.

    Codice 32- Spese relative ai contributi versati per il riscatto degli anni di laurea dei familiari

    a carico

    Art. 1 della Legge 247/2007

    L’art. 1, co. 77, della legge n. 247 del 2007 ha introdotto i co. 4bis, 5bis e 5 ter all’art. 2 del decreto

    legislativo n. 184/1997, relativo al riscatto di corsi universitari di studio per i familiari a carico. Le

    disposizioni introdotte in merito alle modalità di esercizio della facoltà di riscatto si applicano

    esclusivamente alle domande presentate a decorrere dal 1° gennaio 2008.

    Nel caso in cui l’interessato non abbia un reddito personale, il contributo potrà essere posto in

    detrazione, nella misure del 19% dell’importo stesso, dall’imposta dovuta dai soggetti di cui

    l’interessato risulti fiscalmente a carico.

    Sono comprese nell'importo indicato in tale rigo anche le erogazioni riportate con il codice 32 nelle

    annotazioni del CUD.

    Codice 33 - Spese per la frequenza di asilo nido

    Art.2, comma 5, Legge 22 dicembre 2008 n.203

    Con la finanziaria per il 2009, a decorrere dall’anno d’imposta 2008, è stata prevista a regime

    l’agevolazione relativa alle spese sostenute dai genitori per il pagamento di rette relative alla

    frequenza di asili nido per un importo complessivamente non superiore a 632,00 euro annui per

    ogni figlio.

    I chiarimenti relativi a questa agevolazione sono contenuti nella Circolare 13.02.2006 n. 6, risposta

    2.1.

    È possibile fruire del beneficio fiscale in relazione alle somme versate a qualsiasi asilo nido, sia

    pubblico che privato.

    Le bambine e i bambini per i quali compete l’agevolazione sono quelli ammessi e che frequentano

    l’asilo.

    La detrazione va divisa tra i genitori sulla base dell’onere da ciascuno sostenuto. Qualora il

    documento di spesa sia intestato al bimbo, o ad uno solo dei coniugi, è comunque possibile

    specificare, tramite annotazione sullo stesso, le percentuali di spesa imputabili a ciascuno degli

    aventi diritto.

    La documentazione dell’avvenuto pagamento può essere costituita da fattura, bollettino bancario

    o postale, ricevuta o quietanza di pagamento.

    Sono comprese nell'importo indicato in tale rigo anche le somme riportate con il codice 33 nelle

    annotazioni del CUD.

     

    Codice 34- Altri oneri detraibili

    Con questo codice si indicano gli altri oneri per i quali spetta la detrazione d’imposta del 19%.

    La documentazione relativa a tale onere è costituita dalle ricevute dei versamenti effettuati nel

    corso dell’anno

     

    Modalità di pagamento prevista per le spese per l’intermediazione immobiliare

    Tipologia

    Documenti

    Spese per l’intermediazione immobiliare

    - fattura emessa dal mediatore immobiliare;

    - copia del rogito notarile o del preliminare di vendita registrato, relativo alla compravendita dell’immobile nel

    quale sono riportati: l’ammontare della spesa sostenuta

    per l’attività di mediazione, le analitiche modalità di

    pagamento della stessa e il numero di partita IVA o del

    codice fiscale dell’agente immobiliare

     

    Modalità di pagamento prevista per le spese per canoni di locazione sostenute da studenti

    universitari fuori sede

     

    Tipologia

     

    Documenti

     

    Spese per canoni di locazione sostenute

    da studenti universitari fuori sede

     

    - i contratti di locazione richiamati dalla Legge

    431/1998, o contratti di ospitalità o atti di

    assegnazione in godimento stipulati con gli enti

    previsti dalla normativa;

    - documenti comprovanti la spesa sostenuta;

    - autocertificazione nella quale il contribuente dichiari di essere studente universitario e di aver rispettato

    tutte le condizioni per il beneficiare della detrazione

     

    Modalità di pagamento prevista per le erogazioni liberali

    Tipologie erogazione liberale

    Modalità di pagamento

    A favore di partiti politici

    Versamento postale o bancario a favore di uno o più

    movimenti e partiti politici, che possono raccoglierle sia per

    mezzo di un unico conto corrente nazionale sia tramite

    conti correnti diversi

    A favore delle Onlus

    Versamento bancario o postale, nonché sistemi di

    pagamento previsti dall’art. 23, D.Lgs. n. 241.97

    (Bancomat, carte di credito, carte prepagate, assegni

    bancari e circolari). In questi ultimi casi il contribuente

    deve consegnare al Professionista  la ricevuta del versamento

    rilasciata dall’Ente beneficiario nella quale risulti la

    modalità di versamento utilizzata. Per le erogazioni liberali

    effettuate tramite carta di credito è sufficiente la tenuta e

    l’esibizione, in caso di eventuale richiesta

    dell’amministrazione finanziaria, dell’estratto conto della

    società che gestisce la carta di credito

    A favore delle associazioni sportive

    dilettantistiche

    Versamento bancario o postale, nonché sistemi di

    pagamento previsti dall’art. 23, D.Lgs. n. 241.97

    (Bancomat, carte di credito, carte prepagate, assegni

    bancari e circolari). In questi ultimi casi il contribuente

    deve consegnare al Professionista  la ricevuta del versamento

    rilasciata dall’Ente beneficiario nella quale risulti la

    modalità di versamento utilizzata. Per le erogazioni liberali

    effettuate tramite carta di credito è sufficiente la tenuta e

    l’esibizione, in caso di eventuale richiesta

    dell’amministrazione finanziaria, dell’estratto conto della

    società che gestisce la carta di credito

    Contributi associativi versati alle società di

    mutuo soccorso

     

    Versamento bancario o postale, nonché sistemi di

    pagamento previsti dall’art. 23, D.Lgs. n. 241.97

    (Bancomat, carte di credito, carte prepagate, assegni

    bancari e circolari). In questi ultimi casi il contribuente

    deve consegnare al Professionista  la ricevuta del versamento

    rilasciata dall’Ente beneficiario nella quale risulti la

    modalità di versamento utilizzata. Per le erogazioni liberali

    effettuate tramite carta di credito è sufficiente la tenuta e

    l’esibizione, in caso di eventuale richiesta

    dell’amministrazione finanziaria, dell’estratto conto della

    società che gestisce la carta di credito

    Per attività culturali e artistiche

     

    Versamento bancario o postale, nonché sistemi di

    pagamento previsti dall’art. 23, D.Lgs. n. 241.97

    (Bancomat, carte di credito, carte prepagate, assegni

    bancari e circolari). In questi ultimi casi il contribuente

    deve consegnare al Professionista  la ricevuta del versamento

    rilasciata dall’Ente beneficiario nella quale risulti la

    modalità di versamento utilizzata. Per le erogazioni liberali

    effettuate tramite carta di credito è sufficiente la tenuta e

    l’esibizione, in caso di eventuale richiesta

    dell’amministrazione finanziaria, dell’estratto conto della

    società che gestisce la carta di credito

    A favore delle associazioni di promozione sociale

     

    Versamento bancario o postale, nonché sistemi di

    pagamento previsti dall’art. 23, D.Lgs. n. 241.97

    (Bancomat, carte di credito, carte prepagate, assegni

    bancari e circolari). In questi ultimi casi il contribuente

    deve consegnare al Professionista la ricevuta del versamento

    rilasciata dall’Ente beneficiario nella quale risulti la

    modalità di versamento utilizzata. Per le erogazioni liberali

    effettuate tramite carta di credito è sufficiente la tenuta e

    l’esibizione, in caso di eventuale richiesta

    dell’amministrazione finanziaria, dell’estratto conto della

    società che gestisce la carta di credito

    A favore della società di cultura “La Biennale di Venezia”

    Pagamento tramite qualunque mezzo

    Spese sostenute dai contribuenti obbligati alla manutenzione, protezione o restauro di beni culturali vincolati

    Pagamento tramite qualunque mezzo
    Per lo spettacolo Pagamento tramite qualunque mezzo

    A favore di Enti operanti nel settore musicale

    Pagamento tramite qualunque mezzo
    Erogazioni liberali

    Documentazione relativa ai versamenti effettuati Se previsto, ricevuta del soggetto a favore del quale è stato effettuato il versamento attestante la modalità utilizzata

    Contributi associativi versati alle società di mutuo soccorso

    Documentazione relativa ai versamenti effettuati  Se previsto, ricevuta del soggetto a favore del quale è stato effettuato il versamento attestante la modalità utilizzata

    Spese per la conservazione del patrimonio storico artistico

    Fatture relative alle spese sostenute Certificazione rilasciata dalla competente sovrintendenza entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi quando le spese non siano obbligatorie per legge

    Spese veterinarie

    Fatture o ricevute rilasciate dal professionista relative a visite veterinarie e.o interventi chirurgici Scontrini fiscali relativi ai farmaci acquistati

    Servizio interpretariato

    - Fattura relativa alla spesa

    - Certificazione relativa al riconoscimento dell’handicap ovvero autocertificazione e del portatore di handicap attestante la sussistenza delle condizioni risultanti da tale documentazione

    Erogazioni liberali a favore di istituti scolastici di ogni ordine e grado

    bollettino postale o bancario, ovvero mediante carte di debito, carte di credito, carte prepagate, assegno bancari e circolari contenere nella causale il riferimento di legge e la motivazione per la quale viene effettuata l’erogazione.

    in mancanza della causale, un’attestazione, da parte della scuola, che indichi la finalità del versamento di tali somme.

    Spese relative ai contributi versati per il riscatto degli anni di laurea dei familiari a carico

    - Ricevute bancarie e/o postali o altro documento che attesti le spese sostenute

    Asili nido

    - Fattura, bollettino bancario o postale, ricevuta o quietanza di pagamento

     

    3. Oneri e spese indicati in deduzione dal reddito complessivo

    I CAF devono effettuare sia una verifica documentale sia una verifica del diritto al

    riconoscimento degli oneri deducibili alle condizioni e nei limiti previsti dalla normativa vigente.

    Riguardo ai controlli documentali è necessario verificare:

    1. la data in cui è stato effettuato il pagamento. Tutti i pagamenti devono essere stati effettuati

    nell'anno;

    2. l’intestatario della fattura/ricevuta. Tranne in alcuni casi previsti dalla normativa, la

    fattura/ricevuta deve essere intestata al contribuente che espone in dichiarazione tale spesa.

    Gli oneri indicati nel punto 129 ES. del CUD 2013 e/o 127 del CUD 2012 e riportati con maggior

    dettaglio nel riquadro Annotazioni dello stesso modello, già dedotti dal sostituto d’imposta, non

    devono essere riportati sul modello e pertanto per essi non si procede ad alcuna verifica.

     

    Tipologia onere

    Soggetto al quale spetta la deduzione

    Contributi previdenziali e assistenziali

    Contribuente (per spese sostenute per se e per

    familiari a carico)

    Assegno periodico per il coniuge (

    Solo contribuente

    Contributi per gli addetti al servizio domestico

    Solo contribuente

    Contributi ad Istituzioni religiose

    Solo contribuente

    Spese mediche e di assistenza specifica dei

    portatori di handicap

    Contribuente (per spese sostenute per se e per i

    familiari anche non a carico)

    Altri oneri deducibili

    Solo contribuente (ad eccezione rigo E27 cod. 1)

    Contributi e premi per forme pensionistiche

    complementari ed individuali

    Contribuente (per spese sostenute per se e per i

    familiari a carico)

     

     

    Contributi previdenziali ed assistenziali versati alla gestione della forma pensionistica

    obbligatoria di appartenenza

    Art. 10, comma 1, lettera e, del TUIR

    Sono deducibili le somme versate, a titolo di contributi previdenziali e assistenziali, in

    ottemperanza a disposizione di legge, nonché i contributi volontari versati alla gestione della

    forma pensionistica obbligatoria d’appartenenza.

    Questi oneri sono deducibili anche se sostenuti per familiari a carico (Circolare 12.06.2002 n. 50,

    risposta 3.4). Sono altresì deducibili nei periodi d’imposta in cui i termini di versamento sono

    sospesi in conseguenza di calamità pubbliche (D.L. 223/2006 art. 36, comma 32 e Circolare

    4.08.2006 n. 28, risposta 41); ai sensi della medesima disposizione è previsto, in via transitoria,

    che coloro che non hanno dedotto negli anni della sospensione possano fruirne nell’anno del

    versamento.

    Rientrano in questa voce anche:

    - i contributi sanitari obbligatori versati per l’assistenza erogata nell’ambito del Servizio

    sanitario nazionale, compresi quelli versati con il premio di assicurazione Responsabilità

    civile autoveicoli (RCA), (Circolare 12.06.2002 n. 50, risposta 3.5), quest’ultima deduzione

    sarà computata solo per la parte di contributo che eccede l’importo di euro 40,00;

    - il contributo previdenziale versato alla gestione separata dell’Inps nella misura

    effettivamente rimasta a carico del contribuente risultante da idonea documentazione;

    - i contributi agricoli unificati versati all’Inps – Gestione ex SCAU - per costituire la propria

    posizione previdenziale e assistenziale (è indeducibile la parte dei contributi che si riferisce

    ai lavoratori dipendenti) (Circolare 15.05.1997 n. 137, risposta 4.2.1);

    - i contributi previdenziali e assistenziali versati facoltativamente alla gestione della forma

    pensionistica obbligatoria di appartenenza, ivi compresi quelli per la ricongiunzione di

    periodi assicurativi. Sono pertanto deducibili anche i contributi versati per il riscatto degli

    anni di laurea (sia ai fini pensionistici che ai fini della buonuscita), per la prosecuzione

    volontaria, ecc.;

    - i contributi versati per l’assicurazione obbligatoria Inail riservata alle persone del nucleo

    familiare per la tutela contro gli infortuni domestici (cosiddetta assicurazione casalinghe)

    (Circolare 7.06.2002 n. 48, risposta 1.7).

    Le somme versate all’INPS per ottenere l’abolizione del divieto di cumulo tra pensione di

    anzianità e di attività di lavoro e quelle relative alla regolarizzazione dei periodi pregressi non

    possono essere considerati come contributi previdenziali obbligatori o facoltativi in quanto non

    generano una prestazione futura da parte dell’istituto previdenziale, ma costituiscono una sorta di

    autorizzazione necessaria per superare il divieto di cumulo ovvero una regolarizzazione per aver

    violato il divieto negli anni passati (Circolare 10.06.2004 n. 24, risposta 7).

    Con la Risoluzione 28.04.2009 n. 114 l’ Agenzia delle Entrate ha precisato che il coniuge superstite

    può portare in deduzione i contributi versati ed intestati al coniuge defunto, considerato che il

    mancato pagamento degli stessi avrebbe impedito al coniuge superstite in qualità di erede di

    beneficiare del trattamento pensionistico; visto che il titolo di pagamento è intestato al de cuius, la

    circostanza che l’onere è stato integralmente assolto dal coniuge superstite dovrà risultare dalle

    ricevute relative ai pagamenti effettuati.

    I contributi previdenziali INPS, versati alla gestione separata, rimasti a carico del titolare

    dell’assegno di ricerca non sono considerati oneri deducile né per il titolare dell’assegno stesso,

    né per il famigliare di cui è, eventualmente a carico (Circolare 13.05.2011 n. 20, risposta 5.5).

    La Risoluzione 3.03.2011 n. 25 dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il contributo integrativo

    versato dai biologi volontariamente all’Ente Nazionale di Previdenza e assistenza a favore dei

    biologi (ENPAB) debba essere considerato onere deducibile, qualunque sia la causa che origina il

    versamento, la quale può rinvenirsi nei riscatti (ad esempio per il corso di laurea), nella

    prosecuzione volontaria del versamento dei contributi nonché nella ricongiunzione di periodi

    assicurativi maturati presso altre gestioni previdenziali obbligatorie.

     

    Documentazione

    Tipologia

    Documenti

    Contributo al SSN versato con il premio di

    assicurazione di responsabilità civile per i veicoli

    Quietanza relativa al premio pagato

    Contributi previdenziali versati a gestioni separate da

    particolari categorie di soggetti (farmacisti, medici,

    ecc.).

    Ricevute bancarie o postali relative ai versamenti

    eseguiti

    Non può essere considerato contributo

    obbligatorio la tassa di iscrizione all’albo versata

    da alcune figure professionali

    Contributi previdenziali versati alla gestione separata

    INPS e all’INAIL ove previsto

    Certificazione del sostituto che attesti il

    versamento alla gestione separata INPS e

    all’INAIL per le quote a carico del lavoratore

    Contributi agricoli unificati versati all’INPS gestione ex

    SCAU

    Ricevuta del versamento F24

    Contributi previdenziali volontari (ricongiunzioni di

    periodi assicurativi, riscatto degli anni di laurea e del

    servizio militare, prosecuzione di un’assicurazione

    obbligatoria, iscrizione volontaria alla gestione

    separata dell’INPS)

     

    Ricevute relative ai versamenti dei contributi

    volontari effettuati nell'anno (indipendentemente

    dal periodo a cui si riferiscono)

    Contributo INAIL pagato dalle casalinghe

    Ricevute relative ai versamenti dei contributi

    volontari effettuati nell'anno (indipendentemente

    dal periodo a cui si riferiscono)

     

    Assegno periodico corrisposto al coniuge con esclusione della quota di mantenimento dei figli

    Art. 10, comma 1, lettera c, del TUIR

    Sono deducibili dal reddito del contribuente esclusivamente i versamenti periodici effettuati al

    coniuge, anche se residente all’estero, a seguito di separazione legale ed effettiva (non di fatto), di

    scioglimento o annullamento del matrimonio, o di cessazione dei suoi effetti civili, nella misura

    indicata nel provvedimento dell’autorità giudiziaria. Ai fini del riconoscimento della deduzione i

    contribuenti devono indicare, nel punto 1 del rigo E 23 del modello 730, il codice fiscale del soggetto

    beneficiario. Non devono essere considerate le somme corrisposte in unica soluzione al coniuge

    separato o divorziato (Circolare 12.06.2002 n. 50, risposta 3.1). Non possono essere considerati oneri

    deducibili le somme corrisposte dal coniuge a titolo di quota di mutuo versata in sostituzione

    dell’assegno di mantenimento, nel caso in cui l’altro coniuge abbia comunque rinunciato all’assegno

    di mantenimento (Circolare 12.06.2002 n. 50, risposta 3.2).

    Se la somma indicata nel provvedimento è comprensiva anche della quota relativa al mantenimento

    dei figli, salva diversa indicazione, si considera destinata al mantenimento di questi ultimi il 50% della

    somma, indipendentemente dal numero dei figli (Circolare 12.05.2000 n. 95, risposta 1.5.2.).

    Si fa presente che la somma corrisposta al coniuge è ammessa in deduzione solo nella misura

    determinata dal provvedimento dell’autorità giudiziaria.

    Pertanto, le maggiori somme corrisposte al coniuge a titolo di adeguamento Istat potranno essere

    dedotte solo nel caso in cui la sentenza del giudice preveda espressamente un criterio di

    adeguamento automatico dell’assegno dovuto al coniuge medesimo.

    Resta esclusa, quindi, la possibilità di dedurre assegni corrisposti volontariamente dal coniuge al fine

    di sopperire alla mancata indicazione da parte del Tribunale di meccanismi di adeguamento

    dell’assegno di mantenimento (Risoluzione 19.11.2008 n. 448).

    Il CAF deve verificare:

    nella sentenza di separazione o divorzio la somma riportata sull’atto e destinata al coniuge e, se

    previsto, la rivalutazione di tale importo;